L’Africa in mostra nel cratere:
#siamotuttirifugiati
ESANATOGLIA - Stasera apertura dell'esposizione dedicata alla missione in Camerun di padre Sergio Ianeselli. Presente anche la figlia di nonna Peppina Agata Turchetti

Davanti alla struttura di padre Sergio (il primo sulla sinistra). Poi di fianco c’è un’altra italiana che fa l’ottica nella missione, Santina Barboni, Marco Costarelli, Monia Pecchia e al centro Monia Bregallini. Sotto gli operatori e un bambino appena operato alle gambe
#siamotuttirifugiati è una mostra che raccontando l’Africa, in particolare nella missione di padre Sergio Ianeselli in Camerun, accende i riflettori anche sui territori colpiti dal sisma. La mostra si inaugura stasera alle 21 alle fontane di San Martino ad Esanatoglia e rimarrà aperta fino a domenica 22 luglio dalle 18 alle 24. «Ci sono cose che vanno fatte perché ce lo chiede la coscienza. – scrive l’autore Marco Costarelli – Ci sono notizie ed immagini che vanno raccontate e condivise per poter prendere posizione in maniera consapevole. Questa mostra fotografica nasce per questi motivi, a seguito di un viaggio fatto nel 2015 dentro la missione di un padre concezionosta, padre Sergio Ianeselli che opera in loco da moltissimi anni, creando ponti culturali e sostegno sanitario alle popolazioni indigene.Il nome è uscito fuori quasi in maniera naturale perché frutto di una condizione di estrema instabilità che si vive oggi un po’ dappertutto ed è accentuata anche in centro Italia soprattutto dopo gli eventi sismici del 2016. L’idea è quella di cercare spunti di riflessione su questo tema scavando sulle cause di questa instabilità, cercando il più possibile argomentazioni alla fonte. Per questo motivo abbiamo scelto un comune alle porte del cratere sismico che ha al suo interno la sorgente di un fiume. #siamotuttirifugiati è un momento di confronto sullo stato attuale degli abitanti di tutti quei paesi e dei loro bisogni per tornare a vivere degnamente e non solo sopravvivere. Per questi motivi invitiamo tutti a scriverci #siamotuttirifugiati perché… nella casella dei messaggi o sui post dell’iniziativa».
All’inaugurazione ci sarà anche Agata Turchetti la figlia di nonna Peppina che parlerà dell’odissea della madre, Barbara Bonifazi con il racconto della condizione che vive a Sellano nella sua azienda agricola che si chiama la Rinascita.
