«Oltre due milioni truffati ai clienti»,
nei guai promoter e la moglie
E l’inchiesta si allarga ancora

MACERATA - Imputati davanti al gup Giuseppe Del Gobbo e Manuela Ruffini. Tra le vittime c'è chi ha perso 1,2 milioni e anche una nipote dell'uomo. Oggi ci sono state le costituzioni di diverse parti civili ma il pm ha rivelato che ci sono altre 7 indagini in corso e chiesto di riunire i procedimenti, udienza rinviata al prossimo marzo

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Alcuni degli avvocati di parte civile. Da sinistra: Narciso Ricotta, Olindo Dionisi, Massimiliano Cofanelli e Paola Medori dopo l’udienza di questo pomeriggio in tribunale

 

di Gianluca Ginella (Foto di Fabio Falcioni)

Due milioni e mezzo di euro, questo quanto è accusato di aver truffato ai propri clienti un promotore finanziario di Macerata, Giuseppe Del Gobbo, 74 anni, insieme alla moglie, Manuela Ruffini, 59. Ma le accuse potrebbero allargarsi in base a quanto emerso oggi nel corso dell’udienza preliminare che è stata rinviata proprio perché il pm Stefania Ciccioli ha riferito al Gup Giovanni Manzoni che ci sono altri 7 fascicoli di indagine e ha chiesto di riunire tutti i procedimenti in uno unico.

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L’avvcato Olindo Dionisi parla con due clienti che si sono costituiti parte civile oggi

Tra le persone che sarebbero state truffate c’è anche una nipote di Del Gobbo, che avrebbe perso 200mila euro e che oggi si è costituita parte civile (assistita dall’avvocato Olindo Dionisi). Come lei oggi all’udienza preliminare, rinviata poi al 10 marzo del prossimo anno) si sono costituite diverse altre persone (in tutto sarebbero sei le costituzioni di parte civile, tutelate dagli avvocati Massimiliano Cofanelli, Narciso Ricotta, Paola Medori, Francesca Marchesini) che lamentano di aver perso i loro risparmi affidandoli a Del Gobbo, che aveva proposto loro investimenti in qualità, nella maggior parte dei casi, di promotore per la San Paolo Invest. I fatti sarebbero avvenuti tra il 2002 e il 2019. In questo preciso arco di tempo, dice l’accusa, Del Gobbo avrebbe ricevuto da una coppia 1 milione e 227mila euro. Prima come promotore per la Banca Bnl investimenti, poi come promotore della Cassa di risparmio di Firenze e successivamente della San Paolo Banca Fideuram.

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L’avvocato Massimiliano Cofanelli

Quando la coppia, continua l’accusa, aveva chiesto lo smobilizzo di 50mila euro, Del Gobbo ne avrebbe omesso la restituzione e si sarebbe reso irreperibile. Per l’accusa si sarebbe impossessato della intera somma versata nel corso degli anni.

Si parla poi di una truffa di 16mila euro, con la complicità della moglie, nel prospettare ad una cliente un interesse annuo del 3% investendo, appunto, i 16mila euro. In un altro dei capi di imputazione si parla di una proposto di investimenti immobiliari per 650mila euro, somma di cui si sarebbero anche in quel caso appropriati Del Gobbo e la moglie. Ad un’altra cliente sarebbero stati truffati 20mila euro, con la prospettiva di fare investimenti assicurativi.

A due coppie di coniugi, tra il 2017 e il 2019 sarebbero stati portati via 122mila euro con la proposta di un investimento assicurativo. Un’altra coppia ancora avrebbe perso 29mila euro. E ancora, continua l’accusa, da altri due clienti il promoter e la moglie avrebbero ottenuto 240mila euro in titoli di credito. Tra le vittime poi c’è anche una nipote di Del Gobbo che avrebbe perso 200mila euro, versati nella prospettiva di fare degli investimenti. Al promoter e alla moglie, che oggi non erano presenti in udienza, l’accusa contesta la truffa e l’appropriazione indebita. La coppia è difesa dagli avvocati Paolo Giustozzi e Marco Cardarelli. «Aspettiamo di vedere le nuove contestazioni emerse oggi nel corso dell’udienza – dicono i legali -. I nostri assistiti finché hanno potuto hanno messo a disposizione ciò che era nelle loro disponibilità per soddisfare chi aveva dato loro fondi. Dovremo avere un quadro completo della situazione per offrire anche noi il nostro. Questa storia ha estremamente prostrato i nostri assistiti». Nel corso dell’udienza di questo pomeriggio il pm ha riferito che ci sono altre indagini, sette fascicoli in tutto, e ha chiesto di riunirli in un unico procedimento. L’udienza è stata rinviata, a questo scopo, al 10 marzo del prossimo anno.




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