Gli artigiani non si fermano:
continua la tradizione
del Gioco del Bracciale
TREIA - Nazzareno Crescimbeni ne ha realizzato uno con il supporto di argento e un cammeo inciso a mano riguardante la città, l’arena Carlo Didimi e la Disfida

Daniele Rango e Nazzareno Crescimbeni
Un bracciale valorizzato con il supporto di argento e un cammeo inciso a mano riguardante proprio Treia, l’arena Carlo Didimi e la Disfida. E’ quanto ha realizzato l’artigiano treiese Nazzareno Crescimbeni, ex mandarino e appassionato del gioco del Bracciale tipico di Treia, da alcuni anni si cimenta nella costruzione di bracciali da gioco. Prima della pandemia, nel mese di febbraio, la giornalista Julia Buckley del National Geographic Travel si era recata nella città del bracciale per conoscere le eccellenze artigiane del territorio; poi è stata la volta del reporter Francesco Lastrucci che accompagnato dalla consigliera comunale al turismo Sabrina Virgili ha ripreso il lavoro proprio di Crescimbeni e di un altro artigiano locale, Daniele Rango. Quest’ultimo è il creatore (insieme a Paolo Sparapani) del pallone da gioco del calcio storico fiorentino, lanciato ufficialmente nel 2017, anno del gemellaggio tra il bracciale di Treia e il calcio fiorentino appunto. Anche nell’anno dello stop imposto dal covid dunque, la tradizione del bracciale prosegue grazie all’impegno degli artigiani del territorio. Inoltre non si ferma l’impegno dell’amministrazione comunale e dell’ente Disfida nella promozione turistica della città proprio attraverso il bracciale; il 19 settembre appuntamento a Verona con Aga e Tocati per il primo incontro del 2020 per il riconoscimento del gioco di Treia e di altri giochi antichi di altrettante comunità ludiche italiane come patrimonio immateriale dell’Unesco.

Daniele Rango col reporter Francesco Lastrucci

Francesco Lastrucci e Sabrina Virgili