Unimc, 729 anni di sapere:
«Sempre più valore internazionale
ma scarsa attenzione dal Comune»

MACERATA - Al teatro Lauro Rossi l'inaugurazione dell'anno accademico 2018 / 2019 all'insegna di Università, cultura e dialogo. Siglato dagli atenei partner l'incipit della "Carta di Macerata" un documento per una sempre maggiore collaborazione. Il rettore Francesco Adornato: «Investiamo molto nella città e vorremmo maggiore disponibilità dai nostri interlocutori naturali. Serve un tavolo di programmazione, non incontri motivati da convenienze occasionali». LE FOTO

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La pergamena di intesa tra le università partner

 

di Marco Ribechi (foto di Fabio Falcioni)

Inaugurazione del 729° anno accademico, a Macerata soffia il vento di internazionalizzazione ma il rettore Adornato chiede più attenzione alle istituzioni locali, riferendosi in particolare al Comune con cui i rapporti sono tesi da diverso tempo. 

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Il rettore Francesco Adornato

Università, culture e dialogo sono le tre direttive chiave che hanno guidato l’importante giornata per l’ateneo maceratese, conclusa con un accordo tra tutte le università partner per elaborare la Carta di Macerata, ovvero un impegno concreto verso una sempre maggiore condivisione di pratiche, intenti e sapere. I rappresentanti delle Università partner di Albania, Cina, Francia, Polonia, Russia, Spagna e Ucraina, insieme al rettore Francesco Adornato, hanno posto la loro firma sulla pergamena proiettando l’ateneo in una sempre più concreta e ampia dimensione internazionale.

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Il direttore generale Mauro Giustozzi

Infatti, come ricordato dal direttore generale Mauro Giustozzi «mentre in Italia si fa difficoltà ad abbandonare la competitività interna per dar vita a un sapere sempre più condiviso, Unimc vanta una presenza internazionale superiore alla media con rappresentanze di 60 paesi provenienti da quattro continenti». Nel suo discorso di saluti il direttore generale ha ricordato anche la mole di investimenti con cui l’Università rende forte la sua presenza in città e nel territorio: «Il frutto più maturo di questo processo di internazionalizzazione è il restauro di Villa Lauri – prosegue Giustozzi – che vede il recupero della villa storica e del parco messo a disposizione della città. Inoltre sono stati completati i lavori per il recupero dell’Orto dei Pensatori, della Biblioteca giuridica centrale e sono in corso gli iter progettuali per realizzare nuovi impianti sportivi in viale Indipendenza e per l’ampliamento del Polo Bertelli di Vallebona dove entro il 2019 sarà realizzata anche una fermata della tratta ferroviaria. Il nostro è un Ateneo – faro in quanto motore culturale, sociale ed economico per il territorio in cui insiste che è stato sconvolto anche dai fatti sismici del 2016».

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In prima fila il vicesindaco Stefania Monteverde con il governatore Luca Ceriscioli

Per questo il rettore Francesco Adornato, di fronte a una platea che vede l’assenza giustificata del sindaco Romano Carancini, impegnato in Cina, ha voluto precisare: «Ho molto rispetto per le istituzioni a causa della mia formazione – dice il rettore – ma, se non altro per i contributi che l’ateneo offre alla città, esso meriterebbe ben diversa attenzione e disponibilità da suoi primi interlocutori naturali, a partire da un tavolo di ampio confronto strategico e non da incontri motivati da occasionali convenienze». Adornato ritrae l’Ateneo come «Un attore sociale più che mai strategico per la città anche per via degli investimenti e degli effetti diretti e indiretti della presenza vitale degli studenti senza i quali la componente sociale della città sarebbe totalmente diversa».

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La sala del Lauro Rossi

E proprio il legame tra passato e futuro rappresenta la visione che guiderà l’ateneo verso un avvenire in grado di elaborare strategie nuove per affrontare le sfide della società. E’ Gian Paolo Brizzi, professore emerito dell’Università di Bologna a tracciare un’identikit delle Università dalla loro fondazione fino all’attualità in cui lo studio è il potere intellettuale è inteso come pilastro fondamentale della società. Proprio attraverso l’apertura del sapere e la collaborazione tra atenei si può sviluppare quello spirito europeo che dovrebbe caratterizzare la contemporaneità. In apertura, dopo il corteo guidato dai tamburelli che si è snodato tra il rettorato e il Teatro Lauro Rossi, anche gli interventi di Elisabetta Baldassini, rappresentante degli studenti, Antonella Tiberi, rappresentante del personale tecnico amministrativo e Giuseppina Larocca Rappresentante del personale docente tutti intesi a ribadire l’importanza di una dimensione internazionale a più livelli che coinvolga i vari attori dell’Università.

 

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