Elcito, Canfaito e il dialetto:
“Il Vaccino” di Edoardo Ferraro
verso il grande schermo
CINEMA - Il corto del regista maceratese, vincitore del bando Marche Landscape Cinefund dedicati al paesaggio sarà distribuito dalla Elenfant Film
di Francesca Marsili
1928. Elcito, un paesino sperduto nell’entroterra marchigiano. La rocambolesca corsa contro il tempo del medico condotto per salvare la vita di un ragazzo dove il nemico da combattere è soprattutto la paura negli abitanti alimentata dall’ignoranza. Un cortometraggio che racconta una cultura contadina che appartiene al nostro territorio, dove povertà e superstizione fanno resistenza alla fiducia, in una storia immaginata…. ma neanche più di tanto. “Il vaccino”, l’ultima fatica del regista maceratese Edoardo Ferraro la cui realizzazione si è conclusa la scorsa estate, è attualmente, grazie alla “Elenfant Distribution”, in promozione nei più importanti appuntamenti cinematografici del genere, in attesa di una proiezione pubblica sul territorio marchigiano prevista indicativamente per i primi mesi del 2020. La sceneggiatura de “Il Vaccino” scritta a quattro mani, è stata coideata dal regista assieme ad un altro giovane talento maceratese, lo scrittore Leonardo Accattoli.
Sono state girate tra la Faggeta di Canfaito e l’arroccato borgo di Elcito le riprese esterne, luoghi ideali per riprodurre l’isolamento territoriale della piccola comunità al centro della vicenda, causa anche della loro ottusità, oltre alla presenza di caratteristiche case in pietra che ben si inserivano nel periodo storico in cui il corto è ambientato. Le riprese interne hanno invece trovato location in un tipico casale marchigiano nel territorio di Morrovalle. La fedele ricostruzione scenografica degli arredi di fine anni 20 assieme ad un’accurata realizzazione dei costumi, ha impiegato gran parte del budget. Protagonista maschile l’attore toscano Sergio Albelli, diretto in passato da Spike Lee in “Miracolo a Sant’Anna”, da Mario Martone in “Il giovane favoloso” e Paolo Virzì in “La pazza gioia” solo per citare alcune collaborazioni. L’attrice fermana Rebecca Liberati veste invece il principale ruolo femminile, molti altri gli attori locali che hanno recitato nei quindici minuti, la durata del corto.
Creata dalla fantasia dei due maceratesi, dopo approfondimenti storici legati al nostro territorio, la vicenda al centro de “Il vaccino”, si sviluppa tutta in una grottesca e concitata notte. E’ la storia di un giovane che arriva in fin di vita dai boschi, necessitando di una trasfusione urgente che i mezzi del medico condotto non possono garantire. Così il dottore è costretto a una snervante trattativa con i fratelli Tartapè, due abitanti del luogo che approfittano della paura dei compaesani per lucrare sul loro stesso sangue. Nel mentre arriva Guendalina, una ragazza che secondo i genitori si è macchiata di un peccato imperdonabile.
«Credo che il corto abbia anche una valenza didattica” spiega il regista. “E’ interessante comprendere cosa rappresentasse ad inizio secolo scorso la figura oramai dimenticata del medico condotto. Una figura carica di responsabilità: era dottore, veterinario, psicologo, pediatra, un punto di riferimento con funzioni diverse a seconda del contesto in cui operava, talvolta molto poveri dove la grettezza mentale si mischiava alla superstizione. Il vaccino nel mio film diventa il veicolo per l’apertura mentale dopo una storia drammatica a tratti bizzarra. I dialoghi nel corto sono quasi esclusivamente in dialetto maceratese.
Normalmente il nostro dialetto è messo alla berlina dipingendolo come poco dignitoso in ambito cinematografico. Io come filmmaker marchigiano, ho voglia di raccontare non solo le storie legate al nostro territorio ma ci poniamo l’obiettivo di sdoganare il dialetto marchigiano raccontando anche il nostro modo di parlare» afferma Ferraro che non nasconde l’impazienza di vedere il suo lavoro sul grande schermo. “Il vaccino”, vincitore del Bando di sostegno alla Produzione di Cortometraggi – U35, è stato sostenuto da Marche Landscape Cinefund, progetto ideato da Marche Film Commission – Fondazione Marche Cultura e appoggiato e partecipato da Regione Marche – Servizio Urbanistica, Paesaggio, Informazioni Territoria. Proprio in questi giorni è stato diffuso online il trailer.
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