Schianto tra auto e moto:
40enne muore sulla Regina
POTENZA PICENA - Un motociclista, Manuel Biagiola, stava tornando a casa quando è stato travolto da un'auto e trascinato per diversi metri. Hanno cercato di rianimarlo ma non si è ripreso. Alle ultime elezioni era candidato nella lista di Edoardo Marabini. Il conducente della vettura, un 37enne di Porto Recanati, è stato portato all'ospedale di Torrette in eliambulanza. FOTO/VIDEO
di Gianluca Ginella e Laura Boccanera
(Foto di Federico De Marco)
Travolto da un suv, la sua moto sbalzata in aria lungo la Regina: è morto così Manuel Biagiola, 40enne di Potenza Picena. È morto a pochi metri da casa intorno alle 12 di oggi mentre tornava per pranzare. Un dramma che ha scosso la cittadina: Manuel, ingegnere dipendente della ditta Nsc service, azienda che si occupa di trivellazioni. A Potenza Picena alle ultime elezioni era stato candidato consigliere nella lista di Edoardo Marabini.
Doveva svoltare per tornare a casa, un tragitto che percorreva quotidianamente, pochi chilometri, fra la ditta e la casa di campagna dove viveva in una dependance, vicino all’abitazione di famiglia. Invece la vita di Manuel Biagiola è finita pochi metri prima che imboccasse l’incrocio di contrada Potenza, a Potenza Picena, lungo la strada Regina, per rincasare. Intorno alle 12 di questa mattina Biagiola era in sella alla sua moto Yamaha e stava andando in direzione di Recanati quando, giunto all’incrocio, ha svoltato a sinistra per andare a casa sua. In quel momento, nella stessa direzione su cui viaggiava il motociclista, è passato un Suv della Toyota. Forse un sorpasso, forse una manovra azzardata: il conducente della Toyota, un 37enne di Porto Recanati, per cause in corso di accertamento, ha colpito violentemente la moto di Biagiola. Il centauro è stato sbalzato in aria e in avanti di venti o trenta metri. L’auto è finita dentro una scarpata nel lato sinistro della carreggiata. Pure la moto del 40enne è finita dentro una scarpata, sul lato opposto rispetto a quella dove si trovava l’auto. Il corpo di Manuel invece è rimasto a terra, col casco ancora indossato. «Abbiamo sentito una botta tremenda, siamo usciti, mia figlia ha visto dalla finestra la moto che volava nel fosso – racconta una vicina di casa – all’inizio non sapevamo chi fosse, poco dopo però le prime notizie ci hanno messo in allarme, ma speravamo che si potesse salvare.

Il luogo dell’incidente
L’altro ragazzo a bordo dell’auto aveva un grosso ematoma e rigonfiamento in testa, lì per lì ci siamo avvicinati, era sotto choc e preoccupato per le sorti del motociclista». Immediati i soccorsi dopo l’incidente. Sul posto è intervenuto il 118 che ha allertato l’eliambulanza, giunta nella zona dell’incidente. Gli operatori dell’emergenza si sono subito attivati per cercare di rianimare il 40enne. Ma la situazione era disperata. Mentre per circa un’ora i soccorritori hanno cercato di far riprendere Biagiola, sul posto sono arrivati il padre e il fratello che lo aspettavano per pranzo (Biagiola non era sposato e conviveva con la compagna). Ferito nell’incidente anche il 37enne che guidava l’altra vettura, portato in eliambulanza all’ospedale di Torrette, ad Ancona. Le sue condizioni non sarebbero gravi e avrebbe riportato un trauma cranico. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri, polizia stradale, polizia locale. I carabinieri si sono occupati di ricostruire la dinamica dell’incidente. La strada Regina è stata chiusa per permettere i soccorsi e questa mattina si sono formate lunghe code.
(Ultimo aggiornamento alle 16,40)












Questo è il momento del cordoglio:
R.i.P e condoglianze alla famiglia.
E questo, scusatemi, delle polemiche:
Mentre altre regioni hanno doppie autostrade, da sempre questa strada e la vallata del Potenza, è stata abbandonata a se stessa, nonostante i morti che vi sono stati. Da ragazzo col ciclomotore via via col passare degli anni, ultimamente, da pensionato, visto che non ho fretta, la percorro rispettando la segnaletica e, specie d’estate, ne ho viste e vedo di tutti i colori; velocità superiore della permessa, e a volte anche di mezzi pesanti, nessun rispetto delle distanze, sorpassi azzardati di mezzi in fila senza poter capire cosa succede più avanti; oppure chi procede dormendo causando file interminabili, i trattori e le mietitrebbie che dovrebbero fermarsi lasciandosi sorpassare, e spesso non lo fanno. Non vedo più invece, e da decenni, delle pattuglie fisse o mobili, che sarebbero un sicuro deterrente. Se poi ci fosse un laser, a me non disturberebbe, magari non usato per multare chi procede a 72 all’ora: i tre fissi lungo il percorso non servono nulla, perché tutti li conoscono e rallentano solo in loro prossimità. Per non dire della miopia dei politici di allora, che hanno autorizzato l’edificazione di fabbriche e case, a ridosso della carreggiata; cosa che, anche volendo, ormai non permette più di aggiungere almeno una terza corsia, estremamente necessaria dato l’attuale enorme traffico.
Percorro tutti i giorni la Regina in moto… è una giungla: si passa dall’auto che sfreccia a quella che va a 40 all’ora nello spazio di 200 metri, dal trattore con la fresa attaccata dietro, al camion bulgaro/slovacco/turco che siccome non conosce la strada la fa tutta a passo d’uomo; passando quasi di sicuro per la carovana di scooter di bengalesi/pakistani che spesso senza fanali, rigorosamente in 2 su ogni motorino, procedono a 20 all’ora zigzagando pericolosamente proprio mentre ti avvicini (o mentre il camion di prima li sta superando)… il tutto su una strada davvero troppo stretta (e per la maggior parte con il baratro ai lati) e con davvero troppe intersezioni “stupide” che dovrebbero quantomeno essere razionalizzate. La freccia non la usa quasi nessuno, gli stop sono spesso un optional e in una giornata media devi fare il conto con almeno 2/3 “immissioni selvagge” di persone che semplicemente si buttano nel flusso senza minimamente preoccuparsi di chi sopraggiunge (e molto spesso, poi, per procedere a rallentatore). A queste si aggiunge chi sorpassa a 70 all’ora un camion che va a 68… e tu che vieni dall’altra parte devi quasi fermarti per farlo passare. E poi ci sono tutti i cretini (e, questi sì, potenziali assassini) che usano il cellulare… quelli che poi ti dicono che <> oppure, semplicemente, di rispondono <>.
Non so di preciso cosa sia successo ieri e non voglio assolutamente accusare nessuno ma su quella strada ci sono incidenti mortali con periodicità davvero allarmante ed è davvero amareggiante pensare che una tragedia del genere (una tragedia così immane) debba accadare a pochi passi da casa e dal lavoro mentre, semplicemente, stai andando a pranzo, perché nessuno è in grado di vigilare sul corretto utilizzo della strada…
DUE GIORNI ORSONO, SCRISSI, DELLA VIABILITA’ DELLA VALLE DEL POTENZA, COME UNA “ROULETT RUSSA”,SU DI UN’ALTRO SERVIZIO,… ED ECCOCI A PIANGERE UN’ALTRA VITTIMA…!!! E NELLA MAGGIORE DEI CASI, GIVANI..! QUA QUANDO INCOMINCEREMO AD OCCUPARCI PER UNA CIVILTA’ DI “COMUNI”, INTERESSI, E’ SEMPRE TARDI….!!!!
strada davvero pericolosa perché essendo rettilinea quasi nessuno rispetta il 70. Non servono gli autovelox fissi ma pattuglie della polizia in moto come ce ne erano una volta. Basti pensare che la strada è la stessa di 60 anni fa.
cosi