Lo caffè d’orzo e de cicoria

LA DOMENICA con Mario Monachesi
- caricamento letture

mario-monachesi

 

di Mario Monachesi

Lo caffè d’orzo e de cicoria. Conosciuti con questi due appellativi ma il termine “caffè” è inesatto, in quanto non vengono utilizzati i chicchi del caffė. “‘Na tazza de caffè d’orzo corma (piena) de pà”, fino a tutti gli anni ’50, anche ’60, ha fatto parte della tradizionale colazione contadina. Durante “li jorni de lo mète e de lo vatte la prima colazió’ che vinia sirvita era caffè d’orzo e ciammellottu. ‘Gni matina la vergara ne facia ‘na tejata perché c’era chi lo viìa anche più orde a ghjornu. Quarghiduna lo ‘llongava co’ lo vi’. Li vecchj che non putia fa’ cena pesante lo pijiava pure la sera, rescallato co’ la cuccuma sopre la vrascia”. Era a quei tempi un surrogato economico, indice di povertà. Specialmente durante la seconda guerra mondiale “lo caffè bono”, causa l’embargo e il proibizionismo, costava troppo ed era introvabile, allora in campagna si sopperiva con l’orzo…”e co’ le radeche (radici) de la cicoria”, da cui si otteneva un’ulteriore versione di “caffè”.

orzo-2-325x216L’orzo “se somentava accanto a lo gra’, po’ come lo gra’ se mitia e se vattia”. Sistemato in uno o piu sacchi, come “sirvia se ne pijava ‘n poco ” e si tostava “co’ lu bbrustulitore”, un tostino manuale a cilindro orizzontale, sistemato su della brace e girato molto lentamente a mano. Esisteva anche “lu bbrustulitore” a padella, una specie di pentola con un coperchio dotato di manovella sopra. In tutti e due i casi, “la vrascia sotto java ‘gni tanto rengalluzzita co’ la ventola de piumme de gajina. Jirà’, sventolà’ e sta ‘ttenti de no’ bbruscià’ tutto, questa era la faccenna”. Una volta tostato, “se macinava co’ lu macinittu e se mittia dentro un barattulu de vetro. ‘Gni orda che c’era da fallo, se ne vuttava che cucchjarata dentro la teja mista a vujì’ (bollire) su lu focu. Sia co’ un treppé’ (trepiedi) su lu camì’, che su lu fornellu de mattù'”. Prima di consumarlo ” vinia passatu co’ lu culì'” (colino).

orzo-3-325x244

“Lu bbrustulitore” a cilindro orizzontale

Il caffè d’orzo è ricco d’amido, privo di caffeina, non contiene grassi, apporta vantaggi digestivi, è antiossidante e antinfiammatorio. Contiene carboidrati ed ha più vitamina C delle arance. Il potassio e il fosforo in esso contenuti migliorano la memoria.  I Greci e i Romani lo bevevano per sfruttarne le proprietà energetiche, fisiche e mentali. Plinio il vecchio raccontava che i gladiatori si nutrivano di orzo e bevande da esso derivate per i loro recuperi muscolari. Detto anche “Tisana d’Ippocrate” (medico greco, 400 a. C.), perché ne lodava ampiamente le proprietà digestive ed energizzanti. Allora i suoi contemporanei legarono questa bevanda al suo nome. In campagna qualcuno ci faceva pure “l’acqua d’orzo”, un decotto utile a combattere il catarro bronchiale, i disturbi gastroenterici e la cirrosi epatica. “In un litru d’acqua se mittia un par de macenate d’orzo a bujì’ per un par d’ore, po’ se firtrava co’ un telu, se zuccherava, ce se ‘gghjugnia (aggiungeva) lo sugo de quattro limù’ e che scorza sempre de limó'”.

orzo

“Lu bbrustulitore” a padella

“Lo caffè de cicoria”, invece, veniva ricavato dalle radici della stessa. La vergara le “rlaàva, le sciuccava, le tajava a fette fine, le facia seccà’ a lu sòle, le ‘bbrustulia, le ‘cciaccava fino a purvirizzalle dentro lu mortà’ e po’ le facia vujì’ e colava lo liquido ottenuto”.
La prima tazza del “caffė” di cicoria sembra sia datata 1600 ad opera del botanico veneto Prospero Alpini, utilizzò questo decotto come alleato del fegato, ma la sua diffusione in Italia, come “caffė d’orzo”, si ebbe nella prima metà del ‘900, con gli embarghi e la miseria ancora più marcata. In campagna ci si arrangiava e ci si ingegnava, ecco allora che “lo caffè d’orzo e de cicoria”, volenti o nolenti divennero le bevande più popolare d’Europa. Anche “lo caffè de cicoria”, era un ottimo digestivo, combatteva il diabete e curava gli inestetismi della pelle. “Po’ la cicoria in campagna era facile ttroalla”, li sordi non c’era, l’erbe tutte quelle che vulivi”.

macinino-orzo

“Lu macinittu”

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X