“Da 3 a 100: anni azzurri”,
uno scambio intergenerazionale
fra bambini e anziani

MONTECOSARO - Il progetto sottoscritto dall’istituto comprensivo Sant'Agostino e dalla residenza “Santa Maria in Chienti” dell’istituto Santo Stefano Riabilitazione

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Si chiamerà “Da 3 a 100: Anni azzurri” ed è un progetto pilota sottoscritto nei giorni scorsi dall’istituto comprensivo Sant’Agostino e dalla residenza di Montecosaro “Santa Maria in Chienti” dell’istituto Santo Stefano Riabilitazione. Il progetto è stato presentato nel corso di un bellissimo pomeriggio di incontro tra genitori e docenti, alla scuola Mandela di Montecosaro, nel corso del quale è stata sottoscritta la convenzione tra le due istituzioni. Un accordo che prevede inizialmente una durata triennale e che apre la strada ad un’importante collaborazione tra le due realtà operanti nel territorio. Presenti all’incontro Monica Pennesi, direttore della struttura Santo Stefano, Federica Lautizi, dirigente scolastico del Sant’Agostino, Emanuela Frapiccini, referente del plesso “Lussu” di Montecosaro, l’educatrice professionale Donatella Cintio e lo psicologo Stefano Galeazzi, referenti equipe psico socio educativa dell’Rsa e coordinatori del progetto unitamente alla Pennesi.

Pennesi-Lautizi-01-300x400Nello specifico il progetto si articolerà attraverso una serie di incontri con l’obiettivo di attuare uno scambio intergenerazionale volto alla conoscenza, al contatto umano, al recupero della relazione ed al benessere. Verranno svolte attività condivise dai bambini della scuola e gli ospiti dell’Rsa, come la pet therapy, la clown therapy, lo yoga del sorriso, il teatro dei burattini ed altri eventi interattivi. «Numerosi studi – dice la dottoressa Pennesi – individuano il legame intergenerazionale tra bambini ed anziani come fattore “protettivo” per il benessere psico fisico di entrambi attraverso il sostegno reciproco. Il modello progettuale di Strutture mirate alla crescita della solidarietà sociale intergenerazionale a livello di territorio rappresenta un’espressione assolutamente moderna ed innovativa della gestione della fragilità in diverse fasi della vita». La dirigente Lautizi ha sottolineato «l’importanza di condividere spazi e risorse, umane e materiali, per la realizzazione di progetti volti a raggiungere le finalità condivise dell’inclusione, del valore della solidarietà e della sensibilizzazione verso i soggetti più fragili». In modo programmato con cadenza quasi settimanale, bambini ed anziani si ritroveranno insieme per creare momenti ludici didattici e di benessere, nello specifico i bambini entrano in contatto con una realtà diversa e prendono consapevolezza della diversità/naturalità dell’invecchiamento con esempi assolutamente positivi e coscenza sociale nei confronti della fragilità; i nonni ritornano bambini e si sentono utili ed apprezzati con l’opportunità di raccontare la loro storia e la loro preziosa esperienza del vissuto. Entrambi diventano ricchezza gli uni per gli altri.

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