«Ospedale in area disagiata»,
Cingoli dà battaglia alla Regione
PIANO SANITARIO - Nuova protesta dell'amministrazione sotto palazzo Raffaello: è stato parcheggiato un camper con uno striscione in sostegno del nosocomio del Balcone delle Marche

Il camper parcheggiato sotto palazzo Raffaello
Protesta ad Ancona per riconoscere l’ospedale di Cingoli in area disagiata. Prosegue la battaglia del sindaco Filippo Saltamartini e della sua amministrazione dopo l’esclusione dell’ospedale cittadino dalle aree considerate disagiate. Aree in cui è stata inserita però Pergola, nel Pesarese, scatenando anche la protesta del consigliere regionale Gino Traversini che si è autosospeso dal Pd proprio per la poca chiarezza dei criteri.

La protesta del primo febbraio
Già il primo febbraio Saltamartini aveva scaricato un carico di neve davanti alla sede della Regione. Adesso è il turno di un camper parcheggiato sotto palazzo Raffaello, sede dove si svolgeranno le riunioni di giunta nel percorso di approvazione della delibera da parte della Commissione sanità regionale e dell’assemblea legislativa. Un documento contenente le contestazioni di merito e giuridiche alle decisioni adottate dalla Giunta del governatore Luca Ceriscioli è stato trasmesso allo stesso presidente della Regione e a tutti i consiglieri regionali, con la richiesta del Comune di audire l’Amministrazione civica e le associazioni dei cittadini. Lo stesso documento è stato inviato al Presidente del Consiglio delle autonomie (Cal) da parte del sindaco Saltamartini che è componente dello stesso organismo, per l’espressione del parere obbligatorio da parte dei sindaci componenti dell’organismo. La mobilitazione proseguirà per tutta la durata dell’iter di approvazione e, se non vi saranno aperture, si prevede di organizzare una manifestazione ad Ancona, manifestazione aperta anche ad altri comitati che rivendicano interventi sul servizio sanitario regionale. In uno degli striscioni appesi all’esterno del camper campeggia la richiesta al Presidente Ceriscioli di utilizzare meglio gli oltre 3 miliardi di trasferimenti statali che nel 2017 sono stati aumentati a fronte di ingiustificate carenze e tagli al servizio sanitario stesso.
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