Amarcord Da Vinci (foto-video)
La protesta “epica” di Micucci,
le Vespe di Borroni e Acquaroli

CIVITANOVA - Iniziata la demolizione dell'ex liceo Scientifico a Fontespina, ex studenti si raccontano. Il consigliere regionale di FdI conobbe proprio tra quei banchi l'attuale governatore delle Marche. L'esponente del Pd fu protagonista di un grande sciopero che coinvolse tutta la città, mentre Yuri Rosati venne eletto presidente degli studenti. FOTO/VIDEO
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Demolizione ex liceo Leonardo Da Vinci Civitanova Marche

 

di Laura Boccanera (foto e video Federico De Marco)

Sono stati tolti gli infissi, gli ultimi arredi che ornavano le aule e i laboratori ora sono ammonticchiati nel piazzale. C’è stato anche chi fra quei “ruderi” scolastici ha provato a cercare il suo vecchio banco.

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I ruderi dell’ex liceo Da Vinci

La notizia dell’avvio dei lavori per la riconversione dell’area di Fontespina dove sorge l’ex liceo scientifico, di cui l’abbattimento della struttura è conseguenza, ha innescato in questi giorni una rinnovata e velata malinconia amarcord tra i migliaia di studenti che hanno popolato quelle aule. Sarà un po’ perché, come per quei muri, il tempo sta passando anche per gli ex studenti, sarà perché quelle pareti racchiudono i ricordi di un tempo felice, fatto sta che tutti i “palafitticoli” si sono ritrovati in un gruppo che esiste da anni, ma che mai come in questo periodo è vivo e fecondo di ricordi. A prendere l’iniziativa anni fa fu l’ex docente di educazione fisica Lamberto Marinelli che invitò alcuni suoi ex studenti nel gruppo per raccogliere ricordi, foto, aneddoti dei suoi 20 anni di insegnamento. Con la notizia dell’abbattimento e dello smontaggio della targa però quell’iniziativa social ha rinvigorito la voglia di ricordare e condividere memorie comuni. Ne è emersa una fotografia di ciò che il Liceo ha rappresentato per intere generazioni di studenti. Tra loro molti si sono affermati, diventando personaggi pubblici: ingegneri, medici, docenti a loro volta. Fra le ultime generazioni prima del trasloco molti coloro che adesso vivono all’estero o che oggi impiegati, operai, liberi professionisti conservano un ricordo spensierato di quegli anni. Numerosa anche la schiera di “politici” che si sono formati al liceo di Fontespina. Tra loro l’attuale presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, Pierpaolo Borroni consigliere regionale, l’ex consigliere regionale Francesco Micucci e il primario di pneumologia e consigliere comunale del Pd Yuri Rosati.

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Il consigliere regionale Pierpaolo Borroni da liceale

«Anni meravigliosi – ricorda Pierpaolo Borroni – il più spassoso riguarda uno dei primi giorni del primo anno. Ero nuovo, frequentavo la 1 E e quando arrivai a scuola era stato indetto uno sciopero. Non ne sapevo niente e ho provato ad entrare quando un tipo con i capelli rossi più grande di me mi tira per lo zaino e mi urla di non entrare». Borroni ancora non lo sapeva ma quello è stato il primo scontro politico della sua vita. Il “rosso” che lo aveva trattenuto infatti era l’avversario politico del Pd Yuri Rosati: «Era più grande e non lo conoscevo ancora. Quando ci siamo ritrovati in consiglio comunale insieme gliel’ho ricordato e ci abbiamo riso insieme». E ancora quella volta che la Fiat 600 della prof De Luca venne impacchettata: «Era il suo compleanno e io, Marco Forti e Claudio Tipo unimmo con lo scotch tutte le pagine dei giornali fino a creare un pacchetto con tanto di fiocco attorno alla sua auto. Memorabile, lo videro tutti». Anni davvero fondamentali per Borroni che proprio grazie alla passione per la vespa conobbe un ragazzo che tuttora è suo “fratello” di battaglie. «Eravamo in due ad avere la Vespa, vedevo sempre questo tizio alto e magro che veniva a scuola con la Vespa. Era Francesco Acquaroli, la nostra amicizia prima di approdare a Fratelli d’Italia nacque lì tra una Vespa e un compito di matematica».

Fu invece protagonista di una protesta “epica” l’ex consigliere regionale Francesco Micucci. Uno scontro con il preside per un’assemblea pubblica che finì addirittura sulla stampa dell’epoca e che portò ad uno sciopero in piazza. «Il preside Alessandro Marcelli sospese me e Pierpaolo Fabbracci perché stavamo organizzando un’assemblea – racconta Francesco Micucci – siccome avevamo pochi giorni usavamo la ricreazione per girare per le classi per informare tutti gli studenti. Accadde che per qualche minuto in più sottratto alle lezioni pur essendone i docenti informati, venimmo convocati in presidenza e sospesi. Venne fuori una levata di scudi, anche i professori presero le nostre difese. Eravamo all’ultimo anno e una sospensione, un eventuale 7 in condotta, pregiudicavano l’esame di maturità. Venne fuori uno sciopero in piazza e tanto clamore. Alla fine tutto si risolse per il meglio, la polemica innescata e la difesa da parte di studenti e docenti convinsero il preside ad un dietrofront anche se un giorno di sospensione lo facemmo comunque».

 ex-liceo-scientifico-via-colombo-fontespina-civitanova-FDM-3-325x217E poi ancora Micucci ricorda “le Leonardiadi”, un’iniziativa che allora rappresentava davvero un momento unico della vita scolastica ed extrascolastica. Era un agone sportivo e intellettuale, ma di carattere ludico, dove classi diverse, ragazzi di tutte le età si mischiavano per giocare a calcio, a basket, a pallavolo. Nella memoria collettiva rappresenta forse uno dei più bei ricordi ed esempio di esperienza giovanile di quel periodo alla fine degli anni ’80 e inizio degli anni ’90. «C’erano inoltre i “matinée” – aggiunge Micucci – le feste spettacolo organizzate dalle classi quinte, una festa in cui si ballava e che aiutava gli studenti, con il ricavato, a pagarsi le gite dell’ultimo anno che costavano di più, ma soprattutto cementavano i rapporti fra le varie classi. Erano balli e feste a latere dell’attività scolastica che contribuivano a mantenere un clima positivo in tutto il liceo». Eletto presidente degli studenti con il 55% dei voti, Yuri Rosati ricorda l’imprinting della docente di inglese, la professoressa Canaletti: «Ha saputo darmi un’opportunità che poi nella vita mi sono giocato fino in fondo e se oggi sono quello che sono è anche grazie a lei». A breve della “palafitta” di quel liceo dalla caratteristica struttura non resterà nulla, l’area verrà riconvertita e acquisirà nuove funzioni, restano i ricordi e i racconti e nuove generazioni di studenti che, da quelle simboliche “palicate” costruiranno nuove storie personali e collettive.

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