I Gulliver ricordano Luciano Capparucci
in apertura della sagra della Polenta
TREIA - La storia vivente della musica maceratese a Santa Maria in Selva con un concerto dedicato all'amico recentemente scomparso, componente della band “The Lady Death”
di Maurizio Verdenelli
Quarantatrè anni di vita felice. Un auspicio di successo per la nuova edizione (la 44esima) della Sagra della Polenta per cui Santa Maria in Selva, minuscola frazione treiese, è famosa nel Belpaese grazie pure al presidente onorario dell’associazione italiana dei Polentari: don Giuseppe Branchesi, il suo ottantenne parroco inamovibile -passano i vescovi, ma don Peppe resta un’istituzione e lui al solito ci ironizza sopra: «Chi puo’ trasferirmi?…sono già (stato) spostato». Domani sera l’inaugurazione della kermesse che impegnerà tradizionalmente gli amanti dell’oro a tavola per due intensi week end. E a chi se non ai “Gulliver”, che di anni ne hanno 53, poteva essere delegata la festosa inaugurazione della sagra all’ombra dell’antica grancia dell’abbazia di Chiaravalle di Fiastra? Una storia, la loro, che inizia nel 1966 quando tre giovanotti di Villa Potenza, Giovanni Giulietti, Filippo Agnetti e Roberto Garofolo con la passione per la musica (tanti i complessi che nascono in quegli anni formidabili pure a Macerata come documentato dal libro”Ti ricordi, Joe?” di Paolo Bravi) si uniscono al cantante chitarrista Vittoriano Gallozzi e costituiscono il gruppo grazie all’aiuto di Don Ennio Salvadei fondatore della storica banda musicale di Villa Potenza, e al mecenate Silvio Agnetti -il quale finanzia i primi acquisti di strumenti e dell’attrezzatura necessaria. La band incomincia ad esibirsi dall’inizio del 1967. La “prima” proprio al teatrino della chiesa di Villa Potenza, sold out.
Dopo anni di serate, matinée e gare tra complessi allora di moda, Vittoriano e Filippo lasciano. Roberto e Giovanni si uniscono a Ugo Cervigni alle tastiere, l’indimenticabile Luciano Capparucci alla chitarra, Maurizio Borgiani alla batteria formando dal 1969 al 71 il gruppo “The Lady Death”. Nel 1972, ulteriore cambio di formazione e di nome. Al posto di Ugo, Luciano e Maurizio ecco Giuseppe ‘Peppe’ Polenta (nomen omen domani a Santa Maria in Selva) alla batteria. Si tratta di un buonissimo acquisto: Peppe suonava con gli Assi di Montecassiano, cui viene ‘strappato’ come fosse Cr7! Ed inoltre: Renzo Ruffini al sax, clarinetto e, al flauto traverso (suonava il clarino ed il sax con vari gruppi e la banda); Federico ‘Fifo’ Corsalini alla chitarra e voce. E’ stato lui, imprenditore verace, che mette insieme tutti per formare la ‘Prima edizione’. Poi un altro tastierista: arriva Giacomo Garofolo fratello di Roberto. Dopo alcuni anni e vari cambiamenti Renzo, Peppe, Roberto e Giovanni incontrano Marco Poeta celebre chitarrista di Recanati. Con lui inizia una collaborazione che li porterà ad incontrare Piero Cesanelli fondatore e direttore artistico di Musicultura. Da questa collaborazione nascono I Gulliver che registrano nel biennio 1984-85 un Q Disc con quattro brani composti da Cesanelli e cantati da Marco Poeta: Zuppà, Andare in giro, Gianni, L’autista. La registrazione avviene presso gli studi Malleus di Recanati con la collaborazione di Renato Gasparrini (chitarra), Ugo Cervigni (piano), Umberto Cervigni (percussioni).
Dopo pochi anni Marco segue la sua brillante carriera e I Gulliver lo sostituiscono alla chitarra con Giovanni De Angelis il quale lascia nel 2002 sostituito da Sante Latini virtuoso chitarrista anch’egli nonché bravissimo attore di teatro. Successivamente sul palco arriva Carlo Pieristè, chitarra d’accompagnamento. Nell’agosto del 2010, il gruppo composto da Sante, Roberto, Renzo, Peppe, Giovanni e Carlo, richiama Ugo e Umberto Cervigni per un grande concerto a Montecassiano. Dal 2011 ad oggi questa è la formazione dei Gulliver: Carlo Pieristè, chitarra e voce; Giovanni Giulietti, chitarra basso; Giuseppe Polenta, batteria; Renzo Ruffini, sassofoni, flauto, clarinetto; Roberto Garofolo, tastiere, voce e chitarra. Per questa stagione di concerti, alle tastiere Gabriele Paci. Insomma un’importante vicenda con nomi che hanno fatto la storia della musica marchigiana e non solo: Piero Cesanelli, Marco Poeta, e l’indimenticabile don Ennio Salvadei. «Nel cuore ci resta pure il carissimo Luciano Capparucci, che un destino crudele ci ha strappato troppo presto. Ci spronava a fare sempre meglio ed era un esempio per tutti. E’ morto in primavera ma è come fosse qui con noi, sempre. Il concerto di Santa Maria in Selva sarà proprio dedicato a lui, Luciano che era passotreiese e che amava la musica e la sua terra» dicono “I Gulliver”.




