Legnante tra corpo libero e manubri
«Mi manca il lavoro in campo
e il contatto con gli altri»
INTERVISTA - La campionessa dell'Anthropos racconta la sua quarantena a Civitanova e attende con ansia il 4 maggio, quando potrà tornare in pedana. Il rinvio delle paralimpiadi di Tokyo non le ha fatto perdere la grinta: «Non ci sono difficoltà nell’aspettare un anno, sarà ancora più bello ritornare a gareggiare»
di Marco Cencioni
Era pronta per affrontare l’ennesima sfida della sua vita e lottare per aggiungere ad un palmares infinito di medaglie un altro oro olimpico. Il coronavirus non è stato d’accordo e ha rinviato l’appuntamento di Assunta Legnante con la storia.
Da Civitanova, dove trascorre la quarantena, la 42enne atleta dell’Anthropos, di origini napoletane ma maceratese d’adozione, racconta come vive questo periodo che, almeno per lei, dal 4 maggio avrà una svolta: il governo ha stabilito in quella data il via libera alla ripresa degli allenamenti individuali degli agonisti di interesse nazionale. E quindi già da lunedì la specialista dei lanci – sette ori paralimpici tra giochi olimpici, mondiali ed europei – potrà riprendere l’attività all’aperto assieme al tecnico Roberto Minnetti, dividendosi tra il Polisportivo per il lancio del disco e l’impianto di Villa Conti ad Ancona per il getto del peso.
Coronavirus e quarantena, come sta vivendo questo periodo in casa? Come trascorre le sue giornate?
«Le passo come la maggior parte degli italiani. Svolgo le faccende di casa guardo tantissimi film e serie tv, leggo e ascolto musica. Sono da sola, a portarmi i generi alimentari e quanto altro mi possa servire è una mia amica, una volta la settimana».
Sente di lanciare un appello ai suoi concittadini, ai maceratesi e agli italiani, in questo momento difficile?
«L’unica cosa che mi sento di dire è di avere pazienza, di restare in casa e non mollare. Per fare in modo che tutto questo passi occorre solo restare uniti anche se distanti».
Riesce ugualmente ad allenarsi da casa? Se sì come e con quale frequenza?
«Per fortuna riesco ad allenarmi almeno tre volte a settimana anche in casa, naturalmente non come dovrei ma con un allenamento dato dal mio preparatore della palestra riesco a fare lavori a corpo libero e con dei manubri. Certo è che manca l’allenamento in campo e quello di forza specifica però ci arrangiamo per quello che possiamo».
Ad inizio marzo aveva trovato lo stadio di Civitanova chiuso e non era riuscita ad allenarsi. Quanto le manca il poter lavorare all’aperto e quanto pensa possa influire questo periodo difficile in vista dei futuri impegni?
«Manca tantissimo il lavoro in campo ed è quello che alla fine serve a noi lanciatori, tecnica e forza speciale sono fondamentali. Lavorare all’aperto e stare a contatto con gli altri e quello che manca forse molto di più. Ora con le nuove disposizioni che entreranno in vigore il 4 maggio c’è una grossa novità. Il patron Nelio Piermattei sta studiando i contenuti del nuovo decreto e organizzerà i turni di allenamento per me e per eventuali altri atleti dell’Anthropos».
A proposito, come sta vivendo questo momento la sua società?
«Con il presidente della mia società ci sentiamo frequentemente, anche e naturalmente in segno di amicizia, per sapere come prosegue la reclusione. Naturalmente viviamo tutto questo con difficoltà, ma con la consapevolezza che è una cosa dovuta per la nostra salute e quella degli altri».
Paralimpiadi rinviate. Mentalmente, si sente pronta per Tokyo 2021?
«E’ logico il dispiacere per il rinvio di Tokyo ma era inevitabile, la salute prima di tutto. Mentalmente non cambia moltissimo semplicemente, si allungherà di un anno l’attesa e la preparazione in vista del grande evento, non penso ci siano difficoltà nell’aspettare un anno forse sarà ancora più bello ritornare a gareggiare».
Quali sono i suoi prossimi impegni agonistici in calendario e quali di questi, realisticamente, pensa si svolgerà?
«Al momento non ci sono impegni agonistici da poter preparare, è tutto fermo l’unica cosa importante è riprendere l’attività in sicurezza. Tutto quello che verrà sarà comunque in vista di Tokyo ormai penso che la stagione 2020, soprattutto quella agonistica, almeno per me non sia mai cominciata».
Secondo lei, come uscirà lo sport da questo periodo così difficile?
«Lo farà nel miglior modo possibile, sia gli atleti che gli addetti ai lavori cercheranno di riprendere a vivere lo sport con serenità e normalità, e come ho già detto sarà ancora più bello riprendere e stare in compagnia».
C’è qualcosa che spera cambi dopo questa pandemia, sia in ambito sportivo che sociale?
«Spero che tutti noi riusciremo ad uscirne più forti, più consapevoli di noi stessi, spero che ci vorremmo molto più bene. E soprattutto mi auguro che avremo più attenzione verso il prossimo».
Quale sarà la prima cosa che farà quando sarà terminata la quarantena?
«Sicuramente sarà quella di uscire all’aria aperta, farmi una bella passeggiata magari in riva al mare, prendere un caffè seduta ad un tavolino e chiacchierare con la gente».
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