L’attrezzi de lu contadì

LA DOMENICA con Mario Monachesi
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Mario Monachesi

 

di Mario Monachesi 

“Lu villicu, o contadì’, adè statu la spina dorsale de l’economia fino a tutti l’anni ’60 / ’70, anche se li proverbi je dacia ‘n po’ ‘ddosso. Unu per tutti: “Gni contadì’ che nasce è un asinu che cresce”. La fadiga e li sforzi che ha fatto ‘lla pora jente, quanno li laori adèra a ma’, o co’ misiri attrezzi, solo Cristu lo sa.
Ecco un picculu elencu de quello che ci-aia pe’ tirà’ fori da la tera moccó de magnà’ e, che pagnu, pe’ la fameja:

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Rievocazione della trebbiatura

Zappa, zappó (grossa e pesante zappa); vanga; piccó’ (piccone); maleppegghjo ((piccolo piccone bipenne, scure che taglia ambo i lati); pertecaró’ (aratro), cutru e cumera, o gumera, (coltello e lama dell’aratro); pertecara (piccolo aratro. “La pertecara ma che vruttu surgu fa, adè corpa de lu biforgu che no’ la sa ‘doprà'”; “Si ‘gnorante quanto ‘na pertecara”. “Lèete subbeto la gràatta (cravatta), quessa la porta li patrù’, li contadì’ come te porta la pertecara”. “Sbaja lu prete sull’ardà’, non pò sbajá’ lu contadì’ su la pertecara?”); vordarecchje (aratro con vomere rivoltabile); sgranviu (Anche “streppatore”. Attrezzo con lame di ferro per una prima affinata alle zolle); erpece (telaio di ferro munito di denti e lame per affinare definitivamente il terreno arato); rullu, o trai, attrezzo per spianare le zolle; fargefienara (Falce fienaia. Lama d’acciaio arcuata con manico di legno, per falciare grano, fieno ed ogni tipo di erba); fargetta (Anche “face”. Roncola, piccola falce); fargió’ (piccola ascia. “Lu contadì’ non va sicuru se non ci-ha lu fargió’ la lu culu”); maracciu (segaccio); accettarellu (Anche “fargionella”. Accetta piccola); ronchetta (Anche “ronga”. Lama ricurva con lungo manico); marrapicu (ascia bipenne); smarracciu (grosso e pesante falcione con la punta ricurva per tagliare, o triturare, legna); sighittu (lama dentellata con manico di legno); segacciu; segó (grossa sega per tronchi azionata in due e tirata alternativamente dall’uno e dall’altro); forbece da potà’ (forbici per potare le piante); cote (Anche “cota”. Pietra per affilare le lame, tenuta dentro un corno di bue con un po’ d’acqua); ‘ncutena (anche “ncutana. Incudine per battere la falce da affilare); martellu; tenaje (tenaglie); pinze; virocciu (Anche “birocciu”. Biroccio); tregghja (Anche “sterza”. Carro con sponde basse); trascinella (Anche “piattina”, o “partitella”. Carro senza ruote e senza sponde); martinicca (freno del carro); juu (Giogo. Arnese di legno massiccio a forma di asta sagomata da porre sul collo dei buoi per attaccarli al carro, o all’aratro, bene appaiati); gaizzina (cavezza che legava il giogo alla testa dei buoi); gaezza (Anche “gaezzó'”. Cavezza per portare a mano buoi e mucche); morse (Mordacchie per guidare i bovini); voccà’ (Anche musarola. Maschera di rete metallica che si infilava sul muso dei bovini); frustu; streja (spazzola di ferro per pulire il mantello di mucche, buoi e vitelli); 1-Un-contadino-300x200mastellu (Anche “mastella”, o “vardu”, per portare acqua da bere agli animali; lattó’ (secchio di latta); vascuja (bilancia a terra); marcu (peso scorrevole sull’asta della stadera); forcó’ (forcone); pala, paló (grossa pala); rastellu (rastrello); tajafié’ (tagliafieno, arnese con manico orizzontale di legno e grossa lama triangolare per tagliare il fieno e la paglia dai pagliai); tenaje (strumento composto da due leve incrociate); caretta de lo stabbio (carretto ad una ruota e due manici per trasportare il letame dalla stalla al letamaio); scale de ligno (più corte e più lunghe, da pagliaio e da albero); corvellu (crivello); corvelló (grosso crivello che appeso ad una trave veniva usato per mondare i cereali); somentatrice (macchina a due ruote trainata dai buoi per seminare il grano); La pompa dell’acqua ramata e de lo surfo (zolfo); rampì’ (lungo manico con uncino) “per carpì’ (cavare) le varbabietole” (barbabietole); fittulu (cavicchio di legno appuntito per piantare l’insalata. Anche legno piantato sul terreno per tenere legato l’agnello); pondarolu (Arnese in ferro, o legno, per sgranare le pannocchie di mais); mazzacavallu (lunga asta di legno con un secchio ed un contrappeso per attingere acqua dal pozzo); ramina (Anche “manéra”. Grossa tazza di rame, o latta, con un lungo manico di legno); martellu; martillittu, mazzapicchju (martello per cerchiare le botti. Anche per conficcare pali); mazza, mazzola (piccola mazza); mmestecafurnu (lungo bastone per spargere la brace sul pavimento del forno); la pala de lu furnu ( per inserire e togliere i filoni del pane); trocchju (torchio per la spremitura dell’uva); canà (grosso recipiente di legno per pigiare l’uva); cassette dell’ua; carucola (disco di ferro con una scanalatura dove scorreva una corda per sollevare pesi); canestru, canestrllu (Anche “canistrillu”); carticina (graticcia di canne usata per allevare bachi da seta ed altri usi); la taola (tavola), o vanghetta, pe’ rlaá’ li pagni su la secchja, o su la trocca); civiltà-contadina900-300x214lu vuzzicu de lo latte, lu vanghittu per mogne le vacche, lu gabbiò’ de li cunelli, la callara per coce lo musto, canipu (grossa corda); curdì’ (cordicella); viunzu (bigoncio, grosso secchio di legno); damisciana; crina (stia di rami di salice per pulcini); gausció’ (sifone di gomma); copertó’ (Anche “teló'” impermeabile per proteggere mezzi e cose dalla pioggia); trebbia (trebbiatrice); tamburlà (alambicco per distillare il vino); canipu, corda, sessola (paletta con manico corto per prendere dai sacchi semi o farina); rastelló’ (attrezzo di ferro trainato dalle mucche per raccogliere il fieno); metellega (mietitrice); stanga de lu pajà (Anche “stullu”); trinciaforaggi.
Adesso gnisciù ci-ha più besognu de li vò’ (buoi), de le vacche, de ‘st’attrezzi che mango pare viro siano esistiti. Adesso ‘na machina da per essa scaporda centinaia de ettari in quarghe jornu. Pare passati tanti seculi, ma a facce mente vène, adè scursi (trascorsi) solo pochi decenni”.



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