Quattro commercianti fuori dal coro:
«A Macerata pedonalizzazione monca»

CENTRO - Alessandro Cesaretti e Noemi Tiburzi di Ultrafragola, Milena Ibro di Ibro abiti e moda e Gino Giometti della libreria Giometti&Antonello chiedono un intervento immediato per tutelare gli esercenti delle aree pedonali
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La ztl di Macerata

«Una pedonalizzazione non organizzata in tal senso è una pedonalizzazione monca». A dirlo sono Alessandro Cesaretti e Noemi Tiburzi di Ultrafragola, Milena Ibro di Ibro abiti e moda  e Gino Giometti della libreria Giometti&Antonello, commercianti del centro storico di Macerata che prendono le distanze dall’associazione di commercianti che negli ultimi mesi ha cercato di farsi ascoltare dall’amministrazione e dai candidati sindaci fino a pensare persino di costituire una civica alle prossime elezioni per avere un rappresentante in Consiglio. 

«Va avanti da decenni – proseguono –  la contrapposizione fra i commercianti, che rappresenterebbero le posizioni della destra, e il sindaco Carancini che sarebbe il paladino di una città pulita e degli interessi dei residenti. Questo quadro è stato anche purtroppo determinato dalle esternazioni di alcuni commercianti che di recente, pretendendo di rappresentare tutti i commercianti della città, hanno espresso un vero e proprio endorsement alla mozione della destra in Comune relativa alla viabilità nel centro storico. Per quanto ci riguarda intendiamo uscire dalle griglie ideologiche che bloccano la situazione ormai da anni e proporre un discorso pragmatico sulla situazione attuale. Non possiamo accettare di essere definiti marionette dell’opposizione e trogloditi non al passo con i tempi da un sindaco che non ci conosce e non ci ha mai ascoltato».

I quattro commercianti sottolineano l’importanza del loro ruolo per la città: «Vetrine illuminate, presidi di sicurezza, decoro, servizi e contribuiamo quotidianamente alla sua vitalità e buona accoglienza. Il discorso andava fatto sin dall’inizio di maggio: il problema è salvare l’estate per le attività commerciali in centro storico, il che significa consentire la sopravvivenza delle aree pedonali che mai come in questo momento sono state così minacciate. Data l’oggettiva assenza del turismo nei prossimi mesi e la scomparsa dell’università fino al prossimo autunno, (che comporterà la perdita di almeno la metà degli incassi dopo i mesi di chiusura forzata), occorre almeno agevolare il più possibile l’afflusso del resto della città e delle frazioni in centro storico lanciando il segnale che il centro storico è finalmente aperto».
Gli esercenti chiedono di sospendere la Ztl fino alla fine dell’anno ma non le aree pedonali che anzi vanno rafforzate e rese più vivibili possibile: «Ovviamente aggiungendo parcheggi (in Piazza della Libertà per esempio) senza nulla togliere ai residenti. La Ztl è già aperta al traffico di residenti e autobus, quindi una sua apertura anche agli altri incide in modo assai modesto sulla vita del centro storico. Inoltre in questo modo i parcheggi dei residenti non verrebbero in alcun modo toccati, quindi la trita contrapposizione fra residenti e commercianti non avrebbe più modo di essere utilizzata. Dal nostro punto di vista sottolineiamo che il sindaco Carancini sta utilizzando un armamentario vecchio che rischia di creare un serio danno non solo ai commercianti ma anche ai residenti, in quanto uccidere il commercio significa uccidere le aree pedonali, e quindi trasformare la città in un puro dormitorio e, cosa non secondaria, contribuire all’ulteriore abbattimento del valore degli immobili. Ci preme far presente che siamo stati tra i commercianti favorevoli alla zona pedonale fin dall’inizio, e per questo ora tra i più delusi: quel che, infatti, si tende a non considerare, è che una zona pedonale non può dirsi creata dalla semplice chiusura indiscriminata alle auto, ma va progettata accuratamente, con misure che possano aderire alla esigenze dei pedoni che si pretende di richiamare, misure che sono del tutto mancate. Ciò che chiediamo è un provvedimento per l’immediato. Abbiamo numerose altre proposte a medio e lungo termine relative alla rinascita del centro storico e soprattutto delle aree pedonali, in cui noi lavoriamo e che siamo gli unici a tenere in vita. Queste proposte contiamo di sottoporle alla comunità nel corso dell’estate. Ma perché ciò avvenga occorre sopravvivere all’estate e chiediamo dunque un incontro immediato con il sindaco e gli altri amministratori della città per far valere le nostre ragioni».

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