«Buffone» ad Antonio Lo Cascio,
al via processo per diffamazione

IN AULA - Il comico era stato preso di mira su Facebook, oggi due degli imputati hanno fatto una offerta riparatoria, per una terza persona il procedimento va avanti

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Antonio Lo Cascio durante uno spettacolo

 

«Buffone» ad Antonio Lo Cascio, il comico di Castelraimondo denuncia per diffamazione. Tre le persone che sono state indagate e che oggi sono comparse davanti al giudice Federico Simonelli del tribunale di Macerata, due di queste prima dell’apertura del processo hanno fatto una offerta risarcitoria (100 euro e le scuse). Il giudice ha ritenuto congrua l’offerta e ha fatto una sentenza di improcedibilità. I fatti risalgono al gennaio del 2017. Secondo l’accusa tutto sarebbe accaduto su Facebook in seguito ad un video pubblicato da Antonio Lo Cascio, nome d’arte di Simone Bargiacchi, in cui diceva di andare a Roma a protestare per la situazione dei terremotati. Lo Cascio, continua l’accusa, era stato preso di mira sulla pagina Facebook “Comunali”. Gli avrebbero detto «pagliaccio», «buffone» e avrebbero scritto: «il concetto è che quel buffone di Antonio Lo Cascio non si deve permettere di rappresentare i terremotati, rappresentasse la categoria dei pagliacci che gli è più consona». Il comico aveva sporto denuncia. Oggi erano tre le persone finite sotto accusa per diffamazione, due di loro (difesi tra gli altri dall’avvocato Giampaolo Cicconi) sono uscite dal processo con l’offerta riparatoria, una terza resta imputata (tutelata dal legale Sergio Poeta). Oggi è stato sentito come testimone Lo Cascio, parte civile al processo, assistito dall’avvocato Andrea Dotti. «Ha detto che il mio assistito non gli ha mai inviato messaggi e quelli inviati non sono riconducibili a Piloni» dice l’avvocato Poeta.

 


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