Carancini saluta il Consiglio dopo 20 anni
«Non ho mai cercato simpatie»
L’ultimo atto sblocca l’ex Upim

MACERATA - Da due decenni in assise (prima da consigliere), oggi l'ultimo discorso del primo cittadino: «Ho sempre cercato di rappresentare tutta la città e di essere me stesso. Ricordo con dolore e amarezza gli attacchi di Gino Strada nel 2018». Unanimità per la delibera che spiana la trattativa ai privati per l'acquisto dello stabile in corso Matteotti
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Romano Carancini

 

di Federica Nardi

Ultimo giorno in Consiglio comunale di Macerata per il sindaco Romano Carancini, che sedeva in assise (prima da consigliere) da ben 20 anni. L’assise di oggi è stata infatti quella che ha concluso il secondo mandato del primo cittadino, che non correrà alle comunali ma alle regionali da consigliere. Tra gli ultimi atti votati oggi, anche la delibera di indirizzo per l’ex Upim che spiana la strada alla trattativa dei privati, indicando all’unanimità che il Comune accetterà la donazione di uno dei piani dello stabile di corso Matteotti (era una clausola necessaria).

Carancini lascia quindi l’assise dopo oltre 10 anni da sindaco (è stato il mandato più lungo di sempre, a causa della proroga dovuta all’emergenza Coronavirus) e altrettanti da consigliere comunale. «Lascio questo Consiglio dopo due mandati da sindaco e altri due da Consigliere comunale. Nel 2010 scegliemmo un programma dettagliato e puntuale nelle scelte e nei progetti. Un segno della responsabilità che un amministratore dovesse avere nei confronti delle persone. E’ evidente che ci sono stati errori. Credo anche di averli riconosciuti. Ma un’amministrazione va giudicata nell’insieme. Significa rapportarsi agli impegni assunti, alle evenienze».

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Gino Strada durante la manifestazione antirazzista a Macerata il 10 febbraio 2018

Ha proseguito Carancini: «In questi 10 anni non ho mai cercato simpatie. Ma ho solo cercato di essere me stesso sempre e comunque. Nel mio impegno con i cittadini, anche negli errori. Nell’essere me stesso, anche negli errori. Con un’attenzione ossessiva nei confronti del programma. Ho sempre cercato di rappresentare tutta la città, sempre. Voglio citare un fatto che ancora mi genera dolore e fastidio. Ma non per la scelta, pienamente consapevole e che rifarei. Mi riferisco a quando sono stato attaccato personalmente dopo la morte di Pamela, quando scelsi di rispettare la città non andando a una manifestazione, pur condividendone i principi (il riferimento è alla manifestazione antirazzista del 10 febbraio 2018, in seguito all’attentato di Luca Traini, ndr). Ma ritenendo che la città, che io rappresentavo, potesse restare in silenzio. Ricordo con dolore e amarezza gli attacchi di Gino Strada su questa vicenda (leggi l’articolo). Credo che in quel momento il rispetto verso un sindaco che aveva interpretato quel momento come un momento di silenzio dovesse essere valorizzato. Ma oggi sono ancora convinto della scelta che ho fatto, nell’interesse di tutta la città»..

Il sindaco ha ricordato, a tratti anche commosso, che «abbiamo passato momenti difficili. Anche in questi cinque anni, davvero drammatici per tanti aspetti. Ringrazio il Consiglio perché al di là dei giudizi e dei conflitti, rispetto agli impegni assunti credo siano state fatte cose significative. Lo devo soprattutto a chi ha alzato la mano convinto di votare quelle scelte. Grazie per quello che abbiamo vissuto perché nei momenti difficili abbiamo trovato tutti insieme uno spirito di città. Credo che sia un patrimonio per quello che sarà in futuro. Grazie infine alla mia famiglia, abbiamo vissuto momenti particolari. A mia moglie e ai miei figli, grazie».

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Omar Cherqaoui

Essendo l’ultimo Consiglio comunale prima delle elezioni molti consiglieri ne hanno approfittato per ringraziare i colleghi, tirare le somme di quanto fatto e salutare i cittadini che li hanno votati cinque anni fa. Omar Cherqaoui, rappresentante degli immigrati in Consiglio, ha salutato i colleghi su input del leghista Andrea Marchiori, augurandosi che in futuro il ruolo che ha ricoperto in questi anni assuma un potere di voto effettivo.

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L’ex Upim di corso Matteotti

LA DELIBERA EX UPIM – La delibera relativa all’Ex Upim è passata all’unanimità. L’intenzione da parte di un privato di Tolentino è di acquistarlo e la condizione per farlo è la donazione al Comune del piano che affaccia su via Armaroli. Per questo il Consiglio doveva votare l’atto di indirizzo per indicare che avrebbe accettato la donazione. Su 19 presenti tutti favorevoli. Adesso la palla passa ai privati. La possibilità che si avveri il passaggio per rivedere aperto uno dei contenitori simbolo dello svuotamento del centro storico si potrebbe concretizzare, ha ricordato il sindaco Romano Carancini, «entro il 31 dicembre». Lo spazio che sarebbe poi donato al Comune misura 1200 metri quadri. «Uno spazio strategico e un’opportunità importante», ha detto il sindaco. Un tentativo di recuperare l’ex Upim era già stato fatto dall’Università di Macerata. A causa però dei malumori creatisi per dei pareri inizialmente contrari del Comune il progetto proposto era naufragato.

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Marco Caldarelli ieri in Consiglio

UN CONSIGLIO DA RICORDARE – Il Consiglio comunale di questi giorni sarà ricordato certamente per il colpo di scena di ieri, con le dimissioni dell’assessore al Bilancio Marco Caldarelli (Udc) dopo la questione di opportunità politica sollevata da Cronache Maceratesi (dato che l’Udc appoggia alle elezioni il candidato di centrodestra Sandro Parcaroli). Ieri l’assise ha ratificato anche il gemellaggio con la città cinese di Taicang. Su questo punto Roberto Cherubini, consigliere e candidato sindaco del Movimento 5 stelle, ci tiene a sottolineare che senza i 5 stelle non sarebbe passata, perché la maggioranza non avrebbe avuto il numero legale: «Abbiamo con convinzione partecipato alla votazione della delibera sul gemellaggio con Taicang perché siamo convinti che i gemellaggi uniscono realtà diverse e magari aiutano le stesse realtà a migliorare aspetti critici (vedi per esempio le violazioni dei diritti umani). Sono sorpreso dal fatto che il centrosinistra non abbia garantito il numero legale, perché senza di noi la delibera sarebbe saltata». In ogni caso è stato la prima legislatura, ha sottolineato il presidente Luciano Pantanetti, ad aver concluso la votazione di tutti i punti all’ordine del giorno senza lasciarne nessuno fuori. L’ultimissimo atto è stata la proposta di Ivano Tacconi (gruppo misto) sulla possibilità di affidare ad Eni la riqualificazione di Valleverde a Piediripa (anche questo approvato all’unanimità).

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