Il Consiglio va su Zoom, al voto il bilancio
e si chiude il contenzioso Ceccotti
con 100mila euro
CIVITANOVA - L'assise si riunisce in streaming per votare l'emendamento di 1milione e 100mila euro per fronteggiare l'emergenza economica. Al secondo punto la trattativa con la curatela fallimentare ex Prica. Fra somme richieste e oneri a carico dell'azienda la partita si chiuderebbe con un disavanzo di 100mila euro a favore del privato
Primo consiglio comunale in era Covid per il comune di Civitanova. Venerdì 17 aprile l’assise si riunirà sulla piattaforma Zoom, già sperimentata in queste settimane per riunioni di giunta e di maggioranza. Alle 21 tutti davanti ai pc per discutere l’approvazione del bilancio 2020 e l’emendamento che stanzia risorse per fronteggiare l’emergenza.
Questa mattina nel corso di una riunione dei capigruppo virtuale si sono decise le modalità: la seduta si svolgerà online sulla piattaforma Zoom integrandolo con lo streaming. Pertanto la seduta sarà pubblica e visibile sul sito del comune di Civitanova. All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio 2020 e l’emendamento al bilancio proposto dall’assessore Roberta Belletti per ricavare risorse pari a un milione e 100 mila euro per la creazione di un fondo per l’emergenza economica legata allo stop forzato delle attività. «Abbiamo chiesto ai capigruppo di essere particolarmente disponibili e consapevoli del momento che stiamo passando, chiedendo di approvare l’emendamento senza troppe polemiche e discussioni in questa fase. Ci sarà tempo in seguito, con gli assestamenti di bilancio di chiedere chiarimenti e puntualizzazioni – specifica il presidente del consiglio comunale Claudio Morresi -abbiamo previsto interventi di massimo 10 minuti». Il secondo punto all’ordine del giorno riguarda invece la transazione con la curatela fallimentare ex Prica per risolvere il contenzioso ventennale sull’area Ceccotti. «Abbiamo trovato un compromesso con la curatela – riferisce Morresi – per chiudere tutti i contenziosi in corso che si trascinano da anni la cifra richiesta al Comune è di 700 mila euro. Molte delle abitazioni vendute però non hanno l’abitabilità e per ottenerla la ditta dovrebbe versare al comune oneri per 600 mila euro. Alla fine quindi la somma che il comune verrebbe a dover versare alla curatela per chiudere tutto è di circa 100mila euro e siamo orientati ad accettare questo compromesso che chiude una partita lunga e controversa che rischierebbe di prolungare il contenzioso e alla fine versare la stessa cifra per gli avvocati col rischio di perdere anche la causa».
)L. B.)
