di Laura Boccanera
La Lega chiede le dimissioni in toto del cda del mercato ittico e si candida per la nuova presidenza: «ci aspettiamo lunedì le dimissioni dopo l’approvazione del bilancio affinché un nuovo cda possa traghettare il Mic verso il risanamento», così Giorgio Pollastrelli a nome della Lega nord e rivendica la serietà del proprio partito e dei consiglieri, sempre presenti nei due consigli più critici dell’ultimo mese.
La Lega ha votato a favore della ricapitalizzazione, rimanendo sempre presente, ma ora chiede che altrettanta responsabilità vada utilizzata nel futuro e per farlo vede come unica via l’azzeramento dell’attuale cda. «Chi ha portato il Mic ad un passo dal fallimento? – chiede Pollastrelli – L’unico partito al completo, presente sia alle 4 del mattino che la sera del 15 dicembre è stato la Lega. Certo non avremo determinato da soli il salvataggio del Mic, ma in modo onesto, serio, leale verso la marineria ed il mondo lavorativo non siamo certo stati colpevoli del quasi fallimento. La Lega ha fatto la sua parte e ora si aspetta che con altrettanta responsabilità lunedì mattina, approvato il bilancio, un nuovo Cda possa prendere in mano la situazione permettendo il risanamento richiesto al consiglio comunale. Su questo la Lega, non avendo nessun membro nei cda delle municipalizzate è pronta ad assumersi la responsabilità di guida e trasparenza che ora serve per rilanciare l’immagine del mercato ittico». Pollastrelli poi prende posizione anche sulla variante Santini (i consiglieri della Lega hanno bocciato la variante): «la maggioranza dovrebbe in silenzio ritirarsi a studiare un nuovo piano urbanistico per la città che guardi al commercio ed al turismo con una nuova prospettiva, più attuale e moderna rispetto al piano Secchi. La Lega non accetta lezioni di turismo urbanistico da chi fino ad oggi è andato avanti a botte di varianti singole ma chiediamo una progettazione urbanistica del turismo generale per tutta la città e poi approveremo le singole varianti. In qualità di commissario cittadino ed in rappresentanza dei nuovi iscritti (Sergio Bucosse, ndr), siamo orgogliosi dell’operato dei consiglieri che sta portando la maggioranza a definire in modo differente alcune scelte politiche che negli ultimi anni avevano preso il sopravvento sul buon senso e sul rispetto dei cittadini».
Sul mercato ittico invece tornano ad insistere Stefano Mei e Tommaso Corvatta. Nel corso di una videoconferenza hanno rimarcato le motivazioni per le quali la scelta di ricapitalizzare il mercato non sarebbe la più idonea. E sulla ricerca di responsabilità Corvatta si dice tranquillo: «non ho alcun timore». Due i voti contrari alla ricapitalizzazione, quello di Mei e di Corvatta che hanno dato della vicenda due letture simili: «le strade da proporre potevano essere diverse – rimarca Mei – perché di quei 300mila euro di perdita una parte solo, seppur la più cospicua, è legata alle tasse non pagate. L’altra è una perdita che deriva da una gestione ordinaria del 2018 e 2019 e su questo non ci sono state date risposte. A mio avviso andava fatta una rateizzazione delle tasse non pagate, lasciando le quote con le stesse percentuali e a fine convenzione lasciare il Mic nelle mani dei pescatori. Il Mic serve ai pescatori, il Comune andrebbe fatto uscire dalla compagine societaria». Corvatta ripercorre la storia dal 2010: «è in quell’anno che la normativa cambia e che si chiede anche al concessionario il pagamento di Imu e Tari. Ora con la ricapitalizzazione secondo me due sono i problemi: il primo che si va a modificare una convenzione e che si traduce in un’alterazione di un bando di gara ad evidenza pubblica, prestando il fianco a ricorsi. Il secondo aspetto è che il testo unico delle società partecipate afferma che la partecipazione dei soci non può scendere sotto il 30% e con la ricapitalizzazione la quota delle cooperative passa al 4%».
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Certo che detto da uno che come ultima esperienza politica era con la giunta Corvatta e 7 mesi fa è salito sul trenino della lega.... e adesso si erge a salvatore fa pensare
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