Polizia rurale,
approvato regolamento
TREIA - Il testo punta all'attuazione di misure di contrasto del rischio idrogeologico e alla sensibilizzazione della collettività sull'importanza di buone pratiche agricole per vivere positivamente il territorio

Foto d’archivio
Approvato all’unanimità il regolamento di polizia rurale a Treia. Una decisione giunta durante l’ultimo Consiglio comunale, volta all’attuazione di misure di contrasto del rischio idrogeologico e alla sensibilizzazione della collettività sull’importanza di buone pratiche agricole per vivere positivamente il territorio. Il servizio di polizia rurale assicura, nell’ambito del territorio comunale, l’applicazione e l’osservanza delle disposizioni normative statali, regionali e comunali, per coniugare attività agricola e rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi, in sintonia con i principi dello sviluppo sostenibile. Il testo approvato contiene disposizioni generali necessarie a chiarire le finalità del regolamento, il tutto corredato da un allegato tecnico che contiene tavole delle principali sistemazioni idraulico-agrarie per la lavorazione dei terreni, con indicazioni delle fasce di rispetto da osservare. Disposizioni puntuali vengono dettate per la pulizia e manutenzione dei terreni incolti, con limitazioni in materia di accensione di fuochi e del materiale vegetale prodotto dal fondo, disposizioni sulla gestione ed utilizzo agronomico dei liquami zootecnici, di pascolo e di detenzione degli animali. Una corretta manutenzione dei terreni è necessaria ad evitare danni e fenomeni di dissesto idrogeologico: «In una terra fragile e vulnerabile come la nostra – spiega il vicesindaco David Buschittari – dove si verificano sempre con più frequenza emergenze e calamità di natura idrogeologica, la pianificazione preventiva gioca un ruolo decisivo. E’ in questa fase che abbiamo il dovere di intervenire: l’adozione del regolamento di Polizia Rurale rappresenta un compendio organico di norme idonee a salvaguardare i territori agricoli, la convivenza civile, la sicurezza dei cittadini, la più ampia fruibilità dei beni comuni, la tutela e il miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente».

Il centro storico di Treia
Le arature devono essere effettuate in modo da mantenere un bordo del campo inerbito, con larghezza di almeno un metro e mezzo per i terreni confinanti con le strade statali e comunali, di un metro invece per quelli confinanti con le strade comunali e vicinali ad uso pubblico, gestite attraverso consorzi stradali. I proprietari dei fondi hanno l’obbligo di potare i rami delle alberature e le siepi accanto alle strade in modo da non causare restringimenti pericolosi, predisporre una rete scolante per la raccolta delle acque che defluiscono dai terreni confinanti e predisporre un reticolato di regimazione idrica sui terreni che tenga conto della conformazione morfologica e dell’andamento plano altimetrico degli stessi. L’accensione di materiale vegetale prodotto nel fondo è consentita a condizione che lo stesso venga accumulato e collocato a una distanza minima di 200 metri da depositi di materiali infiammabili, depositi di paglia e fieno, da 150 metri dalle abitazioni e di 100 metri dalle strade pubbliche, mentre è vietata l’accensione dei fuochi nel periodo dal 1 luglio al 15 settembre salva diversa determinazione della Giunta regionale. Le operazioni di rifornimento, lavaggio e scarico di eventuali residui e la manutenzione di attrezzature utilizzate per la distribuzione di prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti non possono essere effettuate in luogo pubblico o aperto al pubblico. L’amministrazione si è detta pronta ad attuare iniziative volte a responsabilizzare i cittadini, organizzando incontri per far comprendere alla comunità la bontà di questo regolamento. «L’approvazione di questo regolamento – conclude Buschittari – si inserisce nel quadro delle azioni compiute nel campo della sicurezza. Devo ringraziare il consigliere Tommaso Sileoni per il lavoro svolto in totale sinergia. Vogliamo amministrare calandoci nella quotidianità, attuando confronti mirati con la comunità per l’attuazione consapevole delle misure compensative e di superamento delle criticità. Ci sono temi che per la loro importanza valicano l’appartenenza politica e uniscono gli schieramenti, per il fine ultimo che si chiama bene comune».
Bo, ora ci dicono come coltivare i nostri terreni, che tipo di mezzi usare, come dobbiamo lavorare, rispettare le distanze ecc. Ora abbiamo anche la “polizia rurale”, la politica non sa più cosa fare, ma non spariamo ca. zzate! L’agricoltura sta vivendo un momento di grave crisi, se si mettono paletti, obblighi, l’agricoltore sarà costretto ad abbandonare i terreni,con tutte le conseguenze che ne scaturiranno, compreso l’abbandono dei terreni e della attività.