Sferisterio in gestione ai privati,
Confesercenti: «Logica del profitto
controproducente per il turismo»

MACERATA - L'associazione di categoria invita le amministrazioni locali e i cittadini tutti ad una riflessione sulle scelte attuate
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Sferisterio_Macerata

Lo Sferisterio durante la stagione

Musei e monumenti delle Marche rispettano gli standard europei? Se lo chiede Confesercenti Macerata che, insieme a Confesercenti Marche, invita le amministrazioni locali e i cittadini tutti ad una riflessione sulle scelte attuate relativamente alla concessione e/o gestione privata di beni culturali che sono patrimonio ed identità della collettività. Riflessione è scaturita in seguito alla modifica delle tariffe per l’ingresso allo Sferisterio e ai musei della Rete di Macerata. Tra le novità il biglietto unico che a 10 euro consente l’accesso a tutti i musei ma abolisce biglietti per l’accesso ai singoli monumenti, ad esempio lo Sferisterio. Diverse rispetto al passato anche le tariffe per le scolaresche: alunni e alunne fino a 19 anni pagano 5 euro se entrano con la classe ed entrano gratis se vanno con la famiglia.

Confesercenti chiede quindi conto delle scelte sulla concessione o gestione privata dei beni culturali: «La normativa europea prevede che a concorrere in tali appalti possano essere soggetti provenienti dai paesi dell’unione secondo il principio della libera circolazione delle persone e delle merci ma quando ciò non avviene e, al contrario, la concessione di un settore delicato e potenzialmente produttivo come quello della gestione dei beni monumentali vede la presenza di un solo soggetto che impone una sorta di monopolio su più città della stessa regione, allora ci si chiede a quali criteri europei le amministrazioni comunali o regionali si ispirino. La vicenda di Macerata è paradigmatica di una situazione che coinvolge i musei e i monumenti di diverse città delle Marche dove gli orari di visita non rispettano gli standard europei, dove l’ingresso ai gruppi organizzati vede il problema di una prenotazione a monte con versamento anticipato dei biglietti senza possibilità di rimborso al momento e dove il biglietto unico comprende l’insieme delle strutture di una città a prescindere se queste vengano visitate oppure no».

Confesercenti insiste anche sul problema dell’immagine turistica della città stessa: «Quella che ne scaturisce è di uno scarso servizio e di una ricaduta negativa sull’indotto locale. La Confesercenti che, per sua natura rappresenta e tutela diverse categorie di lavoratori, dal piccolo commercio, ai liberi professionisti e da qualche anno a questa parte rappresenta anche le piccole imprese turistiche, crede opportuno rivedere molti degli aspetti di tale gestione e allo stesso tempo auspica che il lavoro di moltissimi professionisti del settore e delle attività commerciali non venga né svilito né tanto meno compromesso da una spietata logica del profitto che se favorevole alle casse del gestore privato, è controproducente per la città e i suoi cittadini».

 

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