Scintille in Consiglio,
l’opposizione lascia l’aula
CAMERINO - Al momento di votare modifiche al regolamento edilizio, non discusse nella conferenza dei capigruppo, Trojani e Caprodossi, di Comunità e territorio hanno abbandonato l'assise: «Sospettiamo ci sia qualcosa da sanare, interessi per la campagna elettorale ». La replica del sindaco: «Se fate certe accuse, abbiate il coraggio di fare i nomi»

Il consiglio comunale di Camerino
di Monia Orazi
Scintille l’altra sera in consiglio comunale a Camerino, con il gruppo di opposizione “Comunità e territorio” che ha abbandonato l’aula per protesta, quando si è trattato di approvare modifiche all’articolo 101 del regolamento edilizio comunale e di approvare una lottizzazione nel quartiere di Montagnano, punto poi rinviato per la mancanza della convenzione.

Il segretario Montaruli, il sindaco Pasqui ed il vicesindaco Lucarelli
Le modifiche, approvate dalla sola maggioranza, riguardano le previsioni di altezza e misure e distanze dalla strada di pensiline, fabbricati in legno per rimessa attrezzi, tettoie, loggiati, porticati e altre pertinenze secondarie di un fabbricato. «Non intendiamo restare ed approvare gli ultimi due punti – ha spiegato Fabio Trojani capogruppo di minoranza, anche a nome di Andrea Caprodossi, assente Marco Fanelli per malattia – non condividiamo quello sul regolamento edilizio non tanto sotto il profilo tecnico, quanto per la metodologia politica e la tempestività. Un punto come questo si doveva discutere in conferenza dei capigruppo, che non viene convocata da anni, segno di mancanza di pianificazione e mancato coinvolgimento nelle scelte. Ci viene il sospetto che ci siano situazioni da sanare ed aggiustare». Trojani ha poi ricordato che lo scorso novembre è uscito il regolamento edilizio tipo e che i centri del cratere hanno tempo cinque anni per adeguarsi. «Non riusciamo a capire – ha aggiunto, perché a fine mandato si porta all’approvazione un testo disomogeneo e non l’intero adeguamento al regolamento edilizio, dietro questa proposta ci può essere un interesse, ai fini della campagna elettorale».

I consiglieri di minoranza Caprodossi e Trojani
Subito è intervenuto il sindaco Gianluca Pasqui e si è innescato un vivace battibecco con Trojani. «Avete parlato di interesse per la campagna elettorale – ha detto il sindaco – per le pertinenze, le tettoie, non so di chi sia l’interesse. Lei segretario comunale e lei architetto (dell’ufficio urbanistica n.d.r) sapete di chi è l’interesse? Se fate certe affermazioni, abbiate anche il coraggio di fare nomi e cognomi. Se sapete dell’interesse di qualche cittadino fate i nomi. Avevo apprezzato il vostro emendamento sul regolamento anti-corruzione, ma non capisco allora perché puntate l’indice solo su un settore, esistono anche gli altri». Trojani ha risposto: «Stia tranquillo sindaco, lasci stare i tecnici, non sarò suo avversario alle prossime elezioni. Portare all’approvazione un testo disomogeneo con modifiche al regolamento edilizio comunale, crea sospetto, lei è un politico navigato, mi prendo la responsabilità di quello che dico». Dopo il consiglio, rispondendo ai giornalisti, il vicesindaco Roberto Lucarelli ha dichiarato: «Non è il primo consiglio con l’opposizione che esce dall’aula, regalandoci queste scene. Le modifiche apportate al regolamento, al di là di quanto suppongono i consiglieri di minoranza, vanno in senso contrario a ciò che loro dicono. Sino ad oggi una regola non c’è mai stata e si uniformano le costruzioni sinora realizzate a Camerino, meno c’è scritto su una norma, più è interpretabile ed è facile aggirarla». Il consiglio era iniziato con grande tranquillità. In apertura di seduta Pasqui ha informato che sta andando avanti la costituzione del comitato dei sindaci, incontratisi a Camerino due settimane fa, arrivato a cinquanta adesioni, il documento sul terremoto sarà poi spedito a Crimi. Il segretario comunale Angelo Montaruli ha poi illustrato il regolamento anti-corruzione, con Trojani che ha proposto un emendamento, per pubblicare all’Albo pretorio gli appalti sopra la soglia dell’affidamento diretto, dal 2019 pari a 150mila euro. Su proposta della maggioranza è stato ampliato ad appalti e forniture di tutti i tipi del Comune, anche al di sotto dell’importo dei 150mila euro.

Il gruppo consiliare di maggioranza