Pasticceria Paolucci, giù le saracinesche
dopo 73 anni di attività

MACERATA - La titolare Moira Mazza l'aveva rilevata nel 2016. Il ricordo di AnnaRita Liverani Rapanelli: «Questo virus crudele ci toglie la quotidianità»
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La pasticceria Paolucci (Foto Falcioni)

Giù le saracinesche alla storica pasticceria Paolucci in corso Cavour a Macerata dopo 73 anni di attività. Moira Mazza, l’attuale titolare, aveva rilevato l’attività nel 2016 da Gianfilippo Rocchi, meglio conosciuto come “Pippo”. Un pezzo della città che molti maceratesi portano nel cuore. 
Tra questi AnnaRita Liverani Rapanelli che racconta. «Dal 1947 la Pasticceria Paolucci è stata un punto di riferimento per chi abita per Corso Cavour e per tutta la città di Macerata. Io sono nata nel 1955, per me c’è stata sempre, ricordo Secondo e Nera Paolucci, i fondatori, Secondo era un bravissimo pasticcere e la signora Nera serviva: non si possono dimenticare i famosi cornetti o i maritozzi alla panna, poi i gelati che per noi ragazzi erano l’indizio che si avvicinava la fine della scuola. Quando, da bambina, mi sono tolta le adenoidi , Secondo fece apposta per me il gelato al limone: mi sentivo una privilegiata! Dopo la morte di Secondo, la signora Nera e le figlie Ida e Mammola portarono avanti la pasticceria, Alfonso, allievo di Secondo, era il loro ottimo pasticcere. A Natale facevano i panettoni con uvetta e canditi, a Pasqua le colombe e le uova con dentro le nocciole, la vita era scandita dalle loro prelibatezze.

Pasticceria_Paolucci_FF-2-325x217Quando Ida e Mammola si sono ritirate, è subentrato il mitico Pippo con i suoi collaboratori, Pippo lavorava nella pasticceria fin da ragazzino, il passaggio di consegne è stato indolore: gli stessi dolci, la stessa qualità, anzi forse qualcosa in più per stare al passo con i tempi. Quando i miei figli facevano il liceo, Pippo preparava per loro le pizzette o le sfogliatine di cui erano ghiotti, anche se dimenticavo di ordinarle, lui me le lasciava comunque: era attento ai desideri della gente, per ogni ricorrenza offriva sempre un consiglio speciale ed appropriato; quando mia figlia ha avuto un incidente Pippo faceva preparare per lei una mousse alle nocciole che le piaceva tanto, come poi la mousse al caffè. Da qualche anno è subentrata Moira, anche questo passaggio di consegne non è stato problematico e la pasticceria ha continuato a svolgere il suo ruolo.

Vorrei ringraziare tutte queste persone che hanno fatto parte della vita dei maceratesi per quasi settanta anni e che un virus subdolo e crudele toglie dalla nostra quotidianità: non potremo più dire:” vado a prendere le pastarelle da Paolucci”»

 



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