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Oltre 300 in piazza contro Pillon,
momenti di tensione
al corteo di protesta (FOTO/VIDEO)

CIVITANOVA - Il senatore invitato dall'amministrazione al convegno sulla famiglia è stato contestato da movimenti femministi, centri sociali ed ex amministratori. Tra questi Cristiana Cecchetti: «A caccia di voti sulle spalle delle famiglie civitanovesi». L'ex sindaco Corvatta: «Così violentano le istituzioni»
sabato 6 Aprile 2019 - Ore 00:02 - caricamento letture
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di Federica Nardi (foto Federico De Marco e Federica Nardi) (video di Andrea Petinari)

Oltre 300 persone da piazza XX Settembre verso l’hotel Miramare hanno provato a far ascoltare il dissenso della città al senatore Simone Pillon, invitato dall’amministrazione di Civitanova. Una scelta contestata sia dai movimenti femministi e per i diritti (provenienti da diverse parti della regione), sia dai centri sociali e anche dagli ex amministratori. In prima linea infatti stasera c’erano anche l’ex sindaco Claudio Corvatta e l’ex assessora Cristiana Cecchetti, intervenuti a inizio serata durante l’assembramento delle 21.

L’ex assessore Cristiana Cecchetti

«Non vogliamo impedire a nessuno di parlare. Non abbiamo niente contro la famiglia tradizionale. Stanno costruendo un finto attacco. Nessuna persona democratica ha qualcosa contro la famiglia. Sono loro che con il potere che hanno, stanno cercando di attaccare a testa bassa tutto quello che per loro non è un valore. Ma di valori ce ne sono tanti – dice Cecchetti – Nel disegno di legge Pillon ci sono cose assurde. E il signor Pillon che questa sera è invitato a spese dei civitanovesi e lì a parlare di famiglia. Mentre lui a Verona ha detto delle altre famiglie le cose più turpi e vergognose. Se lo inventano di difendere la famiglia tradizionale. Cercano solo voti». E Corvatta subito dopo: «Io da ex sindaco dico che è una vergogna quella roba, non è istituzionale. È un utilizzo privato delle istituzioni. Che vengono violentate. È propaganda della versione di una parte che getta discredito sugli altri. L’istituzione sta qui, sta in piazza». Tanti gli interventi prima che il corteo si muovesse. Una ragazza ha ribadito il messaggio contenuto in molti cartelloni: «Dicono che difendono la vita ma sono i primi che lasciano morire le persone in mare. La nostra famiglia sono tutti coloro che lottano per la libertà». Con metà piazza piena di persone, il corteo si è mosso per raggiungere la sede dell’incontro con Pillon ma subito le forze dell’ordine hanno contenuto le prime file, impedendo di avanzare. Momenti di tensione, con fischi e cori e qualche spintone, subito sciolti dalla decisione di arretrare e provare ad arrivare all’hotel Miramare dall’altro lato. Anche qui: niente da fare. Il corteo si è trattenuto diverso tempo fermo davanti al lido Cluana, intonando anche Bella Ciao e accusando al megafono Pillon di sfuggire al confronto. Non è mancato un momento di tensione quando alcuni manifestanti hanno lanciato un pallone con su scritto “Sì pallon no Pillon” in direzione delle forze dell’ordine. Intorno alle 23 i manifestanti sono tornati in piazza XX Settembre e la manifestazione si è conclusa, mentre Pillon ancora proseguiva il suo intervento poco distante. Sempre a Civitanova, nel pomeriggio, Cgil, Cisl e Uil insieme ad Anpi e Arci Macerata, hanno anticipato la manifestazione con un banchetto informativo per spiegare i motivi del dissenso al decreto, «nell’interesse della tutela dei diritti dei minori, delle donne e in generale di tutti gli individui», hanno spiegato in una nota congiunta

 

Qualche momento di tensione in testa al corteo

Claudio Corvatta

 

Il gazebo dei sindacati nel pomeriggio

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