Partorire è dolce a Macerata:
50 bebè sono nati in acqua
e i papà entrano in sala operatoria

MAMME - Il reparto di Ostetricia e Ginecologia ha registrato un aumento delle nascite del 25,7%. Attenzione massima alle pazienti e alla personalizzazione del loro percorso. «Cerchiamo di fare in modo che questo evento lasci un bel ricordo rendendolo più naturale e meno medicalizzato possibile». Introdotti anche il cesareo lento e quello family centred
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Il dottor Pelagalli in sala operatoria con un bebè appena dato alla luce

 

di Alessandra Pierini

Non c’è nulla di più naturale del parto. Eppure questo momento ha la sacralità di un evento atteso e al tempo stesso “temuto” per le tante incognite che porta con sé. E se il dolore è una componente inevitabile del dare al mondo un figlio, molte sono le donne che cercano alternative dolci e le trovano nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Macerata diretto dal dottor Mauro Pelagalli.

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Parto in acqua a Macerata

«Proponiamo alle nostre pazienti – sottolinea – modalità alternative che riducano più possibile il dolore. Partorire dolcemente fa parte del processo di umanizzazione di questo evento. Cerchiamo di fare in modo che ne resti un bel ricordo, rendendolo più naturale e meno medicalizzato possibile».
L’Ostetricia ha registrato nei primi nove mesi dell’anno un aumento di parti del 25,7%, dai 986 del 2019 ai 1.239 del 30 settembre di quest’anno. Di questi 50 sono stati parti in acqua e 180 i travagli in acqua. «C’è una richiesta crescente di travaglio e parto in acqua – spiega il dottor Pelagalli -. Per partorire in acqua occorre essere in regola con determinati parametri clinici della mamma e del feto pertanto non tutte le mamme possono farlo ma noi cerchiamo di assicurarlo a tutte quelle che lo richiedono». «L’acqua – spiega l’ostetrica Fabia Pioli – ha una funzione antalgica di rilassamento, agendo sulle fibre nervose deputate alla percezione propriocettiva del dolore. Altra alternativa è lo sgabello olandese che induce il papà a sostenere le spalle della mamma in un abbraccio contenitivo e rassicurante».

pelagalli_ostetricia_macerata-5-194x400Altra novità introdotta di recente è l’estrazione naturale dopo il taglio cesareo elettivo o in corso di travaglio. «Si tratta di una estrazione non ultrarapida – precisa Pelagalli –  come in passato ma coadiuvata dal feto che non incorre quindi in situazioni di stress». E il papà assume un ruolo essenziale, anche in sala operatoria: «Facciamo tagli cesarei family centred cioè con il papà che assiste in sala ed esegue il bonding dopo la nascita perché la mamma è nel lettino operatorio». Questo avviene nei casi di tagli programmati.

Ormai da un anno è anche attiva la parto analgesia: «E’ gratuita e offerta a tutte le pazienti – spiega la dottoressa Cristina Martino – viene portata avanti dal servizio anestesia dell’ospedale attraverso un counselling prima del parto». E il partorire dolcemente comincia già al momento del test di gravidanza positivo e in particolare dall’ingresso della donna negli ambulatori.

pelagalli_ostetricia_macerata-2-325x252«L’accoglienza  – spiega Beatrice Cirilli, coordinatrice ostetriche – è fondamentale. Il nostro compito è capire chi hai davanti perchè per attenuare il dolore della nascita bisogna anche conoscere il lato psico emotivo. Il dolore nel parto è fisiologico, è un momento di preparazione ma è determinato anche da cosa si porta dietro la donna, dal suo vissuto, dalle sue esperienze. Tutto questo spessore fa la differenza nell’accoglienza della nascita e nell’accoglienza del dolore. Quindi noi interveniamo sì nel monitorare il quadro clinico ma anche nell’alimentare l’autostima a far venir fuori le risorse endogene che la sosterranno. Proponiamo una assistenza personalizzata e proprio in questo sta la dolcezza».

 

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