Tentò di uccidere la sorella, assolto:
«Incapace al momento del fatto»
MONTECASSIANO - I fatti erano avvenuti nell'azienda di famiglia. Imputato davanti al gup del tribunale di Macerata un 39enne. Il giudice, in base ad una perizia, ha ritenuto che non sia imputabile
Accusato di aver tentato di uccidere la sorella dopo una lite nell’azienda di famiglia, oggi è stato assolto un 39enne: non è imputabile perché non era capace di intendere e volere al momento del fatto. L’episodio che lo ha portato sotto accusa risale al 29 gennaio scorso. Quel giorno il 39enne si trovava nell’azienda della sua famiglia a Montecassiano. Secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri, che hanno svolto le indagini, l’uomo era stato ripreso dalla sorella sulla corretta tenuta della contabilità aziendale. Da qui la reazione dell’uomo che dopo una aggressione verbale si è spinto a stringere le mani intorno al collo della donna per strangolarla. Un dipendente ha visto la scena ed è intervenuto, evitando conseguenze peggiori. Il 39enne oggi doveva rispondere del tentato omicidio della sorella. Nel corso delle indagini però il pm aveva fatto svolgere una perizia sul 39enne e da questa era emerso che l’uomo non era in grado di intendere e volere al momento del fatto. Dopo che la procura ha chiesto il giudizio immediato, i difensori del 39enne, gli avvocati Renzo Interlenghi e Letizia Astorri, hanno richiesto di fare il processo con rito abbreviato. L’udienza si è svolta oggi davanti al gup Giovanni Manzoni. Il 39enne è stato assolto perché non imputabile in quanto incapace di intendere e volere al momento del fatto. È stata applicata la misura della libertà vigilata per due anni.
(Gian. Gin.)
Lite nell’azienda di famiglia, tenta di strangolare la sorella: arrestato
