Daniela Tisi: «Possiamo ripartire,
abbiamo tesori d’arte inestimabili»

INTERVISTA - La presidente Reti museali e Sistemi Territoriali anticipa le iniziative della nuova commisione Mibact
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Daniela Tisi

 

di Maurizio Verdenelli

Una commissione interna al ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) si occuperà d’ora in avanti di studiare possibili forme di gestione del patrimonio culturale attraverso la sinergia di reti museali e sistemi territoriali. Il fine ultimo della commissione Rst (questo l’acronimo) istituita dal ministro Bonisoli, è quella di indicare le linee guida per sviluppare tutte le possibili strategie di cooperazione tra le istituzioni pubbliche, private e le realtà produttive locali puntando all’incremento della fruibilità dei siti culturali italiani. Elemento cardine sarà al fine di coinvolgere tutti i soggetti possibili, la cosidetta ‘progettazione partecipata’ . Verranno incoraggiate anche forme di partenariato per una rete che interconnetta i luoghi di interesse culturale, nel contempo valorizzando i siti meno noti. La commissione avrà a disposizione un anno intero per formulare proposte.

Daniela-Tisi-3-325x325 Alla guida della commissione, la marchigiana di Fermo, Daniela Tisi, collaboratrice del ministro. Con lei Antonio Lampis, direttore generale Musei, Manuel Guido già dirigente Mibac; Ilaria Cavo, assessore regionale alla Cultura della Liguria, Tiziana Maffei, presidente Icom Italia; Francesca Leon, assessore alla Cultura di Torino e Virginia Villa, esperta. Un altro prestigioso incarico, dunque, per l’ex direttrice della rassegna ‘Capolavori Sibillini’ che ad Osimo (palazzo Campana, subito dopo la mostra Cavallini-Sgarbi) ha portato in salvo grandi opere della rete museale fermana-maceratese-ascolana, devastata letteralmente dal terremoto del Centritalia. Per iniziativa della dottoressa Tisi, le opere dopo molti mesi (con corposa proroga) di esposizione osimana, perdurando l’inagibilità dei musei dai quali provengono, sono state alfine trasportate a Milano e custodite in ben attrezzati saloni per la fruizione del pubblico che, da parte sua, ha risposto molto positivamente all’iniziativa.

Cos’è questa commissione costituita dal ministro, presidente Daniela Tisi?

«Si tratta di una grande squadra, con cui avrò l’onore di lavorare. Professionisti di alto profili che credono fortemente in questa visione di innovativa gestione culturale che parte dall’ascolto dei territori e che su di essa fonda le proprie linee programmatiche e di intervento. Una delle caratteristiche del nostro patrimonio culturale è quella di essere un museo a cielo aperto da tutelare e valorizzare in una logica di sistema, perché anche i contesti più periferici diventino poli di attrazione ed interesse internazionale nonché generatori di nuove forme occupazionali».

Per le Marche e il Centritalia del post sisma, dottoressa Tisi?

«E’ una buona opportunità per i territori ed anche per le Marche. Il centro Italia ha tesori d’arte inestimabili: dalla loro conservazione e valorizzazione si può ripartire per una vera ricostruzione post terremoto».

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Maurizio Verdenelli e Daniela Tisi

Qualche idea per incentivare l’accesso ai musei e ai siti?

«Pensiamo a ‘Musei card’ ed altre iniziative: la cultura deve essere fruita, deve ritornare ad essere nel Dna di questo Paese che conserva le tracce del passato in modo tanto forte».

Lei (che pure aveva partecipato ad un convegno all’università di Macerata organizzato da Cronache Maceratesi, sulle problematiche post sisma) è stata tra le relatrici il 24 agosto a due anni dalle prime scosse, con parlamentari, amministratori regionali, comunali ad un forum organizzato dal comune di Muccia e da chi scrive…

«Ho un ottimo ricordo di quell’incontro, al ‘Beato Rizzerio’, molto partecipato cui portai il saluto del ministro Bonisoli. Emerse compatta la volontà espressa di voltare pagina, di cambiare passo, e tagliare molto inutile burocrazia al fine di far ritornare a vivere le aree colpite così drammaticamente. Un messaggio che la commissione del ministero dei beni culturali intende far propria creando una rete attiva sul piano economico con i sistemi territoriali».



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