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Ventidue lettere, un anno:
le storie e i volti del 2018
Macerata nelle prime pagine del mondo

GLI AVVENIMENTI dalla A alla Zeta - Antifascismo, Baricentrico, Ceriscioli, Droga, Elezioni, Fenice, Gus, Hotel House, IGuzzini, Jovanotti, Lirica, Macrobiotico, Nomine, Orim, Pamela, Questore, Raid razzista, Sae, Troiani, Università vs Comune, Violenza sulle donne, Zapping. I fatti, i personaggi e le immagini scelti da Cronache Maceratesi come i più significativi degli ultimi 12 mesi, iniziati con la triste vetrina internazionale per il capoluogo e proseguiti da tutta una serie di eventi che hanno portato la provincia alla ribalta in Italia e all'estero
lunedì 31 Dicembre 2018 - Ore 18:05 - caricamento letture
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ANTIFASCIMO  – Sembrava una parola buona per le ricorrenze. Ma dopo l’attentato di matrice razzista e fascista di Luca Traini torna la necessità di rispolverarla. Sono 20mila le persone che da tutta Italia raggiungono Macerata il 13 febbraio per dichiarare la città “contro ogni forma di razzismo e fascismo”. Una sfilata pacifica e colorata, con preamboli preoccupanti (arriveranno i black bloc?) che si sciolgono non appena viene mosso il primo passo verso i tre chilometri di strada che abbracciano le mura cittadine. La settimana dopo la ben più numericamente modesta manifestazione comunale: “Macerata è libera, non violenta, antirazzista e antifascista”.

In 20mila da tutta Italia alla marcia antifascista del 13 febbraio

La Pignatta allestita dagli Antifa il 25 aprile

Sembra tutto ok quando il 25 aprile agli Antifa non viene in mente di appendere un fantoccio con le sembianze di Mussolini in piazza Cesare Battisti per farlo prendere a mazzate dai bambini. Arriverà anche la nipote Alessandra a rivendicare le scuse del sindaco per la sua famiglia. Ma Carancini, nonostante le dita puntate dritte sul naso, non cede alla provocazione e si mantiene sulle comunicazioni ufficiali che già vedevano il Comune condannare la carnevalata del 25 aprile. Macerata, del resto, è antifascista.

BARICENTRICO – Lasciate da parte compasso e matita, per il baricentro della provincia dove posizionare l’ospedale unico ci ha pensato l’algoritmo della Regione. Ma mai geometria fu meno euclidea. La scelta dell’anno scorso aveva detto che La Pieve a Macerata era la più “baricentrica” posizione per la nuova struttura. Anche in vista della bretella Mattei-La Pieve che è già finanziata e in attesa di progetto. Ma gli Archimedi di centro sinistra di Civitanova non la pensano così: era più centrale Montecosaro. A San Severino, nell’entroterra, non manca occasione perché il sindaco Rosa Piermattei provi a strappare promesse al governatore Luca Ceriscioli che a un certo punto le dice: «Se non si farà a Macerata, si farà da voi». Parola del professore di matematica. Ma alla fine le delibere, a oggi, vincono sui ripensamenti. E l’ok per La Pieve è arrivato, anche se di quasi un chilometro più in là rispetto al previsto a causa della vecchia discarica comunale che ha inquinato il sottosuolo. Il baricentro, in sanità, non è questione di fisica.

Il governatore Luca Ceriscioli

CERISCIOLI- Il governatore “ridens” comincia anche ad arrabbiarsi. Fa eleggere come nuovo segretario il pesarese Giovanni Gostoli, si tiene stretta la sanità al punto da far fuggire a gambe levate il preparatissimo Fabrizio Volpini che rinuncia alle deleghe. E poi comincia a dimostrarsi preparato anche sulle Marche a sud di Pesaro. Dal giorno dopo le elezioni che hanno portato anche alle dimissioni del segretario regionale Francesco Comi, il presidente capisce che il Pd qualcosa ha sbagliato. Nella pratica o nella comunicazione poco importa. Con la volontà ferrea di non andare alle primarie per le prossime elezioni regionali del 2020, Ceriscioli inizia anche a denunciare le mancanze per i territori colpiti dal sisma del 2016. Purtroppo, un po’ in ritardo sulla pazienza dei terremotati e un po’ troppo presto rispetto alla scadenza dei governi Pd che sono gli autori principali dell’immobilismo post sisma e delle promesse mancate. Tanto che mentre lui impugna il decreto con cui il neo commissario alla Ricostruzione Farabollini depenna le Regioni dalla sala decisionale, in molti giurano che non ne sentiranno la mancanza.

DROGA – Il 2018 è stato anche l’anno della droga. Chiave di quello che è accaduto a Pamela Mastropietro, la droga è stata al centro delle indagini di polizia, carabinieri e finanza. Indagini che in dicembre hanno portato a 27 misure cautelari disposte verso altrettante persone ritenute essere legate allo spaccio di droga in città. Ma continui sono stati i blitz ai Giardini Diaz e al parco di Fontescodella per contrastare la vendita di droga. Un aumento esponenziale di arresti e denunce nel 2018 da parte di tutte le forze dell’ordine. Per citare gli ultimi dati forniti, i carabinieri hanno effettuato 97 arresti (più 61% rispetto al 2017) e denunciato 225 persone per spaccio di droga. Tante le operazioni anche davanti alle scuole. Nel corso dell’anno si è concluso anche il processo di primo grado per lo sbarco di 9 quintali di droga a Porto Recanati che era avvenuto il 29 giugno del 2017. Lo scorso 7 novembre al Gup del tribunale di Macerata due persone hanno patteggiato 2 anni, una terza è stata condannata, sempre a 2 anni, in abbreviato, assolto un quarto imputato.

I quattro nuovi parlamentari maceratesi: Francesco Acquaroli, Giuliano Pazzaglini, Mirella Emiliozzi e Tullio Patassini. Rieletto Mario Morgoni

ELEZIONI- Disfatta del Pd ed exploit della Lega. Saranno ricordate così le elezioni politiche del 4 marzo che hanno fatto sorridere il partito del leader Salvini e il Movimento 5 Stelle i quali attualmente governano l’Italia in tandem. La provincia di Macerata non fa eccezione rispetto al resto d’Italia, anzi la Lega conosce un successo senza precedenti. E a Macerata, dove poco più di un mese prima Luca Traini, ex candidato della Lega a Corridonia, si rendeva protagonista di un raid razzista che ha profondamente segnato la storia della città, il Carroccio passa dallo 0,6% del 2012 al 20% di preferenze. Primo partito è il Movimento 5 stelle. Sono 5 i parlamentari maceratesi eletti: Francesco Acquaroli (FdI), Mario Morgoni (Pd), Tullio Patassini (Lega) e Mirella Emiliozzi (M5S) alla Camera oltre a Giuliano Pazzaglini (Lega) in Senato. Quest’anno si è anche giocata la partita delle comunali in 4 piccoli comuni maceratesi. A San Ginesio eletto Giuliano Ciabocco, a Gagliole Sandro Botticelli, a Penna San Giovanni vince Stefano Burocchi e a Ussita Vincenzo Marini Marini.

Tolentino, il teatro Vaccaj torna a splendere

FENICE – Il 10 settembre il Vaccaj di Tolentino, come la leggendaria fenice, risorge dalle ceneri dell’incendio che l’aveva distrutto dieci anni prima. Ma quella del teatro non è l’unica rinascita in provincia. Dove il sisma ha distrutto, in qualche caso, è arrivata la speranza. A Sarnano si chiama Andrea Bocelli. E’ lui insieme a Renzo Rosso a ricostruire la scuola media Leopardi. Un intervento da record nei tempi di realizzazione (150 giorni). All’inaugurazione le celebrità fanno sognare i presenti e canta anche Renato Zero, in un duetto commovente con il tenore che resterà alla storia. Sarnano nel 2019 realizzerà anche le nuove elementari, pochi giorni fa taglio del nastro con Miss Italia anche per il nido “Bimbi a bordo”. Quattro scuole in due anni per il centro dell’entroterra. A Gualdo il sindaco taglia finalmente il nastro della nuova scuola Romolo Murri costruita grazie alla solidarietà di Brescia. A Pieve Torina doppia festa per la scuola primaria e per l’asilo.

 

Andrea Bocelli e Renato Zero a Sarnano per la ricostruzione della scuola media

 

Paolo Bernabucci, presidente del Gus dal 1998 al 2018

GUS –L’omicidio di Pamela Mastropietro ha avuto ripercussioni sul mondo dell’accoglienza. Al centro delle critiche è finito il Gus, Gruppo umana solidarietà, che è la realtà che in provincia accoglie il maggior numero di migranti, conta circa 400 dipendenti e un bilancio di 20 milioni di euro. Critiche ma soprattutto indagini, peraltro partite ben prima del delitto della 18enne. La Guardia di finanza contesta alla onlus ricavi non dichiarati per oltre 39 milioni di euro con la richiesta della procura di sequestri per oltre 10 milioni di euro. Il Gus dal canto suo ha sempre dichiarato di aver rispettato le regole, di essere a conoscenza degli accertamenti già dal 2015 e di ritenere corretta l’interpretazione che hanno dato delle norme. Le indagini riguardano altre due onlus dell’accoglienza: Acsim e Perigeo. Altro problema per la onlus sono i due mesi senza stipendio dei dipendenti che hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione ai primi di novembre. Il Gus ha spiegato che il problema nasce dalla difficoltà a incassare crediti. Il 13 novembre invece Paolo Bernabucci annuncia di aver deciso di lasciare la presidenza della onlus. «Scendo dal treno, sono stanco» aveva spiegato. Era alla guida della onlus dal 1998. Al suo posto il 14 novembre è stato eletto il commercialista perugino Francesco Mario Perrotta.

I resti umani trovati vicino all’Hotel House sono della 15enne Cameyi

HOTEL HOUSE –  L’orrore stava a pochi metri dall’Hotel House di Porto Recanati, sepolto vicino ad un casolare. Sono circa le 11 del 28 marzo scorso quando i finanzieri scoprono un osso in via Santa Maria in Potenza. Si tratta di un femore ed è subito chiaro che si tratta di resti umani. Iniziano gli scavi, viene scoperto un pozzo, dentro altre ossa. Le indagini passano alla polizia. Altri scavi in un terreno, altre ossa. Vengono analizzate mentre si rincorrono le ipotesi e le voci: si parla di resti di più persone. Alla fine sono i resti di una sola persona, sono i resti di Cameyi Mosammet, la ragazza bengalese di 15 anni scomparsa da Ancona nel 2010 e le cui tracce erano sparite proprio a Porto Recanati. La procura raccoglie elementi che inchioderebbero il fidanzatino della ragazza, Monir Kazi, pure lui bengalese, che viene indagato per omicidio. Ma il giovane da anni non è più in Italia. La procura fa richiesta di sentirlo alle autorità bengalesi. Un invito al quale però il ragazzo non si presenta. Ma l’Hotel House di Porto Recanati è stato costantemente al centro della cronaca. Da regolamenti di conti per il controllo dello spaccio alle continue operazioni di polizia, carabinieri e finanza che si sono susseguite nel corso dei mesi e che hanno portato ad una serie di arresti e denunce. Il 16 settembre il ministro Matteo Salvini ha visitato il palazzone multietnico. «O l’Hotel House viene risanato oppure va abbattuto» aveva detto il leader della Lega nel corso della sua visita.

Adolfo Guzzini

IGuzzini illuminazione ha ceduto le sue quote alla svedese Fagerhult per 385milioni di euro appena prima di Natale ma l’accordo c’era già lo scorso ottobre.««Gli svedesi manterranno governance, struttura e livelli occupazionali. Saremo la punta di diamante del gruppo che diventerà leader mondiale – aveva detto Adolfo Guzzini ad ottobre, subito dopo la firma della lettera d’intenti, all’incontro annuale della Fondazione Merloni – Per iGuzzini aveva aggiunto non sarà un ridimensionamento ma un potenziamento. Si tratta di scelta importante perché la guerra di mercato ed i dazi potevano indebolirci». Gli accordi iniziali prevedevano che Adolfo Guzzini e Andrea Sasso restassero rispettivamente presidente e ad di iGuzzini, oltre ad assumere anche ruoli nel top management Fagerhult. La trasformazione, ben vista dal mondo imprenditoriale locale, ha invece prodotto non pochi dubbi nelle organizzazioni sindacali che hanno chiesto rassicurazioni. IGuzzini illuminazione è l’ultima di una lunga serie di aziende marchigiane “volate” all’estero. Inevitabile non pensare alla Teuco, creata da IGuzzini e poi ceduta al fondo Certina Holding. Tra le cessioni memorabili quella di Poltrona Frau a un fondo americano nel 2014 e la Fornarina ai cinesi nel 2016.

RISORGIMARCHE – Folla oceanica all’Abbazia di Roti di Matelica per il concerto Jovanotti

 

Jovanotti a Risorgimarche

Jovanotti – «Questo è l’ombelico del mondo!» Lorenzo l’avrà detto e cantato centomila volte nella sua lunga carriera, ma probabilmente non è mai stato così sincero come quella domenica d’agosto a Matelica in mezzo a 70mila persone. Per il gran finale di Risorgimarche Neri Marcoré ha voluto fare il regalo più grande alla sua terra e nei prati dell’Abbazia di Roti ha fatto arrivare nientepopodimeno che Jovanotti. Un pomeriggio di fuoco dove il cantante ha fatto ballare una marea di persone arrivate da tutta Italia. Un’esperienza che ha segnato così profondamente Jovanotti che non smette mai di raccontarla e ricordarla sulle sue pagine social e nelle interviste. «E’ stato incredibile – ha detto a Fabio Fazio in una recente chiacchierata a Che tempo che fa -. Neri Marcoré mi ha fatto vedere una foto del post concerto. Sul prato non c’era assolutamente una carta per terra. C’è un pubblico pronto a questa ecologia positiva. E’ da lì che mi è venuta l’idea per “tutto il casino”». Quel “casino” che arriverà anche nelle Marche, sulla spiaggia del Lido di Fermo, la prossima estate con il concerto-festa Jova Beach Party.

La ruspa nell’allestimento del Flauto magico

LIRICA  –  Il Macerata Opera Festival 2018 sarà ricordato per essere la stagione dei record (incasso totale di 1.263.394 euro, il più alto mai registrato) ma soprattutto per il Flauto magico di Vick Graham che ha diviso il pubblico e l’opinione pubblica animando persino il dibattito politico. Nel mirino le scelte del regista di fama internazionale che ha ambientato l’opera in un campo rom e ha trasformato il drago in una ruspa. Dettagli in cui la Lega ha letto riferimenti al suo leader e ai temi cari al Carroccio. In particolare l’onorevole Tullio Patassini ha parlato di «una indegna predica politica». La direttrice del Macerata Opera Festival Barbara Minghetti, per la quale è da registrare un esordio quanto meno coraggioso, ha difeso Vick: «La ruspa di Salvini? Vick non sa cos’è». Questo non è bastato a placare i salviniani  marchigiani che hanno parlato di «un’offesa ai cittadini», «una strumentalizzazione inaccettabile», «una bieca azione politica». Le critiche comunque non hanno avuto effetti sul botteghino, se non quello di far registrare il tutto esaurito per le 4 serate.

Una delle vittime di malnutrizione legata alla dieta macrobitoca

MACROBIOTICA –  Da Guru e padre della macrobiotica a leader di una presunta setta e che ora si trova anche a dover rispondere dell’omicidio della prima moglie, Gabriella Monti: è la parabola di Mario Pianesi. Una indagine choc quella delle procure di Ancona e Forlì che parlano di una psicosetta macrobiotica al cui vertice ci sarebbe Mario Pianesi. Oltre a lui tre gli indagati per il filone della psicosetta, tra cui la moglie Loredana Volpi, e due membri della segreteria Giovanni Bargnesi e Karl Xaver Wolfgruber (che poi si erano dimessi).

Mario Pianesi

A tutti viene contestata l’associazione per delinquere volta a compiere una serie indeterminata di reati contro la persona e la libertà individuale (minacce, maltrattamenti, esercizio abusivo della professione, riduzione in schiavitù) a loro volta strumentali per commettere illeciti di tipo fiscale. A Pianesi e Volpi vengono contestati anche una serie di reati volti alla riduzione in schiavitù. A Pianesi viene inoltre contestato l’omicidio volontario aggravato della prima moglie. La procura sostiene che la donna, che era stata colpita da un ictus, sarebbero servite terapie specifiche, controlli periodici e altri accorgimenti che – secondo l’ipotesi della procura – non sarebbero stati rispettati proprio a causa della filosofia pianesiana e dello stile alimentare, basato sulla somministrazione di cereali, a cui era stata sottoposta rigidamente la donna.

Il treiese Piero Farabollini nominato Commissario straordinario alla ricostruzione

NOMINE – Nuovo commissario alla Ricostruzione, nuovo prefetto a Macerata, nuovo arcivescovo a Camerino. Il 2018 è l’anno delle nomine. Piero Farabollini, il treiese geologo e docente Unicam, viene scelto dopo una lunghissima trattativa tra Lega e Movimento 5 stelle per ricoprire il ruolo chiave nella ricostruzione. Purtroppo a questa chiave manca ancora la porta. Tra un incontro con gli ordini professionali e i comitati, il nuovo commissario non sembra avere ancora il potere di influenzare il governo per accelerare le pratiche che stagnano negli uffici. Il “commissario del territorio” avrà il 2019 per provare a superare l’inefficacia dei suoi predecessori. Aria nuova invece nella Diocesi di Camerino.

L’arcivescovo Francesco Massara

Francesco Massara è il vescovo del popolo e lo dimostra presto. Si cala subito nei panni dei suoi fedeli alle prese con i problemi del sisma. Visita le zone rosse, bussa senza preavviso nelle sae per prendersi un caffé e fare quattro chiacchiere. Le chiese praticamente non ci sono nel cratere, ma la Chiesa non manca. A Macerata invece passata l’ondata della cronaca e cambiato governo arriva una nuova prefetta: Iolanda Rolli. Dalla prefettura vengono anche i due commissari per le amministrazioni che quest’anno perdono la giunta in seguito ai cesaricidi dei sindaci ad opera della maggioranza dimissionaria. A Treia arriva il vicario del prefetto Salvatore Angeri (in questi giorni indagato per la tragedia di Rigopiano). A Montefano il commissario invece è Marco Cacciaguerra, capo di Gabinetto sotto la precedente prefetta Roberta Preziotti.

 

Il 6 luglio l’incendio alla Orim di Piediripa

 

ORIM – Fiamme alte fino a venti metri, decine di esplosioni che si formavano sopra l’impianto simili a funghi di fuoco, e una nube spessa e nera che si vedeva a chilometri di distanza. Era il 6 luglio, il giorno dell’incendio alla Orim di Piediripa di Macerata. Il più vasto incendio che si sia mai visto in provincia negli ultimi anni dopo quello avvenuto al Cosmari di Tolentino nell’estate del 2015. Un rogo scoppiato all’interno del deposito dei solventi intorno alle 16,30. Da quel momento le esplosioni sono continuate per circa due ore. Per spegnere l’incendio sono intervenuti una 50ina di vigili del fuoco che intorno alle 19,30 sono riusciti a domare le fiamme. Il problema è stato poi quello di monitorare che il rogo non si rianimasse.

Le successive analisi non hanno riscontrato nell’aria parametri preoccupanti per la salute. Sono bruciate delle diossine ma anche in questo caso il valore non ha destato allarme. Il valore più alto misurato subito dopo il rogo è stato di 1.94 picogrammi per metro cubo, poi sceso fino a 0,10, «un valore che va paragonato con quello di altri incendi, e rispetto ad eventi simili i valori sono di gran lunga più bassi – aveva spiegato il direttore dell’Arpam, Tristano Leoni –. Quello al Cosmari aveva valori di alcune centinaia di picogrammi». Per quanto riguarda le acque invece è emersa una contaminazione del Chienti, all’altezza del depuratore di Sarrocciano, dove dopo l’incendio erano finiti metalli pesanti e solventi. La procura ha aperto un fascicolo sull’incendio e ha indagato un dipendente dell’azienda. Dopo il rogo la ditta a dicembre non aveva ancora ripreso l’attività, ma sono state completate le operazioni per la rimozione del materiale bruciano che è stato trasferito al coperto. Nelle scorse settimane c’è stata l’ultima segnalazione: cattivi odori che si sentivano nella frazione di Piediripa, alla Orim sono nuovamente intervenuti Arpam e vigili del fuoco. L’ipotesi è che i cattivi odori arrivassero da rifiuti che erano stati mossi.

Il corpo di Pamela Mastropietro trovato in due trolley a Casette Verdini

 

Innocent Oseghale
fermato dai carabinieri davanti all’abitazione di via Spalato il 31 gennaio 2018

PAMELA – Il 31 gennaio l’intera provincia e l’Italia hanno fatto i conti con uno degli omicidi più efferati mai commessi. Nelle prime ore della mattina, lungo la strada che da Casette Verdini sale verso Pollenza, sono stati trovati due trolley abbandonati ai margini della carreggiata. All’interno il corpo fatto a pezzi della 18enne romana Pamela Mastropietro, fuggita appena due giorni prima dalla comunità Pars di Corridonia. La sera stessa i carabinieri arrestano Innocent Oseghale, dopo un blitz in un appartamento di via Spalato a Macerata. Secondo le prove raccolte dagli inquirenti lì si è consumato l’orrore, il 30 gennaio. Il 29enne nigeriano è in carcere con l’accusa di omicidio volontario e violenza sessuale. Il processo davanti alla Corte d’Assise inizierà il 17 febbraio. In un primo momento erano stati accusati del delitto anche altri due nigeriani, Desmond Lucky e Lucky Awelima, poi scagionati.

Forza Nuova fermata dalla Polizia in piazza della Libertà l’8 febbraio

QUESTORE PIGNATARO –  – Il 12 febbraio Macerata torna nelle prime pagine dei quotidiani nazionali e nei servizi dei telegiornali. Questa volta la questione riguarda il trasferimento a sorpresa del questore Vincenzo Vuono che era a Macerata da soli tre mesi. La necessità di cambiare pare fosse legata alla volontà di invertire la tendenza, ma anche la vicenda Traini e la manifestazione di Forza Nuova quando alcuni manifestanti avevano raggiunto piazza della Libertà, avrebbero influito. A guidare la questura è stato chiamato Antonio Pignataro, esperto nella lotta al contrasto della droga. Il nuovo questore, giunto da Roma, appena arrivato in città ha avviato una serie di riunioni per comprendere la situazione. Poi ha dato subito la sua impronta.

 

Il questore Antonio Pignataro

Controlli serrati nelle zone dello spaccio a Macerata (Giardini Diaz e parco Fontescodella) ma anche a Porto Recanati, a Civitanova. Contrasto ad ogni situazione di disagio: pure a chi chiede elemosina in modo molesto e controlli al mercato di Civitanova contro gli abusivi che vengono fermati direttamente in stazione. Un cambio di rotta che c’è stato e che ha alzato il livello di percezione di sicurezza. Ma come lo stesso questore ha sottolineato, il livello dei controlli non si può abbassare perché basterebbe a rianimare il mercato dello spaccio. Pignataro è stato anche in prima linea nel contrasto alla diffusione della cannabis light con sequestri in alcuni negozi che sono stati chiusi. Nel brindisi in questura in occasione del Natale il questore Pignataro ha sottolineato: «Macerata è stata la città delle risposte».

 

In senso orario: gli spari dall’auto davanti all’H7 di Casette Verdini, Luca Traini, l’interno della Alfa 147 e la pistola, l’abbraccio tra un carabinieri e un poliziotto dopo che il 29enne è stato preso

Jennifer Otiotio in ospedale dopo la sparatoria di Traini

 

RAID RAZZISTA- E’ il 3 febbraio, una data che rimarrà impressa a lungo nella storia di Macerata e non solo. Sono passati appena tre giorni dal macabro ritrovamento del corpo fatto a pezzi di Pamela. Il 29enne Luca Traini, in una sorta di delirio da giustiziere, dopo aver sentito alla radio alcuni dettagli sull’omicidio della 18enne, prende la sua Glock 9×21, un carico di munizioni ed entra in auto. Sono circa le 11 quanto parte da Tolentino, da lì sarà il caos.

Il foro del proiettile sulla vetrata della sede del Pd in via Spalato

Traini raggiunge Macerata e inizia a sparare ai neri che incontra per strada. Ne ferisce sei, tre li manca, colpisce anche diversi locali e negozi, tra cui la sede del Pd. Un puro caso che non ci sia scappato il morto. Questo il bilancio del raid razzista che per circa due ore ha tenuto sotto scacco una città intera, con il sindaco costretto a imporre il coprifuoco. Il 29enne, con ideologie di estrema destra, viene arrestato davanti al monumento ai Caduti: sulle spalle una bandiera dell’Italia. Prima di consegnarsi fa il saluto romano. A ottobre la Corte d’Assise condanna Traini in abbreviato a 12 anni per strage con l’aggravante dell’odio razziale.

Luca Traini con la bandiera italiana sulle spalle al Monumento ai Caduti

Luca Traini all’uscita dalla caserma di Macerata

 

SAE – Le casette per i terremotati sono l’inizio, nel 2018, del controesodo dalla costa alla montagna. Ma la consegna è l’inizio anche dei problemi. Dopo le denunce della Cgil di Macerata sulle lavorazioni nei cantieri e sulle condizioni di sfruttamento degli operai, le sae appena “nate” cominciano a invecchiare precocemente: con la scossa del 10 aprile in alcune cadono i pensili. E poi pannelli montati già marci, impianti sbagliati, porte che perdono acqua, pavimenti dove crescono funghi e muffa. Dopo un primo tentativo di zittire i residenti che segnalano problemi non resterà altro che iniziare ulteriori lavori, costringendo decine di famiglie a essere sfollate di nuovo. In alcune aree la normalità resta un miraggio: ci sono ancora ruspe e mezzi al lavoro per le opere di urbanizzazione. Le sae sono temporanee, ma il danno è inquantificabile: ettari ed ettari di zone di montagna sbancati, colate di cemento in territorio di Parco nazionale. E a fine emergenza, secondo le previsioni della Regione, la patata bollente di mantenerle passerà ai Comuni. A invidiarle solo chi vive ancora in container a Tolentino. Almeno, nelle sae, i bagni e le docce non sono in comune.

TROIANI – Esplode il caso Troiani: le dichiarazioni del vicesindaco civitanovese salgono alla ribalta internazionale. Sul suo profilo Facebook Fausto Troiani esprime giudizi su Juncker definito “beone impunito”, su Angela Merkel “culona inchiavabile”, su Moscovici “ebreo rinnegato”, Macron per lui è un “diversamente maschio negrofilo” e poi ne ha anche per “Francesco e il suo staff di pedofili”. Affermazioni che indignano l’opinione pubblica che ne chiede le dimissioni dopo che il Troiani pensiero emerge con tutta la sua virulenza. Troiani in passato ha usato Facebook come sfogatoio personale con epiteti insulti e ingiurie contro le donne (Luciana Littizzetto e Laura Boldrini in primis). Ma ne ha anche per giornalisti, politici, per capi di stato, contro neri e omosessuali. Il caso si allarga tanto che l’Asur, l’azienda sanitaria per la quale Troiani lavora come chirurgo, apre un procedimento disciplinare. Anche la Procura ha aperto un fascicolo.

Il sindaco Romano Carancini e il rettore Francesco Adornato

UNIVERSITA’ VS COMUNE  – Non si vedeva un conflitto simile dai tempi di Don Camillo e Peppone. Ma qui la chiesa non c’entra niente. Resta un mistero il casus belli tra sindaco Romano Carancini e rettore di Unimc Francesco Adornato. C’è chi dice che tutto sia cominciato quando l’ateneo ha battuto la ritirata sul progetto delle piscine. Ma il loro dissapore diventa una valanga sulla politica maceratese quando l’ufficio tecnico del Comune si azzarda a rimandare al mittente il progetto per riqualificare l’ex Upim nel centro storico per la mancata previsione di un’adeguata illuminazione. Il Pd scende in campo per fare da paciere ma ormai la corda si è spezzata. I rapporti poi, nonostante volino parole forti in conferenza stampa, si riannodano. Ma l’ex Upim resta vuoto.

Era il 24 febbraio quando la 19enne pakistana Azka Riaz fu trovata morta in strada a Trodica di Mororvalle

Federica Luzio ha denunciato pubblicamente le violenze subite

 

VIOLENZA SULLE DONNE – Innocent Oseghale sotto processo per l’omicidio di Pamela Mastropietro. Muhammad Riaz indagato per l’omicidio preterintenzionale della figlia Azka (deve rispondere anche di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia). Le ossa di Cameyi ritrovate nel pozzo degli orrori a pochi metri dall’Hotel House di Porto Recanati, per cui è indagato l’ex fidanzatino, che è irrintracciabile. Renata Rapposelli scompare e poi ne vengono trovati i resti vicino al fiume a Tolentino: accusati il marito e il figlio, Giuseppe e Simone Santoleri. Sheval Ramadani a Civitanova getta l’acido e accoltella l’ex fidanzata Alina Emilia Pavel che si salva solo per l’intervento di altre persone. E poi un 28enne che decide di prendere a calci e pugni Federica Luzio, con cui si sta frequentando da meno di un mese, solo perché lei aveva ricevuto un messaggio dal suo ex.

Alina Pavel aggredita con tre coltellate e l’acido dall’ex fidanzato

E’ l’anno nero della violenza contro le donne in provincia. L’avvocatessa Bianca Verrillo, del centro antiviolenza, parla di 78 donne che a novembre si erano già rivolte al servizio per denunciare la loro condizione. Stalking, molestie, violenza fisica e psicologica. Più dell’anno scorso. Come forma di reazione anche i movimenti femministi in provincia prendono corpo. Prima la marcia dell’8 marzo per rivendicare l’alternativa sociale alla militarizzazione delle strade. Poi nasce la sezione maceratese di Non una di meno.

Simone Scipioni, 22enne di Montecosaro, ha vinto Masterchef

ZAPPING – Se quest’anno Macerata è stata protagonista in televisione di notizie terribili che hanno scosso tutto il Paese, allo stesso tempo sul piccolo schermo si è vista una provincia di talento, passione e solidarietà. Il vincitore di Masterchef, Simone Scipioni, ha conquistato i cuori dei telespettatori grazie alla sua semplicità e ironia, diventando vero e proprio eroe della sua Montecosaro. Un successo che è proseguito poi anche in libreria con il ricettario “Al mio paese”. «In futuro non so cosa farò – disse Simone in un’intervista a Cronache Maceratesi a poche ore dalla vittoria – ma ora so di essere un cuoco e di voler restare a Monteco’». E per Macerata la strada da Sky Uno a Rai Uno è stata semplice: mentre i piatti di Simone hanno trionfato sul satellite, i passi dell’attore tolentinate Cesare Bocci gli hanno meritato il primo posto a Ballando con le stelle. Bocci ha commosso l’Italia con il valzer ballato in finale con la moglie Daniela Spada, che solo da pochi mesi era riuscita ad alzarsi dalla sedia a rotelle dove secondo i medici sarebbe rimasta a vita per colpa di un ictus. Commozione anche per un’altra apparizione televisiva della provincia, stavolta nel cuore del cratere del terremoto di due anni fa. Lo scorso marzo lo chef Antonino Cannavacciuolo, nello show “Cucine da incubo”, ha visitato il ristorante Vecchio molino di Pieve Torina. Ascoltando la storia della titolare Silvia e quello che la ragazza ha fatto per le persone del posto nelle settimane successive al sisma, anche il burbero re dei fornelli si è sciolto nella commozione per un territorio che non si è mai arreso.

(a cura di Federica Nardi, Matteo Zallocco, Gianluca Ginella, Alessandra Pierini, Giovanni De Franceschi, Marco Cencioni, Leonardo Giorgi, Laura Boccanera).

Macerata 27 aprile 2018 – Il duro faccia a faccia tra Alessandra Mussolini e il sindaco Romano Carancini dopo la pignatta antifascista

Civitanova, 4 giugno 2018 – Far West nella zona di via Einaudi intorno alle 12: i malviventi, armati di kalashnikov e pistole, hanno sbarrato la strada con una vettura, poi data alle fiamme. Le guardie hanno reagito al fuoco

 

Camerino, 26 ottobre 2018 – A due anni dal sisma nel centro storico il tempo si è fermato: ci sono ancora le carcasse di auto devastate dal terremoto, nei locali e nelle abitazioni tutto è rimasto come dopo le scosse. Desolazione e macerie. Solo 38 le case agibili ma non sono utilizzabili. L’esercito continua a presidiare gli ingressi

18 dicembre 2018, L’Infinito di Leopardi torna a Recanati dopo un secolo. Fino al terremoto del 2016 era custodito a Visso

 

La sparatoria di Traini sulla prima pagina del Guardian. Ma anche diverse altre notizie maceratesi quest’anno hanno trovato la ribalta nazionale e internazionale



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