Ristoratori in attesa di certezze,
Orso: «Disintegrati 42 anni di lavoro»
Zeppilli: «Gli aiuti non bastano»

DA CIVITANOVA A MACERATA, le voci degli imprenditori del settore che attendono novità sulle disposizioni anti Covid per le festività. Aldo Ascani si prepara: «Siamo pronti, come si chiude si riapre da un giorno all'altro». Marco Guzzini ottimista: «Daremo il nostro contributo per rendere il Natale, anche se sarà un po' particolare, più bello e speciale»
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Il ristorante Orso in una foto pre Covid con tutto il personale

 

di Laura Boccanera e Federica Nardi

«Quarantatré anni di lavoro disintegrati in 6 mesi, e dallo Stato per il nostro settore nessun aiuto». Rossano Orso, titolare della storica sala banchetti di Civitanova non vede come la salvezza il passaggio da zona arancione a zona gialla atteso anche per le Marche. Il futuro ha un colore che vira più al nero, almeno per i ristoranti come il suo. Grandiosa sala banchetti e convention, dalla collina che guarda il mare il ristorante Orso per 4 decenni ha rappresentato il locale dei matrimoni, dei momenti importanti. E dicembre non era da meno, ma il Covid ha cancellato oltre un anno di lavoro.

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Rossano Orso

«Per noi dicembre rappresenta il 25% del fatturato annuale – commenta Rossano Orso – e invece tutti gli eventi sono stati annullati. Solitamente prima di Natale ospitavamo gli appuntamenti conviviali, le grandi aziende come Goldenplast ed Eurosuole, il Club vela, l’atletica. E poi anche i matrimoni, il veglione di Capodanno. Noi non lavoriamo sul giornaliero, certo facciamo asporto, ma il nostro è un “elefante” e accendere la cucina per qualche coperto non ha senso. Lo facciamo, certo, ma per mantenere un rapporto con la clientela che ci vuole bene e ci fa sentire la propria vicinanza, ma non c’è guadagno. Siamo a -80% di fatturato».

In vista della possibilità di riapertura per loro dunque cambierà poco. Solitamente per Natale e per le festività l’Orso organizzava un massiccio servizio di asporto senza prenotazione. Quest’anno si farà, ma bisognerà prestare attenzione anche agli assembramenti per il ritiro: «Manterremo il servizio di asporto a Natale, ma dovremo farlo su prenotazione – continua Rossano Orso – e scaglionare anche gli orari per il ritiro per evitare resse e assembramenti all’interno dell’area. Volevamo potenziare e prolungare a Capodanno anche per l’asporto visto che non potendo ritrovarsi a cena fuori probabilmente le persone resteranno a casa, ma con le limitazioni anche all’interno delle mura domestiche sarà comunque difficile». E ovviamente il rammarico per misure ritenute insufficienti: «Noi siamo fermi al primo lockdown come misure a sostegno del settore wedding e eventi. E poi non ci sono stati dati contributi, solo sospensione dei tributi. Siamo stati dimenticati e il futuro ci preoccupa. Per la prima volta in 42 anni abbiamo dovuto mettere i ragazzi in cassa integrazione. In 6 mesi sono stati disintegrati 42 anni di lavoro».

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Aldo Ascani

E’ invece già ripartita con la comunicazione per i primi pranzi spettacolo la macchina de La Serra il ristorante della famiglia Ascani: «Sì, ci siamo portati avanti immaginando che come ti fanno chiudere da un giorno all’altro ti faranno anche riaprire da un giorno all’altro – afferma Aldo Ascani – E’ fondamentale comunque che si vada in zona gialla intanto. Noi riapriremo con le modalità che ci imporranno, dalle 8 della mattina alle 18 del pomeriggio, almeno questo sembra essere l’orientamento. Poi se ci sarà la possibilità di rimanere aperti fino alle 22 prolungheremo e oltre a colazione e pranzo proporremo l’aperitivo cena. In questa circostanza non applicheremo nessun intrattenimento danzante che temo non si rivedrà prima dell’estate. Salta anche il Capodanno, ma terremo attivo il servizio di take away e asporto anche con l’attività aperta e per San Silvestro ci stiamo organizzando con un cenone da asporto con menù di carne e uno di pesce».

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Aldo Zeppilli

A Macerata si passa dall’incertezza all’ottimismo. Aldo Zeppilli del Centrale.eat di piazza della Libertà ha messo in piedi anche i cocktail a domicilio ma il locale è grande, è stato sempre organizzato in un altro modo e «chiaramente in questa fase una struttura così non si mantiene. Lavoriamo bene con l’asporto, riorganizzarsi va bene ma non si può pretendere che una struttura grande in poco tempo si riadatti. Abbiamo iniziato a lavorare bene anche con l’asporto dei cocktail e consegna a domicilio ma serve tornare un po’ alla normalità. Se riapri a pranzo e non ci sono gli uffici non vai molto lontano. Si sperava un pochino di fare anche la cena. I costi del resto sono rimasti invariati, c’è stato il piccolo aiuto del Fondo perduto ma pochissimo rispetto al problema, se continua ad andare avanti così. L’aiuto basta un mese, non fino a gennaio come dicono che sarà. Speriamo di poter fare qualche cena per farsi gli auguri e dare un senso di socialità. Non è il Natale di per sé come momento religioso, è che manca un discorso sociale a cui nessuno sta pensando e che è un danno per la società che verrà, per le future generazioni. E per l’economia. Ad esempio a nessuno importa sciare di per sé, ma ci sono migliaia di persone che ci lavorano dietro a quel sistema». Zeppilli commenta anche la decisione di riaprire il centro storico alle auto: «Noti differenze quando ti contattano direttamente le persone che ti dicono “E’ aperto il centro, passo”. Per l’asporto o qualcosa di veloce, avere la certezza che si può entrare senza prendere la multa è importante. È stata una scelta che ha portato molti frutti, il più grande: trasmettere che il centro non è blindato».

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Marco Guzzini

Marco Guzzini di DiGusto in piazza Cesare Battisti è invece ottimista: «Abbiamo affrontato questa fase di zona gialla e arancione in maniera molto importante. È andata davvero bene con asporto e domicilio. Siamo venuti anche incontro a chi non poteva spostarsi dai propri Comuni. Anche lo staff si è messo a disposizione, dando una grande prova di professionalità. Abbiamo fatto di necessità virtù attivando il servizio delivery. Ringraziamo tanti maceratesi e non. Se possiamo riaprire al pubblico, seppur a pranzo, sarebbe una notizia importante perché riaccogliere clienti all’interno del locale sarà sicuramente emozionante. Il cuore del nostro lavoro è il rapporto con la clientela. Non nascondo la felicità con cui attendiamo la notizia ufficiale. E ci stiamo preparando per il Natale. Continueremo con il servizio di ristorazione a pranzo, domicilio e asporto che riguarderà anche le giornate del 24, 25 e 26. Stiamo preparando anche dal punto di vista decorativo. Il nostro servizio è anche dare un po’ di serenità e spensieratezza. Sarà un Natale un po’ particolare ma un’occasione di serenità e di stare insieme ai propri familiari. Daremo il nostro contributo per rendere tutto questo più bello e speciale. Stiamo aspettando le indicazioni ma siamo preparatissimi come al solito ad affrontare la situazione. Il nostro servizio a domicilio continuerà anche per chi preferirà, anche con il ristorante aperto, utilizzare questo servizio».

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