Macerata, lo sport resta sulla carta
Il Comune punta ai titoli europei
senza “scendere in campo”

CITTA' europea dello sport 2022: è l'ambizione dell'amministrazione comunale e dell'assessore Riccardo Sacchi. Visto che la maggior parte delle attività sportive sono ai minimi storici in città, appare più che altro un'operazione di facciata, che è già costata 13mila euro solo per la redazione del progetto (affidato alla Pindaro Eventi), a cui si aggiunge la quota d'iscrizione
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Uno striscione della tifoseria della Lube durante l’ultimo match giocato al Fontescodella diversi anni fa

 

di Luca Patrassi 

Una determina del dirigente comunale del settore Welfare per affidare all’associazione Pindaro (la stessa che si occupa del festival Overtime) l’incarico da 13mila euro più Iva per la redazione della presentazione del progetto per la candidatura di Macerata a Città europea dello Sport 2022. Il titolo, ad evitare equivoci con organismi istituzionali, lo assegna un’associazione, la Aces, che in Italia fa capo a Gianfrancesco Lupattelli. Aces – si legge nel sito associativo – è un’Associazione no profit con sede a Bruxelles che consegna dal 2001 il premio di European Capital of Sport. Nei successivi anni, sono nati anche i premi per i Municipi più piccoli, come European City of Sport (per Municipi sopra i 25.000 abitanti, in vigore dal 2007), European Town of Sport (per Municipi sotto i 25.000 abitanti, in vigore dal 2010) ed European Community of Sport. Il presidente della sezione italiana è Gian Francesco Lupattelli. Attualmente per l’anno 2022 sono già state formalizzate le seguenti candidature: Sesto San Giovanni (MI), L’Aquila (AQ), Treviso (TV) e Macerata. Nei mesi scorsi il Comune aveva anche disposto l’adesione all’associazione in questione con l’impegno al pagamento di alcune migliaia di euro per l’iscrizione.

Incarico particolarmente gravoso assicura la determina dirigenziale che così motiva la scelta del Comune: «Vista la particolare complessità e specificità degli adempimenti richiesti e ravvisata l’esigenza di avvalersi di una professionalità esperta per la realizzazione ed elaborazione del progetto: “Candidatura Macerata Città europea dello Sport 2022”, l’Amministrazione ha già accertato l’impossibilità di utilizzare le risorse umane disponibili all’interno dell’Ente ed ha, parimenti, accertato l’assenza di soggetti in possesso dei necessari requisiti, delle necessarie abilitazioni e competenze per l’espletamento degli adempimenti connessi, l’Associazione culturale Pindaro è divenuta nel corso degli anni punto di riferimento per l’organizzazione di eventi, elaborazione e realizzazione di progetti, nonché per attività di consulenza».

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L’assessore Riccardo Sacchi e il sindaco Sandro Parcaroli durante il Festival Overtime

L’assessore comunale allo sport Riccardo Sacchi peraltro aveva presentato questo progetto già in campagna elettorale annunciandolo come un’operazione di grande respiro. Sarà pure grande il respiro ma il fiato è corto in città per le attività sportive che appaiono da anni in difficoltà nelle sue varie manifestazioni e in particolare per quelle di vertice. L’ex candidato sindaco ed ex assessore ai lavori pubblici Narciso Ricotta aveva annunciato in campagna elettorale una serie di attività per l’impiantistica sportiva racchiuse sotto lo slogan “Un campetto in ogni quartiere” forse percependo la difficile situazione. Sacchi ora vuole fregiarsi di allori europei pagando l’iscrizione ad associazioni. Resta il fatto che a Macerata di europeo non c’è nulla, solo cenere pur in presenza di società che hanno firmato pagine di storia per poi dover cedere per mancanza di fondi e di sostegni adeguati. L’elenco è lungo e risale nei decenni, dall’hockey su prato al volley femminile, dal softball campione d’Europa al calcio. Resiste ad alti livelli l’atletica, ma grazie al fatto che l’organizzazione è quella dell’Avis. Clamorose poi le decisioni prese dal Comune negli ultimi anni. Calcio: campo sportivo milionario a Villa Potenza con problemi iniziali perfino per la strada di accesso e lavori importanti nel parcheggio dell’Helvia Recina a sostegno della Maceratese per poi ritrovarsi in pochi mesi senza squadra e con un campo indecente. Con l’imprenditore Mauro Canil che ci ha messo una “pezza” portandoci a giocare il suo Matelica passato tra i Pro. Volley: anni di promesse non mantenute da varie giunte (a guida prima Meschini, poi Carancini) con la Lube che ha colto l’occasione al volo di Civitanova e si è trasferita armi e bagagli aumentando di netto gli incassi (sia per il pubblico presente alle partite che per le sponsorizzazioni) per la gioia del Comune di Civitanova che si è trovato ad avere un ritorno mediatico mondiale, gratuitamente, e per la gioia degli operatori economici viste le migliaia di persone che si muovevano per le partite. Insomma si sono persi decenni ed ancora si corre dietro ai richiami per le allodole, al culto dell’immagine in un settore cittadino che chiede sostanza e contenuti, promozione sportiva e sostegno alle big capaci di promuovere il brand della cittadina. Macerata città europea dello sport? No, grazie. O almeno, non prima di aver sistemato i danni fatti. Magari si può iniziare da chi in città ha un secolo di esperienza: tipo i Salesiani che, quanto all’impiantistica, si sono sempre rinnovati e diversificati promuovendo la cultura dello sport e dell’appartenenza. Magari qualcuno potrebbe obiettare sui colori sociali della società vissuta all’ombra dei Salesiani, la Robur, i cui colori sono il bianco e il nero, ma intanto si può partire vincendo in città, poi si può arrivare a vincere in Europa, a prescindere dai colori delle giunte.

Macerata si candida a città europea dello sport 2022

 



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