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Il commissario Farabollini:
«Territori al centro della ricostruzione,
ho il compito di accelerare i tempi»

SISMA - Incontro questo pomeriggio a Camerino con i sindaci del cratere. Il geologo: «Non voglio esautorare nessuno ma collaborare con tecnici e sindaci». L’assessore Sciapichetti: «Le questioni del personale dei Comuni e dell’Ufficio ricostruzione, e la necessità di semplificare per far partire la ricostruzione leggera vanno affrontate subito». Il rettore di Unicam, Claudio Pettinari: «Servono strumenti straordinari per ripartire»
martedì 30 ottobre 2018 - Ore 18:44 - caricamento letture
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Un momento dell’incontro di questo pomeriggio

 

di Monia Orazi

«Territori al centro della ricostruzione, al lavoro per accelerare i tempi. I governatori non sono stati esautorati dal governo, è questione di semplificare». Così il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini nel corso dell’incontro che si è svolto oggi pomeriggio a Camerino con i sindaci. Ha detto che si trova a riorganizzare «riprendendo quello che di buono c’era, quella che lo stesso presidente della Regione Marche ha definito una ricostruzione ai blocchi di partenza».

Piero Farabollini

Non è un politico, ha detto ma «un tecnico, sono stato nominato per accelerare la ricostruzione. Userò procedure che sono state già impostate, insieme a tutte le istituzioni che amministrano il territorio, con cui voglio avere la massima collaborazione, per avviare una ricostruzione efficiente ed efficace – ha detto Farabollini –. Con l’ordinanza 69 emanata ieri nel coordinamento con i presidenti di Regione, abbiamo prorogato sino al 31 dicembre il termine per la presentazione dei danni pesanti. Il governo ha intenzione di prorogare sino al 2020 la struttura del commissario ed ha la ferma volontà di prorogare anche il personale assunto nei comuni». Il geologo ha aggiunto che «Non ho la volontà di scavalcare o esautorare nessuno, ho la volontà di andare nei territori, collaborando con tecnici e sindaci, valutando la congruità del personale. La ricostruzione deve garantire l’incolumità di chi vive in questi territori, non si può rincorrere sempre l’emergenza che costa dieci volte di più. La ricostruzione deve garantire lo sviluppo economico futuro dei territori. Al centro della ricostruzione ci saranno i territori, di questo Rieti vuole essere il simbolo per essere più vicina ai sindaci e non la politica al centro della ricostruzione». L’assessore regionale Angelo Sciapichetti: «Nessun modello di ricostruzione può funzionare se non si tengono in considerazione i sindaci, nella predisposizione delle ordinanze va tenuto conto delle Regioni per aiutare il sistema ad affrontare le questioni, altrimenti non se ne esce. Alcune questioni come quella del personale dei comuni e dell’Usr in scadenza a dicembre e la necessità di semplificare per far partire la ricostruzione leggera, vanno affrontate subito». Ad aprire l’incontro è stato il rettore Unicam Claudio Pettinari: «Chiediamo una maggiore presenza sul territorio, l’attenzione alle imprese danneggiate dal sisma, non possiamo andare avanti con norme ordinarie, servono strumenti straordinari per far rinascere questi territori. Inoltre chiedo al commissario di provare a raccordare le parti, di fare un asse di lavoro unico tra comuni».

Tra le novità annunciate da Farabollini l’avvio di un tavolo tecnico congiunto tra comitato tecnico scientifico della struttura commissariale e rappresentanti delle professioni tecniche, che avrà il compito di valutare se le norme riescono a soddisfare le esigenze di chi si occupa concretamente di ricostruzione. Il comitato tecnico scientifico, su indicazione del commissario, sta scrivendo il regolamento per la ricostruzione pesante. Farabollini ha spiegato che la lettera ai Comuni per rivedere la perimetrazione, che nei giorni scorsi ha fatto infuriare il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, non è segno di voler rallentare la ricostruzione, ma di rafforzarla, dando risposte certe ai territori. Ultimi a parlare una carrellata di sindaci, provenienti da tutte e quattro le Regioni colpite. Tra questi il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui: «Dopo due anni non riusciamo ancora a vedere la luce, se si va avanti così i piccoli centri rischiano la desertificazione.  A noi anche se le opere pubbliche sono state finanziate manca il personale, il cratere va differenziato, non si può dare a tutti la stessa medicina».Da Montefortino invece Ciaffaroni ha denunciato, che nonostante la presenza dello Stato, l’accentramento nella gestione della ricostruzione non funziona, mentre per il primo cittadino di Montalto Marche si dovrebbe tenere conto dei sindaci come avvenuto nel 1997. Per Romano Carancini «un grave errore la mancanza di un rappresentante del governo, serve la politica per garantire lo stato dell’arte, è stato un errore non coinvolgere i presidenti delle Regioni. Chiedo di velocizzare sulle scuole, perché altrimenti se non riaprirò le scuole i genitori protesteranno. Servono certezze e risorse sul personale assunto – ha aggiunto – e dissento sul restringimento del cratere, basta creare una struttura parallela a quelle esistenti, che intervenga sulle zone rosse dei centri più colpiti, per dare una priorità nella risposta».

Da Castelsantangelo Mauro Falcucci, battagliero come sempre, è tornato a chiedere la differenziazione del cratere e l’applicazione della legge sulla montagna, per dare una possibilità di sopravvivenza ai piccoli centri montani, che altrimenti rischiano di sparire. «Non vogliamo escludere nessuno, ma se volete fare una Pompei dell’Appennino ditecelo, la politica ha anche il compito di dire la verità», ha concluso. Il sindaco di Belforte Roberto Paoloni ha sottolineato come il ruolo del commissario sia quello di raccordo tra le parti, evidenziando la disparità di trattamento delle zone terremotate del Centro Italia, rispetto a Genova ed al terremoto di Ischia. Per il primo cittadino di Cingoli Filippo Saltamartini il commissario per svolgere al meglio il suo ruolo ed avere normative certe di riferimenti per tutti, dovrebbe dotarsi di consulenti tecnico-giuridici. «Quando parliamo di rivedere il cratere parliamo di zone che non hanno più nulla – le parole di Alessandro Gentilucci sindaco di Pieve Torina – bisogna individuare le zone in base agli indici di danno, altrimenti si rischia la desertificazione. Vanno individuati servizi e possibilità di lavoro, non è possibile che si ricostruiscono le scuole e poi viene tagliato il personale e si fanno le pluriclassi, non è possibile che il disastro del terremoto del centro Italia, sia appendice del decreto Genova, commissario così non va, lei si deve fare portavoce di questo con il mondo politico».

 



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