Furto alla Civitas, Mobili:
«Non sono informato»
Ma la notizia circola da tre settimane

CIVITANOVA - L'ex presidente spiega che essendosi dimesso non sa nulla della sparizione di 7.200 euro. Il consigliere del Cda Antonio Petillo: «Fra qualche giorno presenterò la relazione su quanto abbiamo ricostruito, abbiamo anche salvato le immagini delle telecamere di videosorveglianza». Giulio Silenzi: «Gravissimo il silenzio dell'amministrazione»

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Alberto Mobili

 

di Laura Boccanera

«Essendomi dimesso non sono informato sui fatti». Alberto Mobili affida a poche righe scritte per sms la spiegazione sul terremoto in Civitas dove qualcuno ha sottratto indebitamente le monete provenienti dai parchimetri. 7.200 euro che rappresentano gli incassi di circa 2 settimane. L’ex presidente riferisce di non saperne nulla e spetterà ad Antonio Petillo del cda relazionare in merito a quanto accaduto. L’ufficio finanze del Comune infatti è in attesa di una relazione che provi a ricostruire quanto accaduto. E soprattutto quando. E’ questo uno degli interrogativi principali. E infatti se la notizia arriva a Palazzo solo a metà della scorsa settimana, la denuncia presentata ai carabinieri è di una settimana fa. Ma in Civitas qualcuno lo sapeva già da tempo, almeno 3 settimane fa. E’ la seconda settimana di luglio quando qualcuno si accorge che qualcosa non quadra, il presidente Alberto Mobili si dimette il 18. Antonio Petillo, consigliere del cda lo viene a sapere quasi per caso il giovedì pomeriggio passando dagli uffici, il venerdì, il giorno dopo chiede al tecnico di acquisire i filmati delle telecamere esterne che registrano fino a 12 giorni prima. E’ stato poi lui a denunciarlo ai carabinieri della compagnia di Civitanova.

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Antonio Petillo

«Fra qualche giorno presenterò la relazione su quanto abbiamo ricostruito, abbiamo anche salvato le immagini delle telecamere di videosorveglianza – dice Petillo – che conservano le acquisizioni per 12 giorni». Crede che le dimissioni di Alberto Mobili in qualche modo siano legate a questa scoperta? Laconica la risposta del consigliere: «non sono in grado di rispondere». Non si sa neanche come chi ha sottratto il denaro l’abbia portato via: 7.200 euro in monete da 1 euro, 50 centesimi e anche tagli più piccoli sono voluminosi e pesanti e non è escluso che la sottrazione sia avvenuta in più episodi così da non destare sospetti. La scoperta dell’ammanco avviene in fase di verifica, quando all’atto di controllo ci si accorge che tra gli importi indicati negli scontrini emessi dai parchimetri a quelli effettivamente versati in banca c’è una discrepanza. E al protocollo intanto giungono le richieste di accesso agli atti e sull’argomento interviene oggi anche il consigliere Giulio Silenzi: «Il silenzio dell’amministrazione su una questione così delicata che attiene alla gestione dei soldi pubblici è gravissima. Soldi spariti dagli uffici di una società comunale, soldi tracciati e che non dovevano essere così tanti in quanto sarebbero dovuti essere versati tempestivamente. Per non parlare poi delle dimissioni così repentine del presidente e date al solo sindaco. Questa mattina ho depositato al protocollo del Comune una richiesta di accesso agli atti per fare chiarezza sulla tempestività dei versamenti degli incassi, l’accertamento della responsabilità e della tracciabilità delle somme, la documentazione intercorsa tra il Cda della Civitas, il sindaco e il dirigente del settore Finanze. Se poi risulterà vero che la notizia è nota da qualche settimana nella Civitas e che da giorni ne è stato informato anche il sindaco, sarà ancora più grave che i consiglieri comunali e i civitanovesi ne siano venuti a conoscenza solo a seguito di pubblicazioni dei media. Per quelle che sono le competenze amministrative, il sindaco faccia subito chiarezza perché i soldi sono della città e gli uomini e le donne messe nel cda sono esponenti della maggioranza e per fortuna che dicevano “noi sappiamo come fare”».

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