Ospedale: impianto idrico ok
«Ora l’acqua è potabile,
l’emergenza è finita»
MACERATA - Presentati dai vertici dell'Area Vasta 3 i lavori di ammodernamento della centrale e delle tubature, costati circa 281mila euro. Il direttore sanitario Massimo Palazzo: «Abbiamo evitato di dover evacuare». Maccioni: «Dopo tante polemiche la situazione è risolta»

Massimo Palazzo nei locali della centrale idrica
«E’ stato come fare un trapianto di cuore all’edificio ospedale. Ora è quasi tutto nuovo. Si è lavorato in urgenza e col rischio che si potesse arrivare anche all’evacuazione dell’ospedale se la situazione non fosse stata prima tamponata e poi risolta. Oggi l’acqua è assolutamente potabile anche senza l’ausilio dei filtri che resteranno sino all’esaurimento. La seconda vasca sarà operativa subito dopo le analisi che effettueremo poi toccherà alla terza, di dimensioni più ridotte, che produce acqua calda».

Massimo Palazzo, Alessandro Maccioni, Walter Perini, Giovanna Faccenda
Sono la parole del direttore sanitario dell’Area Vasta 3 Massimo Palazzo. All’ospedale di Macerata, infatti, oggi i vertici dell’azienda sanitaria hanno presentato i lavori eseguiti all’impianto idrico. Un intervento iniziato a luglio, quando si erano scoperti dei valori sballati nell’acqua corrente, tale da renderla non potabile. A scoprire che qualcosa non andava Walter Pierini, ingegnere, durante un intervento di manutenzione antincendio. Insieme a lui e a Palazzo, alla presentazione c’erano anche Alessandro Maccioni, direttore dell’Area Centrale idrica Vasta, Giovanna Faccenda, dirigente del distretto di Macerata e Lucia Mosciatti, ingegnere dell’Area Vasta. «Dopo tante polemiche – ha spiegato Maccioni – finalmente possiamo dire che l’emergenza idrica all’ospedale si è conclusa. L’acqua è potabile, i valori sono tornati nella norma anche senza la presenza dei filtri che avevamo messo e che ora andranno ad esaurimento. La prima vasca è già funzionante, la seconda lo sarà nelle prossime settimane ed entro Natale come previsto verranno completati anche i lavori nella terza vasca. Un grazie alla collaborazione del personale dell’Asur, ai tecnici che hanno lavorato sodo e ci hanno permesso in quattro mesi di superare un’emergenza che poteva creare rischi all’intera struttura. Un grazie anche alla perizia dell’ingegnere Walter Perini che proprio durante un’ispezione all’antincendio ci ha permesso di scoprire questa criticità così grave».

La centrale idrica
I lavori sono costati in totale 281.697 euro, di cui 161.197 per interventi edili e 120.600 per gli impianti. Viste le condizioni dell’impianto, parecchio usurato, non è stato possibile effettuare un semplice restyling. Ma si è dovuto optare per un intervento sostanziale. Per entrambi i serbatoi, da 120 metri cubi ognuno che servono l’acqua corrente, è stato cambiato il calcestruzzo rovinato, è stato rifatto il rivestimento interno in pvc ed è stata effettuata la sanificazione. Quindi sono stati sostituiti tutti i tubi che collegano i serbatoi ai collettori di distribuzione. Infine sono stati utilizzati dei filtri per rendere l’acqua potabile, filtri che come hanno spiegato i vertici dell’azienda, ormai saranno lasciati fino ad esaurimento anche se non servirebbero più. Il discorso si è poi spostato sulle liste d’attesa. «Da giugno ad oggi – ha sottolineato Faccenda – sulle liste di attesa abbiamo fatto grandi passi avanti, grazie alla collaborazione della struttura e anche dei medici. Dal monitoraggio effettuato si è riscontrato un aumento del 12% delle prestazioni nella prima settimana di ottobre, del 14% successivamente per arrivare al 20% in più nella prima settimana di novembre. L’obiettivo è sempre quello di fare meglio ampliando l’offerta. Già il fatto che il professionista, medico di base, ambulatoriale o ospedaliero, possa indicare direttamente il percorso successivo di visita ed esami al paziente cronico capirete che facilita i cittadini e sgrava il Cup dal carico delle prenotazioni che in questo caso riguarda soprattutto la popolazione anziana».

Lucia Mosciatti, Massimo,Palazzo, Alessandro Maccioni


Giovanna Faccenda


Maccioni mostra il secondo serbatoio

Il terzo serbatoio in costruzione






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Curioso l’errore di battuta che ha fatto diventare Alessandro Maccioni Direttore dell’Area Idrica Vasta! Facciamo un gioco da Settimana Enigmistica? Individuare l’intruso.