Polemica sui contributi comunali:
«Concessi 40mila euro
alle parrocchie»

POTENZA PICENA - La "Lega per Potenza Picena" punta il dito contro la scelta dell'amministrazione: «Servono per le politiche sociali. Non hanno pensato che chiunque non sia cattolico abbia una certa difficoltà a frequentare gli oratori»
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Il sindaco Noemi Tartabini

«La giunta Tartabini ha dato 40mila euro alle parrocchie per promuovere le politiche sociali e di aggregazione giovanili del territorio. Dov’è il principio di laicità?». A chiederlo la “Lega per Potenza Picena”, che accusa l’amministrazione di ignorare la popolazione che non frequenta le parrocchie e che ha bisogno comunque di interventi di integrazione sociale. «La nostra società è sempre più una società multietnica e multirazziale dove spesso è il credo religioso che rappresenta proprio la causa di una cattiva integrazione. Gli immigrati rappresentano quasi sempre la parte più disagiata della popolazione dove, sopratutto nei figli, il disagio sociale e l’emarginazione la fanno da padrone. Non dimentichiamo che gli attentati a sfondo religioso avvenuti in Europa sono il frutto di emarginazione e disagio sociale. Se tutto questo ci porta a concludere che è fondamentale che siano laici i centri di aggregazione e prevenzione del disagio giovanile, proprio per agevolare l’integrazione e l’inserimento nella società civile in modo dignitoso, la nostra amministrazione delega tutto questo agli oratori cattolici della città. Tirando fuori leggi ormai di oltre 10/15 anni, tra l’altro nate obsolete, ha concesso un contributo alle parrocchie di 40mila euro all’anno per promuovere le politiche sociali e di aggregazione giovanili del territorio. In verità già una cosa del genere l’aveva fatta l’amministrazione precedente, ma ora hanno pensato bene di portare la spesa da 33mila euro alle attuali 40mila assegnandone 20mila all’Oratorio di Porto Potenza, 15mila a quello di Potenza Picena e 5mila euro alla parrocchia di San Girio. Non è possibile – conclude il partito -, che non abbiano pensato che chiunque non sia cattolico abbia una certa difficoltà a frequentare gli oratori e pertanto l’iniziativa non potesse raggiungere lo scopo. Che sia iniziata la campagna elettorale e qualcuno abbia pensato bene di garantirsi i voti dei cattolici convinti? Del resto a chi importa della integrazione, del disagio, dei giovani. L’importante è mungere la vacca».



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