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Ovadia, Calamai e Ballerini
al seminario “Una sola terra”

MACERATA - Un luogo di conoscenza, ricerca, dialogo, formazione comune voluto dall'università per la città. Primo appuntamento lunedì 15 ottobre
giovedì 11 ottobre 2018 - Ore 18:06 - caricamento letture
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Moni Ovadia, drammaturgo, musicista, scrittore per la sua esperienza di attraversamento tra le culture; Enrico Calamai, console italiano a Buenos Aires ai tempi della dittatura militare in Argentina che oggi si occupa della tutela dei diritti dei migranti; Alessandra Ballerini, avvocato civilista specializzato in diritti umani e immigrazione, che ha difeso anche la famiglia Regeni nella tragica vicenda del loro figlio.

Moni Ovadia

Sono i tre testimoni d’eccezione chiamati dall’Università di Macerata per parlare di democrazia, migrazioni e cultura della convivenza all’interno del primo incontro del seminario permanente “Una sola terra” organizzato in collaborazione con l’Università per la Pace. Un’iniziativa fortemente voluta dal rettore Francesco Adornato che ha recepito l’esigenza espressa da studenti, docenti e non solo, di uno spazio di confronto all’indomani dei cosiddetti “fatti di Macerata”. «L’Università ha la consapevolezza che questa nostra città abbia ulteriore bisogno di ritrovare un’idea di sé e una forte coesione sociale. L’Ateneo non fa politica, ma esprime un pensiero critico neutrale, ma non neutro, che serve per rafforzare le idee di democrazia e vivere civile», ha commentato Adornato durante la presentazione del progetto. L’iniziativa vuole mettere a disposizione della città e della comunità universitaria un luogo di conoscenza, ricerca, dialogo, formazione comune, che contribuisca ad accrescere la capacità di convivere socialmente, secondo forme di relazioni accoglienti, solidali, eque, inclusive e democratiche.

Enrico Calamai

«Lo abbiamo intitolato ‘Una sola terra’ perché dobbiamo prendere coscienza che siamo un’unica comunità umana – ha spiegato Roberto Mancini, docente di filosofia teoretica e coordinatore del seminario -. Lo stereotipo divide, la cultura unisce. La vera innovazione è un contenuto di responsabilità. Il problema non è il fenomeno migratorio, ma la mancata risposta progettuale ed efficace a quello che l’immigrazione significa». Il primo appuntamento è per lunedì 15 ottobre alle 17,30 all’Auditorium Unimc in via Padre Matteo Ricci con “Per una democrazia accogliente” con Moni Ovadia, Alessandra Ballerini, ed Enrico Calamai. Il secondo si terrà giovedì 8 novembre, sempre alle 17.30, nell’Aula Verde del Polo Pantaleoni: si parlerà dell’impegno delle religioni per la pace in un mondo diviso” con il presidente della Comunità ebraica di Ancona Marco Ascoli Marchetti, l’Imam di Macerata Mohamed Tarakji e l’Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi. Non solo esperti, dunque, ma testimoni che hanno avuto esperienza di conflitto, di dialogo interculturale, di tutela dei diritti umani, da cui trarre indicazioni operative. Entrambi gli incontri sono aperti al pubblico. Per maggiori informazioni, si può consultare il sito www.unimc.it.

Alessandra Ballerini

 



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