Pd, l’appello di Messi:
«Di immobilismo si muore
Necessario un cambio radicale»
POLITICA - Il sindaco di Appignano: «Il partito deve presentarsi unito più che mai, tagliando con il passato, per affrontare le sfide future»

Osvaldo Messi, sindaco di Appignano
«Il Pd tutto ed in particolar modo il Pd provinciale deve presentarsi unito più che mai. Unito nelle decisioni future ed imminenti da prendere e unito nelle sfide che il territorio è costretto ad affrontare nel campo della sicurezza, della sanità, del lavoro. Naturalmente l’unità va realizzata non guardando al passato, non cercando di ricomporre vecchi equilibri drammaticamente sterili ma con la capacità di dare vita ad una vera e propria discontinuità, con il coraggio di innovazioni radicali e con l’obiettivo di tornare ad essere un punto di riferimento solido e credibile della comunità. Questo passaggio è ineludibile e lo dobbiamo fare insieme». E’ l’accorato appello che arriva da Osvaldo Messi, sindaco di Appignano e sfidante di Francesco Vitali per la segretaria provinciale dei dem. Una riflessione che arriva dopo mesi di polemiche, dopo la batosta delle elezioni politiche di marzo e dopo i risultati incoraggianti alle comunali di Ancona e Porto Sant’Elpidio. «Unità, passione e voglia di ripartire – aggiunge Messi – Sono queste le tre parole d’ordine che il Pd deve avere anche per far ritrovare l’orgoglio dell’appartenenza al più grande partito del centrosinistra italiano a tutti gli iscritti che si sono via via allontanati. È necessario lasciarsi alle spalle ogni ambiguità e le posizioni pregiudiziali che troppo spesso hanno bloccato ogni tentativo di avere un approccio unitario e serio alle problematiche del territorio e di mettere al centro del dibattito politico i problemi – non del partito – ma della provincia di Macerata. Non si può e non si vuole sminuire l’azione politica del partito ad una mera conta delle tessere e non si può e non si vuole che ciò avvenga, ma l’orologio delle problematiche legate al terremoto piuttosto che all’ambiente o alle infrastrutture continua a correre ed ad avvicinarsi pericolosamente a scadenze di fronte alle quali il partito ad oggi non ha dato o non è stato in grado di fornire risposte adeguate che vadano incontro ai bisogni ed alle necessità di tutti i maceratesi». Da qui la necessità per Messi di ricostruire il partito radicalmente dalle fondamenta. «È necessario dunque – conclude ripensare questo Pd e ripensarlo nell’ottica di formare – tutti insieme –una segreteria ed una direzione che sia pronta alle sfide che il territorio maceratese deve e dovrà affrontare. È necessario che il partito cambi radicalmente e riassuma quel ruolo di portatore e sunto di tutte le necessità dei cittadini della provincia e non dei soli iscritti, perché di immobilismo si muore. Tutti insieme, veramente, per un partito democratico finalmente unito».
Potrebbero ricominciare prendendo quello che c’è di buono nei partiti al governo. Poi potrebbero proseguire con le loro gambe.
Sì: ” Alzati e cammina !”. Ma come si fa dopo anni di governo e governi sotto gli occhi di tutti, parlare ancora di rinascita ma anche solo di Pd? Ma come si fa a credere ancora che personaggi simili, solo stando uniti e dicendo qualche boutade su sicurezza, lavoro e sanità, tutte e tre allo sfascio se qualcuno non riesce a cambiare ” rotta “( allusione voluta e assolutamente non causale) riuscirebbero ad essere ancora credibili? Una cena al lume di candela tra Renzi e tutti gli altri, nessuno escluso e puff, il miracolo è fatto? Finché un solo personaggio del Pd, rimarrà in circolazione, avete più speranza di entrare nella bocca di un vulcano dormiente che non si svegli ai vostri bisbigli ( quella della crunea dell’ago con il cammello che ci si infila è troppo vecchia ) che di salvarvi dall’inevitabile estinzione. Avete finito di interrogarvi sulle bastonate che arrivano ad ogni consultazione o vi sentite geni incompresi? Messi, lei sarà anche una brava persona, non la conosco e non vedo perché dovrei dubitarne, ma lasci il Pd e se crede veramente ancora nella sinistra, trovi facce, tutte, completamente nuove e ritenti di ricostruire una sinistra alla deriva della propria presunzione più che della totale incapacità di governare e di intendere il volere della gente, quella che annaspa e affoga ogni giorno di più. Con il rottamatore siete finiti tutti sotto la pressa dello schiacciatore e adesso volete aggiustarvi ricompattando il groviglio di ferraccio impacchettato e pronto per essere fuso e trasformato? AHO, a pensarci bene, questo sistemino usato per i rottami da riciclare, mica è tanto sbagliato. Io, una bella prova per amore del nuovo Pd, la farei.