Arcidiocesi di Camerino,
Brugnaro verso l’addio

L'IPOTESI di una proroga legata al terremoto sembra tramontata. Venerdì prossimo assemblea del clero: il vescovo dovrebbe annunciare il suo successore. Si fa il nome di don Francesco Massara, 53 anni, attualmente parroco a Limbiadi, in provincia di Vibo Valentia
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L’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro

 

Si rincorrono sempre di più le voci secondo cui l’arcivescovo di Camerino Francesco Giovanni Brugnaro, stia per lasciare la guida della diocesi più terremotata delle Marche. Venerdì prossimo nel corso dell’assemblea del clero, da lui convocata al seminario diocesano, dovrebbe essere lo stesso Brugnaro ad annunciare chi sarà il suo successore. L’ipotesi di una seppur breve proroga al suo ministero sembrerebbe definitivamente tramontata. Dalla Santa Sede sarebbe stato individuato il successore alla cattedra vescovile camerte, che sarebbe in procinto di essere nominato. Brugnaro, alla guida della diocesi da undici anni, ha compiuto lo scorso 16 marzo 75 anni, limite che per la chiesa segna il collocamento a riposo. Una recente circolare vaticana aveva lasciato intravvedere la possibilità di una proroga nell’incarico per gravi e documentati motivi, il terremoto avrebbe potuto essere uno di questi, ma al momento sembrerebbe quasi certo che Brugnaro rimarrà in carica per sbrigare soltanto l’ordinaria amministrazione, sino all’ingresso in diocesi del nuovo vescovo. La Santa Sede non avrebbe ravvisato la necessità di dare una proroga all’incarico episcopale, contrariamente a quanto avvenuto per gli ultimi vescovi di Ancona o Fermo che sono rimasti per almeno un anno, sino alla nomina dei loro attuali successori. Sul totonomi del possibile nuovo vescovo, nessuna conferma ufficiale. Secondo alcune voci si tratterebbe di don Francesco Massara, 53 anni, attualmente parroco a Limbiadi, in provincia di Vibo Valentia. Brugnaro fu designato vescovo il 3 settembre 2007, ricevette l’ordinazione episcopale il 29 dello stesso mese ed il 28 ottobre entrò solennemente in diocesi. Dai suoi trascorsi laici, come ex assessore provinciale e docente universitario di Filosofia, ha tratto un piglio decisionista e molto pratico, con cui ha gestito l’amministrazione della diocesi, riorganizzando la distribuzione dei sacerdoti, la funzionalità degli organismi diocesani ed iniziando la catalogazione e la cura del vastissimo patrimonio culturale diocesano. Suo malgrado si è trovato a dover condividere la condizione di terremotato con i suoi fedeli, iniziando a condurre in prima persona, con fidati collaboratori, tutte le pratiche necessarie alla messa in sicurezza dei beni culturali e delle chiese prima e a seguire al momento l’iter previsto per la ricostruzione delle tantissime chiese e proprietà dell’arcidiocesi.



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