“Che Natale sarà?”,
la lettura di Padre Maggi

INCONTRO ONLINE promosso da Cna, l'appuntamento con il teologo e biblista è per domani alle 19,15

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La locandina del webinar con Padre Maggi

 

Fine anno, è tempo di bilanci per il mondo dell’industria. Le Cna di Macerata, Fermo ed Ascoli analizzano la situazione e annunciano un webinar con Padre Alberto Maggi, teologo, biblista e religioso dell’Ordine dei Servi di Maria. Domani, lunedì 21 dicembre alle 19,15, Padre Alberto cercherà di spiegare il significato del Natale 2020 (sarà possibile collegarsi in diretta tramite la piattaforma zoom con link disponibile sul sito internet di Cna Macerata: www.mc.cna.it). «È stato un anno pieno zeppo di cose mai accadute prima e l’ultima in ordine di tempo è un bizzarro decreto chiamato “Natale”. Ci si appresta a chiudere in fretta l’anno più duro sotto molti punti di vista per il nostro Paese e per l’intero pianeta. Sul versante produttivo, sono già 323 le imprese costrette a chiudere le saracinesche nella nostra provincia e, rispetto al 2019, mancano all’appello anche 567 imprese non nate per nulla in questo funesto 2020. Difficile augurare che siano “buone feste” e non solo per i 323 imprenditori colpiti irrimediabilmente da questa crisi».

P-Alberto-webinar-CNA-27_5_20-325x177È questa la fotografia che fa del mondo dell’impresa la Cna di Macerata, che prosegue l’analisi dell’anno che si sta per chiudere. «Anche per questo il Natale 2020 è totalmente inusuale e differente da tutti gli altri e va letto, quindi, con un approccio completamente diverso rispetto a quelli degli anni di benessere diffuso ed espansione economica o anche rispetto ai recenti anni dei “meno zero virgola” che già ci sembravano disastrosi. “Nulla in confronto”, oggi possiamo affermare. Occorre quest’anno una lettura quantomeno strabica che non può non tenere un occhio fisso sugli oltre 60mila morti a causa del Covid mentre con l’altro si possono scorrere i dati di una crisi economica spaventosa: entrambi in lacrime – afferma la Cna di Macerata -. Gli analisti economici temono che con lo sblocco dei licenziamenti e con la fine di ristori e agevolazioni, il campo di battaglia sia ancor più tristemente affollato da nuova disoccupazione e nuove chiusure. I sacrifici richiesti alle piccole imprese, artigiani e commercianti, anche con quest’ultimo decreto sono enormi. Il dovere e l’obbligo di rispettarli sono incoraggiati dalla speranza che possano servire a coprire nella maniera meno cruenta possibile quel lasso di tempo che ci separa ancora dalla somministrazione a ciascuno di noi del

vaccino».




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