Serata “Svuota Fusti”
al Fermento festival

TREIA - Stasera prezzi speciali per le birre rimaste e ancora musica con Max Ruggeri. Giuliano Cartechini, segretario della Pro Loco: «Un evento degno di avere un futuro in continua crescita»

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di Andrea Serrani

Il Fermento Festival di Treia proseguirà questa sera con la serata speciale “Svuota Fusti”, che prevede un prezzo specialissimo per la birra ancora rimasta. Si comincerà alle 20,30 con la cena, con penne gratis per tutti, per poi proseguire alle 21,30 con la musica di Max Ruggeri in piazza della Repubblica. Giuliano Cartechini, segretario della Pro Loco, racconta la nascita del festival e i criteri di scelta delle bevande, per poi sottolineare la crescita della manifestazione e il successo ottenuto, con i ringraziamenti a chi si è adoperato per la riuscita dell’edizione 2018.

Come e quando nasce l’idea del Fermento Festival?

«L’idea nasce nel 2013 da un gruppetto di amici e collaboratori della Pro Loco che si sono trovati nel teramano ed hanno scoperto un festival di birre artigianali. Vista l’originalità dell’idea, hanno pensato subito di coinvolgere la nostra Pro Loco per poter realizzare un evento simile a Treia. La proposta ci è subito sembrata bellissima ed insieme a loro abbiamo deciso di provare anche noi a percorrere questa nuova esperienza organizzativa. Visto che gli anni precedenti avevamo riscosso un grande successo con l’iniziativa della Magnalonga, non ci siamo voluti affrettare e nei due anni a seguire abbiamo lavorato alla progettazione del nostro festival. Volevamo fare da subito un evento di qualità che si fosse distinto dalle tantissime altre feste della birra e pertanto abbiamo preso tutto il tempo necessario per fare bene le cose. Dopo due anni di fase embrionale, abbiamo deciso che nel 2015 era il momento di far nascere il Fermento Festival e sin da subito è stato un grandissimo successo. Il pubblico ha capito la novità e l’ha apprezzata moltissimo, permettendo così al festival di essere un evento degno di avere un futuro in continua crescita».

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Giuliano Cartechini

Quanto è cresciuto il festival dalla sua prima edizione e quanto può crescere ancora?

«Con la prima edizione costruimmo già una buonissima reputazione. Il connubio birra-buon cibo-spettacoli musicali-artisti di strada era un format che sembrava funzionare. Per l’organizzazione della seconda edizione, il collaboratore che si occupava di seguire gli spettacoli ha dovuto lasciare la Pro Loco per problemi personali. Io fino a quel momento mi occupavo della multimedialità e della grafica. Mi chiesero la disponibilità di fare una sorta di direzione artistica del festival ed io, appassionatissimo di musica, ho accettato. Ho pensato quindi di puntare, oltre che sulle ottime e particolarissime birre, anche sul discorso musicale, iniziando a portare gruppi di un certo livello. Lo scorso anno abbiamo inserito nel festival due gruppi provenienti dal Summer Jamboree e la cosa ha funzionato. Per quest’anno abbiamo portato più della metà di artisti che hanno suonato al festival di Senigallia. Abbiamo anche diversificato il più possibile inserendo i più svariati generi musicali, per accontentare tutti i gusti. Per quanto riguarda gli artisti di strada abbiamo puntato sul performer itinerante che interagisce con il pubblico, rendendolo parte attiva della manifestazione ed anche questa è stata una scelta vincente. Il fatto di aver inserito anche il discorso street food con tipicità provenienti da diverse regioni d’Italia è stato poi, secondo la mia opinione, quella marcia in più che quest’anno ci ha permesso di raggiungere il grandissimo successo di cui tutti sono stati testimoni. Il festival può crescere sicuramente ma occorrono dei rinforzi, sia lavorativi che economici, in quanto noi della Pro Loco siamo tutti volontari che gratuitamente si mettono al servizio della manifestazione ed il livello ora raggiunto comincia ad avere un certo peso».

P1170318-325x183Quali sono i criteri di scelta della birra?

«Le birre vengono scelte tenendo conto per prima cosa della qualità, che deve essere altissima. Inoltre il produttore deve avere alle spalle una storia consolidata, fatta di premi e riconoscimenti nei più prestigiosi concorsi birrai internazionali. Poi ci fidiamo del nostro collaboratore Leonardo Leonardi, che è anche il nostro sponsor ed anche la prima persona che ha creduto in noi ed in questo progetto. Leonardo è espertissimo e sempre molto informato su tutte le novità ed i tipi di birra che si trovano sul mercato».

Una volta scelta una birra, cercate di mantenerla anche nelle edizioni successive oppure ogni ne proponete di diverse?

«Nella scelta delle birre abbiamo una piccola selezione che è stabile, è il nostro zoccolo duro. Tutto il resto viene variato di anno in anno per proporre le novità che il mercato offre e per presentare le tendenze dettate dalle richieste di un pubblico di appassionati».

A chi vanno i ringraziamenti per la buona riuscita dell’edizione di quest’anno?

«Alla ditta Ibalt che ci ha supportato come sponsor ed un grandissimo grazie anche al gruppo dei ragazzi della Pro Loco ed ai tantissimi volontari che si sono adoperati senza risparmiarsi nella riuscita della manifestazione».

La birra artigianale è servita, a Fermento è subito boom


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