Settant’anni trascorsi con il “peso”
di una “madre che non c’era”

ATENEO - Anna Agostiniani ha narrato la sua storia di bambina abbandonata alla nascita, adottata e abusata, in un libro presentato all’università di Macerata nell’ambito di una tavola rotonda sul tema dell’accesso dei figli non riconosciuti alla nascita alle informazioni sulle proprie origini 
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L’incontro a Unimc

di Alessandro Feliziani

Eh, cara Anna, quando a tredici anni non hai i genitori e nessuno bada a te, tutti gli uomini che incontri sono orchi. Fortunata tu che non lo sai… Avrei dovuto rispondere: «sì mamma, purtroppo lo so», ma non me la sono sentita di dare un dispiacere così grande ad una donna di 85 anni e le ho risposto: «no mamma, non lo so». È stata la bugia che sono stata costretta a dire il primo giorno in cui ci siamo parlate come madre e figlia.

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Irene Manzi, Barbara Vittori e Anna Agostiniani

Questa la parte – forse la più struggente – del racconto che Anna Agostiniani ha fatto della propria vita agli studenti del corso di laurea in scienze sociali dell’università di Macerata durante la tavola rotonda su un tema che riveste la necessità di un delicato bilanciamento tra aspetti giuridici e umani: “L’accesso del figlio non riconosciuto alla nascita alle informazioni sulle proprie origini e sulla propria identità”.  L’incontro, che si è svolto all’Aula Verde del Polo Pantaleoni, a Macerata, è stato promosso dal Consiglio delle Donne del Comune di Macerata, dall’Università e dalla Cooperativa sociale Meridiana. Al dibattito, coordinato da Barbara Vittori, hanno preso parte le docenti dell’ateneo maceratese Ninfa Contigiani, Paola Nicolini, Natascia Mattucci. È intervenuta anche Irene Manzi, la quale – come parlamentare nella scorsa legislatura – è stata firmataria di un disegno di legge di riforma della disciplina sulle adozioni, approvata alla Camera dei deputati, ma poi arenatasi al Senato. Disegno di legge volto a correggere le storture di una norma che di fatto impedisce a persone abbandonate alla nascita di conoscere la propria origine.

AGOSTINIANIAl centro del dibattito la “dura” infanzia di Anna, da lei stessa testimoniata in un libro di altrettanto duro realismo, dal titolo “Perché? Una storia vera” (editore Book Sprint) realizzato a cura di Michele Albini e Giulia Bornacin. Un libro autobiografico in cui la protagonista narra la sua personale e dolorosa esperienza di bambina abbandonata alla nascita, adottata e abusata. La voce di Anna Agostiniani, più volte rotta dall’emozione durante il suo racconto davanti alla platea di studenti, è stata “aiutata” dai due curatori del libro – entrambi attori nella vita – che hanno letto alcune pagine significative in cui la protagonista, nata il giorno di Sant’Agostino (ecco perché il cognome attribuitole al momento della registrazione allo Stato civile) di 71 anni fa nell’ospedale di Senigallia. Partorita da una donna che non volle essere nominata, la neonata fini in brefotrofio e all’età di quattro anni fu adottata da una famiglia che già a sei anni la trattava da “serva” e a dieci la “affidava” ad uomini rudi che frequentavano di sera e di notte la casa.

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Paola Nicolini (foto Falcioni)

Il desiderio di conoscere la sua vera madre scaturì forte in Anna durante i mesi della terza elementare, quando la maestra – dietro le continue insistenze della bambina – le spiegò il significato di “bastarda”, l’appellativo con cui i genitori adottivi l’apostrofavano quasi ogni giorno. Da allora non ha più cessato di cercare la donna che l’aveva partorita. Quella “mamma che non c’era” era quanto mai presente nel cuore di Anna e dopo più di sessant’anni, circa tre mesi fa, l’ha trovata. La donna, che oggi ha 85 anni, abita con un’altra figlia a Roma, città dove anche Anna Agostiniani vive, pur dividendo gran parte del suo tempo tra la capitale e la casa acquistata a Civitanova Marche. L’incontro tra madre e figlia – come ha spiegato anche Irene Manzi nell’illustrare la legislazione vigente in materia – è stato possibile grazie all’opera del tribunale di Roma che ha saputo dare attuazione, sul piano giurisprudenziale, ad una sentenza delle Corte costituzionale del 2013 con la quale è stato dichiarato illegittimo l’articolo sulle adozioni nella parte in cui tende a rendere immodificabile la scelta di “non voler essere nominata”, compiuta da una donna al momento del parto.

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(Foto Falcioni)

Quello che nel libro non c’è – perché pubblicato prima della “scoperta” – è la storia di quella giovane madre che nel 1948 aveva appena compiuto 14 anni. Orfana di entrambi i genitori, senza nonni o altri parenti e ormai giunta al nono mese di gravidanza, fu portata dalla sua terra, la Puglia, a partorire nelle Marche. Quello che oggi mi consola – ha concluso Anna Agostiniani davanti alla platea di studenti, è che mia madre non sa leggere e scrivere, quindi non potrà mai leggere il mio libro. Continuerà così ad ignorare le sofferenze che la sua bambina ha patito per tanti anni. Oggi Anna Agostiniani è sposata, ma non ha figli. I suoi “ragazzi” sono i tanti bambini abbandonati del Paraguay che lei aiuta con l’associazione Mango (www.associazionemango.org) e ai quali destina i proventi ricavati con la vendita del suo libro.

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(Foto Falcioni)

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(Foto Falcioni)

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(Foto Falcioni)

 

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(Foto Falcioni)

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Natascia Mattucci e Barbara Vittori (Foto Falcioni)



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