«San Severino, museo diocesano nel 2022»
Raggiunta l’intesa
tra l’arcivescovo e Ceriscioli

PROTOCOLLO d'intesa tra Regione e Arcidiocesi per il progetto al palazzo vescovile. I lavori per 1,1 milioni di euro saranno finanziati con fondi europei. Monsignor Francesco Massara: «La bellezza porta dignità e cultura, ho l'intenzione di realizzare una rete di musei»
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La firma del protocollo tra l’arcivescovo Francesco Massara e il governatore Luca Ceriscioli

 

di Monia Orazi

Sarà pronto nel 2022 il nuovo museo diocesano ospitato nel palazzo vescovile di San Severino, per cui oggi pomeriggio hanno firmato il protocollo d’intesa il presidente della Regione Luca Ceriscioli e l’arcivescovo di Camerino-San SeverinoFrancesco Massara, alla presenza dei sindaci Rosa Piermattei e Sandro Sborgia, dell’assessore regionale Angelo Sciapichetti, di altre autorità diocesane ed amministrative.

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In prima fila: Rosa Piermattei, Angelo Sciapichetti, Sandro Sborgia e Claudio Pettinari

I lavori saranno finanziati con un milione 100mila euro di fondi europei. «La bellezza porta dignità e cultura, anche sviluppo economico, questo sarà un museo non solo per San Severino, ma anche per tutte le Marche – ha detto monsignor Massara – ho l’intenzione di realizzare una rete di musei, mettendo insieme questo museo, con il diocesano di Camerino, il Piersanti di Matelica, il museo del castello di Lanciano e il diocesano di Fabriano, perché può rappresentare una possibilità di sviluppo economico e punto di attrazione per amanti dell’arte, che vengono in questa regione. L’esposizione delle opere d’arte mantiene viva la tradizione e l’identità di una comunità, abbiamo tremila opere in deposito, il 70 per cento del patrimonio artistico regionale fa parte di questa diocesi, questo sarà un museo della rinascita». Ha aggiunto il presidente regionale Luca Ceriscioli: «Portiamo a termine un percorso avviato da un anno, un segno di ripartenza per guardare al futuro senza dimenticare il passato. Avviamo un investimento importante, frutto di una collaborazione tra Regione e arcidiocesi, concretizzata all’insegna del rilancio del territorio. Mettere a disposizione opere d’arte in una struttura che viene qualificata come museo e che rappresenta, nello stesso, tempo, uno scrigno di bellezza e la voglia di rilancio, si rivela un grandissimo progetto. Non poteva mancare il nostro apporto. Grazie alla collaborazione comune, potremo offrire, a coloro che verranno nelle Marche, un momento di stupore e utilizzare questi nostri punti di forza come strumento di rilancio».

protocollo-museo-diocesano2-325x244Il palazzo vescovile di San Severino già riparato dopo il sisma del 1997, si presenta in ottime condizioni, non ha riportato danni, l’idea di farne un museo era già stata avanzata da diversi anni, ora diventerà realtà, potrà ospitare opere provenienti dalle chiese e monasteri gravemente lesionati. Opere attualmente ricoverate in vari depositi temporanei. L’intervento si propone di realizzare, in questo complesso architettonico di circa 2.820 mq, spazi espositivi funzionali, nel rispetto dei criteri tecnico scientifici previsti dagli standard museali. Cinque piani che ospiteranno anche sale multimediali, che permetteranno al visitatore di ricostruire il contesto in cui le opere sono nate, spazi didattici e ambienti per lo studio e la consultazione, con particolare riferimento al patrimonio archivistico, alla catalogazione e al monitoraggio del patrimonio storico artistico. Hanno parlato di collaborazione e sinergia tra le istituzioni il sindaco di Camerino Sandro Sborgia ed il rettore Unicam Claudio Pettinari. Entusiasta Rosa Piermattei, sindaco di San Severino: «Oggi è una grande giornata per la nostra comunità, abbiamo bisogno di rivedere i nostri quadri chiusi nei depositi, di riportare alla luce il nostro grande patrimonio artistico, segno di civiltà ed occasione di studio per gli esperti. I comuni si devono mettere in rete, soprattutto per l’arte».



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