«Basta operazioni sottobanco,
da anni predichiamo il cambiamento»
Il nuovo Pd secondo Catena e Morgoni

RESA DEI CONTI – Incontro all'hotel Grassetti per iniziare a rifondare il partito su base provinciale. Il sindaco di Montecassiano aspira ad aprire una stagione diversa: «Non abbiamo perso, siamo stati travolti. Negli ultimi anni ho passato più tempo a fare le conte nei congressi piuttosto che a parlare dei problemi del territorio». Il deputato: «Non è tollerabile che esponenti dem a fine carriera trovino posti nella sanità privata». E chiede un dialogo con chi è passato a Italia Viva come Corradini e Fiordomo: «Dobbiamo essere aperti anche a riprendere chi ha seguito Renzi». E' intervenuto anche l'avvocato Nicola Perfetti
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L’incontro “Verso un nuovo Pd” all’hotel Grassetti. Al tavolo Leonardo Catena, Giovanna Salvucci e Leonardo Virgili

 

di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)

Dopo la sconfitta cocente made in Marche del Partito democratico (perché nelle altre regioni ha tenuto mentre qui in Regione e a Macerata è stata una disfatta), l’aria frizzante all’incontro “Verso un nuovo Pd” convocato all’hotel Grassetti dal sindaco di Montecassiano Leonardo Catena si spiega, come sintetizza qualcuno all’uscita della struttura, con il fatto che dal fondo non si può che risalire. Non ci sono più scuse che tengano e i presenti (una settantina) non avendo più nulla da perdere dicono tutto chiaramente e senza filtri. Insieme a Catena (grande escluso dal Pd quando si è deciso chi far correre alle regionali) anche Leonardo Virgili e Giovanna Salvucci, forte delle sue 1.553 preferenze conquistate alle regionali. 

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Giovanna Salvucci e Leonardo Catena

«Dobbiamo disegnare una visione di futuro – dice Catena -. Con la sola gestione del potere, il consenso è destinato a durare poco. Abbiamo subìto una sconfitta che si sentiva nell’aria ma nessuno pensava di queste proporzioni. Non abbiamo perso, siamo stati travolti. Non dobbiamo essere noi a chiedere cambi di classe dirigente, prendiamo atto che gli elettori lo hanno già fatto, dicendoci: “oggi non siete una forza politica credibile a sufficienza”. Va fatta l’analisi del perché di questa distanza».

Catena ricorda che più volte, dall’ala di Base riformista, «avevamo chiesto come minoranza del partito una discontinuità nel modo di rapportarsi al partito e ai cittadini». Niente da fare e ora «le grandi città le abbiamo perse tutte. Per rigenerare il partito bisogna prima di tutto avere un atteggiamento più umile – prosegue Catena -. Scendere dal piedistallo, ascoltare le persone e capire i bisogni della vita quotidiana che non sono quelli delle élite del partito. Non dipende solo dal Pd maceratese o marchigiano ma anche da quello nazionale. Bisogna superare personalismi e lotte intestine che hanno caratterizzato il partito. Negli ultimi anni ho passato più tempo a fare le conte nei congressi piuttosto che a parlare dei problemi del territorio. Ospedale, rifiuti, imprese. La gente ha capito alla lunga che di queste cose ne abbiamo parlato poco. Crediamo nella forza del Pd ma per cambiarlo dobbiamo cambiare noi. Il modo in cui facciamo politica, come ci relazioniamo tra di noi è come guardiamo al futuro».

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Mario Morgoni

Tanti gli interventi, il più accorato è quello di Mario Morgoni, accusato insieme a Catena da parte dell’ex assessore Angelo Sciapichetti, a poche ore dall’incontro, di essere stato divisivo. Catena non replica niente a Sciapichetti, Morgoni invece sì. «Io divido? Io rivendico il diritto di aver esercitato critiche anche forti nel Pd. Perché io amo il Pd. Dobbiamo pretendere dal nostro partito l’ambizione di essere migliori ma dobbiamo farlo con i fatti. Mi dispiace che stasera non ci siano Francesco Vitali e Sciapichetti. Le vicende le conoscono tutti: Catena, primo per le preferenze nei circoli e poi estromesso dalla lista con una procedura poco democratica. Stasera non c’è né un approccio correntizio né divisivo. Bisogna prendere atto della sentenza negativa degli elettori, non per scatenare una guerra interna. Il cambiamento produce necessariamente contrasti, ma non deve diventare un conflitto fine a se stesso. C’è però un’esigenza di confrontarci e discutere tra di noi sulle realtà che ci hanno portato a questo risultato negativo. L’ambizione – prosegue Morgoni – è che l’elettore ci voti perché lo convinciamo, non perché siamo i meno peggio. Il patrimonio della sinistra lo stiamo spendendo o piuttosto noi siamo da una parte e i cittadini dall’altra? Prima delle strategie c’è un’identità che ci deve caratterizzare. Ora abbiamo un’identità appannata. Non è più tollerabile che esponenti del Partito democratico a fine carriera trovino posti nella sanità privata (l’ultimo in ordine di tempo è stato Giulio Silenzi, ndr). La questione morale riguarda quanto siamo lineari, trasparenti, per il bene comune. Questo partito ne ha fatte di operazioni sottobanco. Oggi il Pd è attrattivo per i giovani? Dobbiamo far vedere qualcosa di vivo che tenda a cambiare la società. Se non è così come fa a scattare l’esigenza di andare in un circolo a partecipare? Qui non si deve fare la guerra a una persona ma c’è da dire che il cambiamento è più facile che lo metta in atto chi ha testimoniato la voglia di cambiamento e l’ha pagato di persona. Io ho 66 anni sono a fine corsa, non inseguo altri luoghi o incarichi ma la mia passione per la politica non si estingue perché penso sia l’unico strumento per cambiare la vita delle persone – conclude Morgoni -. Ma per questo non bisogna per forza avere ruoli. La sfida ci deve motivare. Non abbiamo più alibi. Da oggi inizia un cammino nuovo e noi dobbiamo essere protagonisti e sarà nostra la responsabilità. Se non c’è una cornice, identità o strategia le ambizioni personali deflagrano. Dobbiamo essere un partito aperto, anche a riprendere chi ha seguito Renzi – aggiunge Morgoni citando Flavio Corradini e Francesco Fiordomo -. Basta puzza sotto il naso».

Tra le voci anche quella di Giorgio Berdini, primo segretario del Pd di Civitanova: «Il Pd a Civitanova è rappresentato dalle dirette Facebook di Giulio Silenzi. Francesco Micucci in cinque anni da consigliere regionale che si è portato a casa? Tutto questo parte dal tradimento di una parte del territorio verso Pietro Marcolini. Poi abbiamo avuto un presidente, Luca Ceriscioli, che non abbiamo avuto il coraggio di ricandidare tanto ha fatto male. Piuttosto che il fioretto per abbattere il regime serve la spada. Noi non siamo il cambiamento, noi siamo il Pd. Non chi chiama e chiede unità, per far che?».

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Nicola Perfetti

Tra gli interventi temi che il Pd non tocca da tempo: come le partite Iva e i giovani (con l’intervento dell’avvocato Nicola Perfetti), gli operai e la classe lavoratrice “tradita” con l’abolizione dell’articolo 18 e dove invece ha trovato terreno fertile la Lega. «Chi è il nostro elettorato? – chiede Perfetti -. Abbiamo perso il contatto, basandoci su categorie desuete. Tanto di cappello a pensionati e impiegati statali…ma c’è tutta una sottocategoria di partite Iva che sono i nuovi poveri. Ci sono nuove sacche di problematicità a livello sociale. Ci sono tutta una serie di persone che non siamo riusciti a intercettare, sono andate con la Lega perché non siamo stati in grado di parlarci. Stasera quante persone under 30 vediamo? Io non sono giovane, sono un’altra cosa. Riscopriamo in un paese vecchio il piacere di far appassionare di politica i giovani».

Da qui il percorso è in avanti. Catena lascia i “suoi”, ben oltre il termine dell’incontro e quasi allo scoccare della mezzanotte, con la promessa che ci saranno altri appuntamenti e altre occasioni di confrontarsi. Questo Pd “fuori dagli schemi” intanto conquista l’attenzione di qualche giovane e di qualche civico. Come Marco Alfei, (candidato alle comunali con la civica di David Miliozzi Macerata Insieme dopo essere stato consigliere del Movimento 5 stelle ed essersi anche affacciato a Italia Viva), che ha annunciato al microfono che vuole fare la tessera anche se, dice, non è ancora chiaro quanto sarà agevole tesserarsi nel circolo di Macerata. Ad ascoltare e parlare per il mondo dei giovani imprenditori anche Matteo Moretti, candidato pure lui con Macerata insieme. Si è affacciato anche Andrea Perticarari, neo eletto al Consiglio comunale di Macerata.

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A destra Osvaldo Messi, ex sindaco di Appignano

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Mario Morgoni, alla sua sinistra Ornella Formica, sindaca di Colmurano

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Leonardo Virgili

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