In sette mesi
duemila infortuni sul lavoro
DATI - In provincia leggera riduzione, rispetto allo scorso anno, del numero di persone che si sono ferite lavorando. Sedici i morti nelle Marche
Oltre duemila infortuni sul lavoro da gennaio a luglio di quest’anno in provincia di Macerata (un calo dell’1,1 percento rispetto al 2018), nelle Marche però sono in aumento gli infortuni (174 in più rispetto all’anno passato). I dati sono stati diffusi dall’Inail ed elaborati dalla Cgil Marche. Nei primi sette mesi dell’anno sono stati denunciati 11.204 infortuni nelle Marche, 174 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (più 1,6%), in controtendenza, rispetto al livello nazionale in cui si registra un leggero calo. Nelle Marche, crescono in particolare gli infortuni in occasione di lavoro (+2,3%) mentre quelli in itinere sono diminuiti (-2,8%). Il territorio che presenta un incremento significativo di infortuni è quello di Ancona (+5,5%), seguito da quello di Pesaro Urbino (+1,9%). In calo gli infortuni denunciati negli altri territori: Ascoli (-3,2%), Fermo (-2,1%), Macerata (-1,1%). «Questi dati evidenziano come ogni giorno si consumi una strage silenziosa di cui si parla troppo poco e soprattutto si fa troppo poco per evitare – dicono Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche e Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche e responsabile salute e sicurezza. Le nuove regole sugli appalti, le gare al ribasso e la giungla dei subappalti e, in generale, la precarietà e il lavoro sempre più frammentato, cosi come un sistema pensionistico che, oltre ad aver innalzato l’età lavorativa, non tiene adeguatamente in considerazione la gravosità di molti lavori, rappresentano ulteriori e pericolosi fattori di rischio». I dati sugli infortuni sul lavoro dicono che i più colpiti sono i lavoratori dell’industria manifatturiera dove però gli infortuni denunciati diminuiscono leggermente (-0,7%). Crescono però in modo rilevante nel settore delle calzature e abbigliamento (+16,4%), nella chimica, nel legno-mobile (8,6%), chimica, gomma, plastica (+7,4%), mentre sono in calo nella meccanica (-6,9%). Rilevante l’incremento nelle costruzioni (+14,1%), nel commercio e riparazioni (+8,2%), nei trasporti (+4,9%) e soprattutto in agricoltura (+14,2%). Crescono del 6,9% gli infortuni per chi ha meno di 19 anni e del 3,7% per chi ha tra i 20 e 29 anni. Anche i migranti sono tra i più coinvolti dal fenomeno: per i lavoratori extra comunitari gli infortuni denunciati sono cresciuti in modo rilevante (+9,5%). Stabili gli infortuni dei lavoratori italiani e quelli provenienti da altri Paesi. Sono 16 i lavoratori che hanno perso la vita dall’inizio dell’anno: 2 donne e 14 uomini. Nel complesso sono 9.647 gli infortuni sul lavoro e 1.557 per andare a lavoro. Ad Ancona denunciati 4.057 infortuni, 1.378 ad Ascoli, 859 a Fermo, 2.177 a Macerata e 2.733 a Pesaro e Urbino.

Ma il confronto con l’anno scorso non si può fare perché quest’anno non è finito!
I sindacati come sempre fanno allarmi senza che l’allarme ci sia…
se togliamo il sonno e il tempo passato x mangiare,la gran parte della giornata uno la passa al lavoro…quindi come si fa ad arrivare al rischio zero? impossibile..
tolte le violazioni più clamorose per limitare gli infortuni,ma chi usa forbici si taglia,in officina si può scivolare o urtare qualcosa x pura distrazione o fretta ,nei calzaturifici di anni fa c’era anche da schivare le forme lanciate x rabbia dal titolare…. a me colpisce l’infortunio denunciato in maniera esponienziale dagli extracomunitari… capito il sistema …aia me so fatto male e ce ne stiamo a casa?