«Chirurgia mini invasiva per il glaucoma
La nostra oculistica all’avanguardia»

SAN SEVERINO - Il direttore dell'Unità operativa di Av3 Vincenzo Ramovecchi spiega che «in Italia siamo tra i centri ad avere la casistica maggiore di interventi attraverso questa tecnica. I risultati finora sono molto buoni e i pazienti sono molto soddisfatti»
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Vincenzo Ramovecchi

 

Il glaucoma, nemico silenzioso della vista, è una malattia neurodegenerativa che colpisce più di 1 milione 200 mila persone in Italia di cui circa 30mila nelle Marche. È una patologia caratterizzata principalmente da un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, danneggia il nervo ottico, limitando il campo visivo dalla periferia verso il centro. I principali campanelli d’allarme del glaucoma sono piuttosto evidenti, si comincia per esempio ad inciampare, a sbattere frequentemente contro gli angoli o ad accorgersi in ritardo della presenza di un ostacolo quando si cammina o si guida.

Vincenzo Ramovecchi, direttore dell’Unità operativa di Oculistica dell’Area vasta 3 (San Severino, Macerata e Recanati) spiega che «il 50% dei pazienti non sa di avere il glaucoma perché si arriva tardi alla diagnosi e il 20% è esposto al rischio concreto di perdere la vista. È una patologia degenerativa che generalmente coinvolge entrambi gli occhi determinando danni permanenti al nervo ottico, che nel tempo possono portare a ipovisione e cecità. A partire dai 40 anni è buona norma sottoporsi regolarmente a controlli oculistici, che includano la misurazione della pressione intraoculare così da poter scoprire la malattia nelle fasi iniziali quando ancora non presenta sintomi evidenti».

Diagnosi precoce con strumentazioni all’avanguardia e tecnologie innovative garantiscono ai pazienti soluzioni sicure ed efficaci per il trattamento delle patologie visive, preservando la qualità di vita nella maggior parte delle persone con glaucoma. Il centro di San Severino è tra i centri più attivi in Italia per la chirurgia mini invasiva del glaucoma.

Ospedale-San-Severino

L’ospedale di San Severino

«Nel nostro centro cerchiamo di gestire al meglio il percorso di cura del paziente, valutando tutte le opzioni disponibili, sia mediche che chirurgiche – prosegue Ramovecchi –. Di recente abbiamo introdotto nuove tecniche chirurgiche mini invasive che permettono di ridurre la pressione intraoculare, quando le gocce non sono più sufficienti. Essendo mini invasive, la procedura è meno complicata, non richiede punti di sutura e la gestione del post operatorio è più semplice rispetto alla chirurgia tradizionale, con un recupero della vista più rapido». Questa nuova tecnica chirurgica è molto rapida e si sta sempre più affermando grazie alla sua efficacia e sicurezza e alla sua minima invasività.

«In Italia siamo tra i centri ad avere la casistica maggiore di interventi per la chirurgia del glaucoma mediante questa tecnica. Si tratta di una chirurgia mini invasiva che ha come ideale un paziente che non riesce più ad avere una pressione oculare compensata con la terapia medica, ossia le gocce – conclude Ramovecchi –. Questo nuovo dispositivo permette d’intervenire anche in anestesia locale, riducendo il decorso post operatorio. I risultati finora sono molto buoni e i pazienti sono molto soddisfatti».



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