Caso liceo Da Vinci:
il Pd chiede intervento del viceministro
La Lega difende il prof

CIVITANOVA - Il parlamentare Mario Morgoni si è rivolto ad Anna Ascani per il comportamento del professore e del preside della scuola durante il convegno dell'Anpi: «Le ho chiesto di richiamarli a esercitare il loro ruolo di educatori in modo rispettoso e coerente con i valori dell’Italia democratica». Il consigliere Francesco Micucci ha presentato una mozione in Regione. Pier Paolo Rossi annuncia querele per la lettera di alcuni studenti
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Mario Morgoni

 

di Laura Boccanera

Il caso del liceo Da Vinci di Civitanova e del professore Matteo Simonetti arriva sul tavolo del viceministro all’istruzione. A farsi portavoce dell’istanza è il parlamentare Mario Morgoni che ha scritto al viceministro Anna Ascani per richiedere un intervento sulle parole del docente e sul comportamento del preside Pierluigi Ansovini che non ha preso provvedimenti nei confronti dell’insegnante del liceo che guida. «Ho chiesto alla Ascani un intervento su questo argomento, richiamando preside e docente ad esercitare in modo rispettoso e coerente con i valori dell’Italia democratica e antifascista la loro funzione di educatori nonché rappresentanti delle istituzioni – afferma Morgoni – è assurdo richiedere un contraddittorio, è come se ad un convegno sulla Mafia dovessimo chiamare Matteo Messina Denaro. Inoltre il preside non può permettersi di fare il pesce in barile, se non riconosce la Resistenza come un valore assoluto dovrebbe dimettersi. La Resistenza non è un valore dell’Anpi, ma dello Stato, delle istituzioni e dei suoi rappresentanti. Inoltre pongo dubbi sulla qualità di un insegnante che dà voce a teorie revisioniste, che dice, in maniera sofista, celandosi dietro astuti giri di parole utilizzate come foglie di fico, che ad Auschwitz c’era la piscina, che i vaccini fanno parte di una teoria complottista di sostituzione etnica e altre farneticazioni».

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Il consigliere Micucci

Sulla questione interviene anche il consigliere regionale Francesco Micucci che ha presentato una mozione: «l’antifascismo non si può mettere in discussione, pericoloso permettere che avvenga – dice Micucci – sono preoccupato per il clima che si sta diffondendo nella nostra provincia: il sostegno di tesi revisioniste all’interno di una istituzione scolastica dà la misura della direzione in cui stiamo andando. La Resistenza, l’antifascismo sono valori riconosciuti dalla nostra Costituzione e non possono essere messi in discussione. L’accaduto, già grave di per sé, è ancor più grave in quanto avvenuto all’interno di una istituzione scolastica cittadina. Il dibattito con studenti e professori non doveva mettere in discussione il ruolo dell’Anpi e men che meno mettere in discussione i valori dell’antifascismo scritti con il sangue dai nostri partigiani nella nostra Costituzione. Bene hanno fatto altri insegnanti a sottolineare il ruolo della scuola, che non deve essere certo quello di fare adepti ma di formare le nuove generazioni, forte della storia vissuta dai loro predecessori. Un insegnante ha l’obbligo di attenersi ai programmi ministeriali, aiutando lo sviluppo di un pensiero critico e non inculcando delle inopportune e personali teorie revisioniste. Per questo presenterò al più presto una mozione da portare in discussione in Consiglio Regionale con la quale si conferma pieno sostegno all’Anpi».

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Pino Beruschi

La Lega di Civitanova invece, dopo la posizione del sindaco che equipara manifestazioni delle “sardine” a quelle di “Casapound” sta dalla parte del docente: «la Lega condanna ogni forma di regime totalitario che limiti la libertà e la democrazia dei popoli – dice il coordinatore comunale Pino Beruschi – ed esprime totale solidarietà al professore Matteo Simonetti, in merito ai fatti avvenuti il 28 novembre. Il gruppo Lega condanna i comportamenti di alcuni componenti dell’Anpi e in particolar modo del consigliere comunale di minoranza Pier Paolo Rossi. Comportamenti che nulla hanno a che fare con i tanto professati principi di antifascismo e democrazia, come da versione dei fatti di una parte degli alunni presenti. Si sottolinea la gravità di alcune reazioni, soprattutto nei social, dove si è arrivati a minacciare di morte un professore che in quello che doveva essere una democratico convegno chiede la parola per avere un normale e civile contraddittorio. Infine, si ritiene assolutamente inadeguato un istituto scolastico quale sede per quello che a tutti gli effetti sembra essere stato un “comizio” politico.

Non ci sta però a passare per facinoroso il consigliere Pier Paolo Rossi, citato nella lettera degli studenti, dalla Lega e dallo stesso Simonetti: «chi scrive cose che non corrispondono alla realtà ne risponderà in tribunale. Per alcuni interventi apparsi, così come per la lettera degli studenti adirò alle vie legali. Ho i filmati che testimoniano che mi sono alzato, sono andato incontro al docente e senza minacciare nessuno ho solo detto che se poteva dire quello che diceva era grazie alla democrazia e che si doveva vergognare, non ho aggredito nessuno e sono stanco di questa mistificazione, adesso se ne assumeranno la responsabilità».

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