Vivaio Maceratese, Siroti
riconfermato responsabile tecnico

CALCIO - Il presidente Crocioni sceglie la continuità nella guida del settore giovanile. L'ex difensore: «Sono sempre stato un grande tifoso biancorosso e quindi tutto ciò mi gratifica particolarmente»
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Paolo Siroti

 

La Maceratese riparte da Paolo Siroti come responsabile tecnico del settore giovanile biancorosso e l’ex difensore professionista riparte di slancio in vista della prossima stagione agonistica. Ancor più dopo il recente ok del Governo al protocollo stilato dalla Figc che ha aperto la strada al ritorno dei campionati dilettantistici e giovanili. «La conferma da parte del presidente Crocioni mi ha fatto molto piacere – esordisce Siroti- anche perché sono sempre stato un grande tifoso della Rata e quindi tutto ciò mi gratifica particolarmente. Per colpa del Covid purtroppo abbiamo perso mesi importanti, soprattutto noi come Maceratese se ripenso ai tornei che organizzavamo come il Cleti ed il Velox, più in generale però abbiamo perso tutti. Con alcune squadre eravamo anche in lista per poter toglierci belle soddisfazioni, ma quello che più mi dispiace è che i ragazzi abbiano perso vari mesi di allenamento che sarebbero stati utili per migliorare tecnicamente». La Maceratese ha mostrato di essere impaziente di ricominciare allestendo i due Open Day, le due giornate di calcio riservate a bambini e ragazzi allo Stadio della Vittoria. «Una prima volta riuscitissima, oltre le aspettative – sottolinea -. Quasi 100 ragazzi venuti, molti non nostri tesserati, due giornate molto piacevoli ed utili. Devo fare i complimenti anche a Roberto Mercuri e alla sua scuola dei portieri». Per quanto riguarda le novità, Siroti precisa: «A breve comunicheremo tutto, posso anticipare che lo staff tecnico risulterà molto cambiato e amplieremo la struttura. L’obiettivo è continuare il bel lavoro svolto l’anno scorso, puntare sulla crescita dei ragazzi. Proprio in questi giorni alcuni club professionistici ci stanno chiedendo dei baby, due sono del 2004 e poi uno del 2005 ed un altro classe 2006 – conclude – Speravamo, nel nuovo protocollo che ora da il via libera, l’importante era ripartire in sicurezza ma appunto ripartire».



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