Biumor vola sul digitale:
oltre 200mila spettatori
per le dirette dal Vaccaj (Video)

FESTIVAL - Il bilancio dell'evento di Tolentino e della stagione targata Popsophia affidato alla direttrice artistica Lucrezia Ercoli: «Abbiamo colto l’occasione per trasformare l’emergenza in opportunità di rinnovamento. Siamo tornati a fare quello che ci riesce meglio: produrre eventi culturali spettacolari e innovativi»
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Biumor, tutte le emozioni della due giorni di Tolentino

 

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Lucrezia Ercoli sul palco del Vaccaj durante Biumor

 

Un’edizione di Biumor straordinaria in tutti i sensi, in piena emergenza Covid, trasmessa dal teatro Vaccaj di Tolentino, in streaming live sui portali di Popsophia e in diretta sul digitale terrestre. “The show must go on”…  Sì, l’emergenza Covid non ha fermato Popsophia. Gli organizzatori di eventi culturali non possono fermarsi e chiudere, sono chiamati a inventare soluzioni creative per far vivere lo spettacolo dal vivo anche e soprattutto in questo momento. E’ la direttrice Lucrezia Ercoli a stilare il bilancio: «Abbiamo colto l’occasione per trasformare l’emergenza in opportunità di rinnovamento, costruendo un festival unico nel suo genere. Siamo tornati a fare quello che ci riesce meglio: produrre eventi culturali spettacolari e innovativi».

Biumor-2020-2-e1607084523913-325x235In che senso l’emergenza è diventata un’opportunità? Come ha reagito il vostro pubblico a questa prima edizione tutta digitale?

«I numeri di questa edizione sono da record. Grazie al digitale non solo siamo arrivati al nostro pubblico di sempre, ma ci siamo avvicinati a migliaia di spettatori nuovi – in Italia e all’estero. Sono stati più di 200mila gli spettatori sul network del digitale terrestre ad oggi e da domani saremo in onda sui canali dieci ed undici di altre 6 regioni italiane. A questi si aggiungono le tre mila iscrizioni sui portali di Popsophia e di Biumor di utenti che hanno seguito la diretta in esclusiva sul web. Abbiamo ricevuto tantissimi feedback positivi da un pubblico che non ci conosceva e che grazie a questa rivoluzione digitale ha scoperto un’eccellenza della realtà culturale marchigiana».

Cosa è cambiato?

«Il Festival tolentinate è stato un banco di prova per l’innovazione del nostro format. L’amministrazione e gli uffici hanno accettato la sfida e siamo partiti. Non ci siamo limitati come fan tutti all’ennesima (e noiosissima) conferenza in diretta streaming. Piattaforme web e canali del digitale terrestre. Intendiamoci alla fine anche a pagamento un passaggio su un canale televisivo non si nega a nessuno, ma il pubblico da casa ha sempre in mano il telecomando. La sfida era quella di ottenere e di tenere un’ora e mezza di grande televisione a Bologna o a Milano senza dover comprare lo spazio. E per far questo ci vuole tanta qualità. Abbiamo realizzato un vero e proprio spettacolo “digital first” dal ritmo televisivo. Le esecuzioni musicali dal vivo della band Factory, i montaggi pop di film e serie tv, gli interventi filosofici di oltre venti ospiti da tutta Italia cuciti insieme con sapienza. Il tutto incorniciato dalla bellissima scenografia del teatro Vaccaj di Tolentino. Una nuova sfida stimolante che ci ha consentito di portare la pop filosofia in televisione e sul web e di misurarci con linguaggi contemporanei e innovativi».

Biumor-2020-5-e1607084556138-325x193Qual è il bilancio di Popsophia alla fine di un anno complesso come il 2020?

«La forza di Popsophia è sempre stata quella di saper anticipare e interpretare i cambiamenti; rischiando in proprio e senza le spalle coperte dai fondi ministeriali, che, come sappiamo, proteggono i soliti protetti. Durante la prima quarantena abbiamo studiato come innovarci e subito a fine maggio 2020, finito il lockdown, abbiamo realizzato al Ventidio Basso di Ascoli il primo philoshow web. All’inizio di luglio abbiamo dato vita nella piazza di Pesaro al primo festival italiano post-covid con ospiti e pubblico dal vivo, nel rispetto di tutte le normative di sicurezza. Un primato nazionale di cui siamo orgogliosi. E ora, nonostante le difficoltà del momento e la chiusura al pubblico di musei e teatri, abbiamo deciso – di concerto con l’amministrazione comunale – di mantenere il Teatro Vaccaj come sede del festival. In questo modo siamo stati in grado di coinvolgere attivamente tutte le maestranze e i lavoratori dello spettacolo dal vivo, un settore colpito più degli altri dalla crisi che stiamo attraversando. Insomma, un 2020 eroico e il 2021 non ci spaventa!».

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