Covid, Cna Pensionati:
«Non impoverire l’entroterra
Collaborare con Foligno»

L'APPELLO dell'associazione alla Regione: «Assai rischiosa la soluzione di allestire strutture per metà destinati a pazienti positivi e per l'altra no»
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Enzo Martorelli, presidente CNA Pensionati Macerata

 

In questa pandemia gli over sessantacinque sono annoverati tra le classi più a rischio dal punto di vista della salute, sono i soggetti maggiormente esposti alle conseguenze più gravi del Covid. L’entroterra maceratese è la zona che conta più pensionati di tutta la regione Marche. Inoltre, i paesi dell’interno compongono in larga parte il cratere sismico, dove la particolare situazione anche psicologica aumenta drasticamente la vulnerabilità dei residenti anziani e delle loro famiglie. La forte preoccupazione di cui Cna Pensionati Macerata si fa portavoce, prende le mosse da questa realtà oggettiva e dalla scarsità dei posti di ricovero da destinare ai contagiati, alla ripercussione di questa carenza su tutte le altre prestazioni medico-sanitarie e dai pochissimi tamponi che la Regione sta effettuando sulla popolazione. Cna Pensionati Marche aveva già nei giorni scorsi scritto una missiva diretta al presidente Francesco Acquaroli riguardo le criticità della situazione contagi nelle Rsa e case di riposo marchigiane. Oggi è l’ambito di rappresentanza maceratese, circa duemila associati, a lanciare un accorato appello all’istituzione regionale. «Sul tema delle strutture ospedaliere da riconvertire e destinare ai casi Covid – secondo i pensionati rappresentati dalla Cna, presieduti da Enzo Martorelli – appare una soluzione assai rischiosa trovare soluzioni ibride e allestire strutture per metà Covid e per metà no. Ed inoltre, proprio per le caratteristiche della popolazione montana, stremata dal sisma e dalle sue conseguenze, non si dovrebbero ulteriormente impoverire i servizi sanitari già carenti in queste zone. Potrebbe essere più utile e razionale ragionare in una ottica di macro regione e magari concordare una collaborazione in tal senso con la vicina Foligno, dotata di una nuova struttura ospedaliera». La grande preoccupazione dei pensionati è però soprattutto per le innumerevoli e gravi conseguenze che le difficoltà in cui operano gli ospedali in questa emergenza si ripercuotono in tutte le altre prestazioni medico-sanitarie. «Per chi è anziano dovrebbero esser garantiti i servizi di screening e di medicina generale in assoluta sicurezza, non è ammissibile che si decida di rinviare una visita importante per paura di contrarre il virus proprio a causa e nel corso del check in ospedale». Cna Pensionati Macerata fa quindi un appello alla regione Marche «affinché non abbandoni la strategia del tracciamento dei casi Covid, indispensabile a prevenire e circoscrivere la diffusione della pandemia. La nostra regione è ultima in Italia per numero di tamponi effettuati e ogni giorno si diminuiscono i test. Senza una corretta e realistica mappa del numero di contagi è impossibile poter pensare di tornare in zona gialla e di riaprire. Sarebbe troppo pericoloso farlo così alla cieca, servono dati più rappresentativi di una situazione che appare molto più grave di quanto le cifre attuali raccontino».



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