Civitanova, l’opposizione in coro:
«Cittadinanza onoraria a Liliana Segre»

LA RICHIESTA depositata da Ghio porta la firma di tutti i consiglieri di minoranza. Mozione di condanna per la cena nostalgica di Acquasanta
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Liliana Segre

 

Cittadinanza onoraria a Liliana Segre e mozione di condanna della cena fascista di Acquasanta Terme. Presa di posizione politica, con due interventi distinti, da parte dei consiglieri di minoranza di Civitanova che in questi giorni hanno protocollato due richieste rivolte al Consiglio comunale che assumono una connotazione ben chiara, da un lato la solidarietà contro l’odio antisemita verso la senatrice Liliana Segre, firmataria della commissione parlamentare che porta il suo nome, dall’altro la censura per la cena fascista che si è svolta nel piceno e che ha avuto come commensali anche figure istituzionali. Due facce della stessa medaglia e due azioni politiche messe in campo dall’opposizione che annuncia anche altre iniziative in questo senso.

A depositare la richiesta di cittadinanza onoraria per la Segre il consigliere Stefano Ghio, ma a firmarla sono stati tutti i consiglieri d’opposizione. La cittadinanza rappresenta, per i promotori dell’iniziativa, una vicinanza rispetto alle intimidazioni di cui è stata oggetto la Segre dopo l’approvazione di una commissione straordinaria che si occuperà del contrasto all’intolleranza, al razzismo, all’antisemitismo e all’istigazione all’odio e alla violenza. Violenza e odio che hanno investito la Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio, con minacce e odio via web e non solo. «Si ritiene opportuno dare un concreto segnale di rispetto ed onore nei confronti di colei che oggi incarna la forza delle donne -dicono i consiglieri di opposizione nella richiesta –  e degli uomini che hanno vissuto con lo scopo di poterci tramandare la storia, ricordandoci di quanto male possa fare l’uomo a sé stesso quando perde la ragione ed il cuore. Conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre da parte di Civitanova  è un monito contro l’Olocausto e un tangibile messaggio in favore dell’uguaglianza degli uomini e delle donne un bando contro la violenza e l’odio e infine un ringraziamento che la nostra comunità fa ad una donna che ha dato tanto per il suo Paese e che oggi continua ad essere esempio a sostegno della eguaglianza, della tutela dei diritti umani, della accettazione dell’altro e della tolleranza». Il documento è firmato da Stefano Massimiliano Ghio, Pier Paolo Rossi, Marco Poeta, Stefano Mei, Giulio Silenzi, Mirella Franco, Yuri Rosati, Tommaso Claudio Corvatta.

Al contempo gli stessi firmatari hanno sottoscritto anche una mozione per chiedere una ferma condanna da parte del Consiglio comunale per la cena di Acquasanta Terme. La conviviale, assurta alle cronache nazionali, rappresentava una commemorazione della marcia su Roma, una cena celebrativa alla quale hanno preso parte anche esponenti delle istituzioni come il sindaco di Ascoli e il parlamentare potentino Francesco Acquaroli. I membri della minoranza hanno protocollato una mozione nella quale chiedono al sindaco, la presidente Claudio Morresi e al consiglio comunale di esprimere censura per la conviviale e condanna dei contenuti. Durante quell’incontro, lo scorso 28 ottobre, fu diffuso sulla tavola anche un menù nel quale non si lasciava spazio all’interpretazione con riportata la data del 28 ottobre 1922 e la scritta “giorno memorabile ed indelebile, la storia si rispetta e si commemora” e poi citazioni di una frase di Mussolini e fascio littorio.

(L. B.)

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