Regolamento del Consiglio,
il Tar rigetta il ricorso dell’opposizione
CORRIDONIA - La sentenza ha giudicato inammissibile l'impugnazione dell'atto da parte di Matteo Ceschini (Corridonia Domani) e Matteo Porfiri (Corridonia Futura). L'amministrazione: «Abbandonino “l’Aventino” e si impegnino e collaborino»
Il Tribunale amministrativo regionale per le Marche ha rigettato il ricorso dei capigruppo di opposizione del consiglio comunale di Corridonia, Matteo Ceschini (Corridonia Domani) e Matteo Porfiri (Corridonia Futura) contro l’approvazione del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari. I consiglieri di minoranza lamentavano l’illegittimità dell’atto. Il collegio ha reputato fondata “l’eccezione di inammissibilità del gravame per carenza di legittimazione ad agire in capo ai ricorrenti”.
L’amministrazione ha commentato il risultato in modo ironico riferendosi alla data della sentenza: «La notte di “Halloween” ha portato uno “scherzetto” ai gruppi di opposizione – si legge nella nota -. Il citato Regolamento, prima di essere approvato, è stato oggetto di ripetuti passaggi nella competente commissione Affari Istituzionali dove è stato ampiamente illustrato ed approfondito in tutti i suoi contenuti, è stato oggetto anche di un’ampia discussione consiliare e, nonostante ciò, i consiglieri Ceschini, Giampaoli, Serafini, Grassetti, Porfiri, Calia e persino il presidente del consiglio comunale Nelia Calvigioni, hanno votato contro. L’opposizione ha poi promosso il ricorso al Tar Marche con le accuse di “Violazione del D.Lgs. 267/2000-Testo Unico Enti Locali, eccesso di potere per travisamento dei presupposti, eccesso di potere per sviamento, eccesso di potere per motivazione insufficiente, apparente contraddittoria, irragionevolezza, istruttoria insufficiente”. Il sindaco e l’amministrazione confidano nel buon senso dei consiglieri di opposizione perché abbandonino “l’Aventino” e si impegnino e collaborino per trovare le migliori idee e soluzioni per il bene della nostra Comunità».
