Don Peppe e la scuola:
«Ogni estate grande festa a casa sua»
RICORDO - Il parroco di Santa Maria in Selva era molto amato da studenti e colleghi che lo ricordano con affetto: «Amava farci incontrare fuori dall'istituto». L'ex preside Gaspari: «Aperto e presente, triste che proprio lui non abbia avuto il funerale»

Don Peppe con una delle sue tante classi all’ingresso del Gentili
di Marco Ribechi
Non solo parroco e polentaro ma anche tanta scuola. E’ proprio il mondo dell’educazione che vuole unirsi nel ricordo di Don Peppe Branchesi, uomo centrale per la formazione e crescita di centinaia di giovani maceratesi che lo hanno incontrato durante la sua carriera professionale.

Don Peppe con due professori
Don Peppe, parroco e professore di religione, aveva un rapporto speciale con i ragazzi, che sempre difendeva, e con i suoi colleghi insegnanti, con cui non perdeva mai l’occasione di farsi promotore di qualche iniziativa aggregativa. «Due sono gli aggettivi che lo caratterizzavano – spiega Nazareno Gaspari, ex preside del Gentili tra il 1990 e il 2000 – aperto e presente. Sapeva coniugare benissimo il suo ruolo di prete con quello di insegnante, non creava mai divisioni e sempre si prodigava per iniziative che riguardassero tutto l’istituto, non solo i suoi studenti. Era un festaiolo, favoriva gli incontri anche tra i colleghi».

A Roma per l’Anno Santo
Tra gli aneddoti su Don Peppe l’ex preside ricorda le messe di inizio anno con il vescovo: «Aveva sempre la premura di organizzare iniziative che fossero per tutti – aggiunge Gaspari – non voleva essere sconveniente e anche per le messe con il vescovo usò tutte le premure del caso, devo dire che i ragazzi lo adoravano. Chiamava tutti fratello o sorella ma con me ha sempre usato il mio nome di battesimo. Ho frequentato la sua casa a Santa Maria in Selva anche dopo la sua pensione, eravamo diventati molto amici. Purtroppo proprio lui che amava la compagnia e che più di una volta aveva organizzato le celebrazioni in memoria dei colleghi scomparsi ha subito questo destino di morire solo e senza funerale, un fatto che aggiunge ulteriore tristezza al dolore». Come l’ex preside allo stesso modo lo ricordano con tanto affetto anche i suoi colleghi: «La memoria più chiara che ho è legata alle feste di fine anno che organizzava con i colleghi e gli alunni nella sua casa – spiega Francesca Valentini, ex professoressa dell’istituto – Metteva a disposizione la sua abitazione solo per farci stare insieme in contesti extra scolastici, e anche per salutare gli alunni dei quinti dopo l’esame. Inoltre nei consigli di classe difendeva sempre i ragazzi, era propositivo e molto abile a mediare e rasserenare gli animi».

La gita di Roma organizzata per i suoi colleghi
Proprio negli anni della scuola Don Peppe aveva avuto dei problemi di salute: «Era sempre presente – aggiunge Valentini – anche se non stava bene si faceva sempre vedere e non perdeva l’occasione per un saluto. Ogni Pasqua e Natale lasciava dei bigliettini con gli auguri all’ingresso della scuola e chi voleva li poteva prendere o regalarli. Ricordo anche che amava far incontrare noi insegnanti, per le celebrazioni dell’Anno Santo ci portò a Roma e ci costrinse in un tour de force per visitare le quattro basiliche. Un uomo che ha dato tanto sempre con il sorriso e l’allegria, una persona che portava il buonumore a chi gli stava vicino. Nei nostri ricordi risuoneranno i suoi fratellino e sorellina sempre dispensati non per abitudine ma per affetto».


L’addio di Treia al “suo” parroco «Buon viaggio don Peppe» Pettinari: «E’ stato un dono del Signore»
Il vescovo: «Don Peppe ha lottato tanto, pregherà per noi dal Cielo»
«Sei stato un fratello maggiore Ciao don Peppe, ci mancherai»
«Ciao don Peppe, hai regalato gioia a tutti noi Polentari d’Italia»
La classe in foto 5N Programmatori 1996/97.
Io e i miei compagni ringraziamo Don Peppe per averci fatto crescere come donne e uomini migliori! Rip Don Pe’…resterai per sempre nei nostri ricordi più belli!